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Funghi

tuber melanosporum

Approfondimento dedicato al tuber melanosporum, comunemente conosciuto come tartufo nero, tartufo nero dolce e tartufo nero pregiato. Cosa sapere, quanto costa e come prepararlo

di Redazione

16 dicembre 2013

Tuber melanosporum

I tartufai se lo sognano pure di notte. A sognarlo sono anche gli amanti della buona cucina, ma non tutti possono permettersi di gustarlo e di averlo in tavola. Stiamo parlando del tuber melanosporum, pregiato tubero o fungo tuberoso conosciuto anche come tartufo nero. Questo fungo si contende il primato del pregio assieme al tartufo bianco, conosciuto anche come tuber magnatum. E’ opinione diffusa che il tartufo bianco sia più pregiato di quello nero, ma non è per tutti così. Per i francesi, ad esempio, è più prelibato il tartufo nero.

Caratteristiche

Il tuber melanosporum è una specie simbionte che cresce assieme ad alberi di latifoglie, quali quercia, carpino e nocciolo. Preferisce i terreni mediamente calcarei, soffici, porosi, permeabili e ben areati. Il fungo matura a partire da settembre, ma si può trovare da dicembre a marzo. Le zone di crescita spontanea sono Marche, Umbria, Toscana, Lazio e aree interne di Veneto, Liguria, Lombardia, Piemonte e Trentino. Il tartufo nero si presenta con un corpo fruttifero nero, tondo, a volte irregolare, e lobato. Le dimensioni variano in base agli esemplari. Il peridio è nerastro, con venature color ferro e rosso vinaccio negli esemplari giovani. L’apice è solcato da verruche con parte apicale molto depressa e fortemente aderenti alla gleba ( carne), grandi tra tre a cinque millimetri. La gleba è nera con tendenza al rosso o viola, con venature bianche molto sottili e fitte, con margini ben definiti e con linee brune che sembrano traslucide ai lati. L’odore è aromatico, delicato e gradevole. Anche il sapore non scherza: è squisito, tanto che il fungo viene anche identificato con l’appellativo di “tartufo nero dolce”. Le spore sono nere, spinose e massive.

Commestibilità

Il tuber melanosporum è un ottimo fungo commestibile. La sua squisitezza è universalmente accertata. Questa specie si contende però il primato del gusto con il tartufo bianco. Gli estimatori, o almeno la maggior parte di essi, considerano il tartufo bianco migliore di quello nero. Non è così in altri paesi. In Francia, ad esempio, il tartufo nero è ritenuto più pregiato di quello bianco. In ogni casi, si tratta innegabilmente di un fungo pregiato e di qualità, difficilmente accessibile, per i suoi costi, ai comuni mortali. In alcune zone d’Italia, il tartufo nero è anche considerato prodotto tipico. Citiamo ad esempio, il tartufo nero di Norcia e quello di Spoleto. Esistono tante ricette a base di tartufo nero. Le fettuccine al tartufo nero ne sono un esempio. Prima di usarlo, il tartufo va adeguatamente pulito e lavato sotto l’acqua corrente per eliminare le tracce di terra e impurità. Per rimuovere la terra dal peridio conviene pulirlo con una spazzola a setole dure. Le fettuccine al tartufo si preparano con olio, aglio, acciughe e scaglie di tartufo nero. Si inizia soffriggendo in padella aglio e olio. Poco dopo si toglie l’aglio e si aggiungono le acciughe. Successivamente si spegne il fuoco e si aggiungono le scaglie di tartufo nero. Intanto si fa bollire in pentola una manciata di fettuccine. Si scolano al dente e si condiscono con il soffritto al tartufo. Al termine si può spruzzare del pepe e un altro po’ di tartufo nero grattugiato.

Somiglianze e nomi

Il tuber melanosporum, ovvero il nome scientifico del tartufo nero, deriva dal greco melanos che significa nero e da sporum che significa seme o spora. Il nome nasce dal fatto che questo tartufo emette proprio delle spore di colore nero. Il tartufo nero si può confondere con il tuber brumale e la sua varietà moschatum. Questi hanno però carne più chiara, con venature più grandi, un sapore meno gradevole e spore sempre chiare ( con spine più lunghe e flessuose). Il tuber melanosporum si può confondere anche con il tuber aestivum detto anche “tartufo nero estivo”. Quest’ultimo ha però la carne chiara e giallastra e un peridio con verruche più ampie e gialle. Il tuber melanosporum è più pregiato del tuber aestivum e per distinguerlo da questo viene proprio chiamato “tartufo nero pregiato”.

Prezzi

I prezzi del tartufo nero sono stabiliti da un’apposita borsa che indica le quotazioni di mercato in tempo reale. Queste cambiano di anno in anno. Le quotazioni possono variare anche in base alla pezzatura. Il tartufo nero da zero a quindici grammi costa 200 euro al chilo; da 15 a 50 grammi, 300 euro al chilo e da oltre 50 grammi, 400 euro al chilo. I prezzi sono totalmente distanti da quelli del tuber magnatum o tartufo bianco, dove si oscilla tra 800, 1300 e 1800 euro al chilo. I prezzi indicati si riferiscono sempre alla pezzatura dei vari esemplari quotati. Abbastanza alti ormai anche i prezzi del tartufo nero estivo, che si attestano tra 250, 270 e 300 euro al chilo. Quindi, considerando la pezzatura minima ( da zero a quindici grammi), il tartufo nero estivo costa più di quello nero pregiato. Ciò dipende dal fatto che gli esemplari più pregiati di tuber melanosporum sono quelli che hanno almeno una pezzatura compresa tra 15 e 50 grammi. Ancora più pregiati sono gli esemplari superiori a 50 grammi, la cui quotazione di mercato si aggira intorno ai 400 euro al chilo.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il tartufo nero pregiato e il tartufo nero estivo?
    La differenza sostanziale risiede nella qualità organolettica e nell'aspetto. Il Tuber melanosporum (nero pregiato) ha una gleba nera con venature bianche sottili e fitte, un aroma intenso e un sapore dolce. Il Tuber aestivum (nero estivo), invece, presenta una carne chiara e giallastra, verruche del peridio più ampie e giallastre, e un profumo meno marcato. Inoltre, il tartufo nero pregiato ha un periodo di raccolta diverso (invernale) rispetto a quello estivo e un valore commerciale generalmente superiore, specialmente per i pezzi di media grandezza.
  • Come si riconosce un vero tartufo nero dai suoi falsi simili?
    Per riconoscere il Tuber melanosporum bisogna osservare attentamente la gleba e il peridio. La carne deve essere nera con venature bianchissime, sottili e molto fitte, mentre i falsi come il Tuber brumale hanno vene più grandi e chiare. Il peridio è nero con verruche piramidali appiattite all'apice e aderenti alla polpa. Un altro indicatore è l'aroma: il vero tartufo nero ha un odore aromatico, complesso e gradevole, mentre i sostituti spesso hanno profumi meno intensi o diversi. La stagione di raccolta è anche un buon filtro: il nero pregiato si trova principalmente da dicembre a marzo.
  • Con quali piante cresce in simbiosi il tartufo nero?
    Il Tuber melanosporum è un fungo simbionte obbligato, il che significa che non può vivere senza l'associazione con le radici di determinate piante. Cresce prevalentemente in simbiosi con latifoglie, in particolare querce (come la Roverella), carpini e noccioli. Queste piante forniscono carboidrati al fungo attraverso la fotosintesi, mentre il fungo aiuta l'albero ad assorbire acqua e nutrienti dal terreno. Per questo motivo, la coltivazione del tartufo richiede piantagioni specifiche di questi alberi inoculati con il fungo.
  • Quali sono le caratteristiche ideali del terreno per la crescita del tartufo nero?
    Il tartufo nero prospera in terreni mediamente calcarei, con pH tendenzialmente alcalino. La struttura del suolo deve essere soffice, porosa e ben aerata, permettendo una corretta circolazione dell'aria e il drenaggio dell'acqua. Terreni troppo compatti o eccessivamente umidi possono ostacolare lo sviluppo del fungo. La permeabilità è fondamentale per evitare ristagni idrici che potrebbero far marcire il micelio. Queste condizioni si trovano tipicamente nelle zone collinari interne di regioni come Umbria, Toscana, Lazio e Marche.
  • Come si prepara correttamente il tartufo nero per la cottura?
    Prima dell'uso, il tartufo va pulito accuratamente sotto acqua corrente fredda per rimuovere la terra. Utilizzare una spazzola a setole dure per pulire il peridio è consigliato. Per le ricette in cottura, come le fettuccine al tartufo, è importante aggiungere le scaglie di tartufo solo alla fine della preparazione, spegnendo il fuoco. Questo preserva i composti aromatici volatili che si disperderebbero con cotture prolungate. Il tartufo nero si abbina bene a pasta fresca, uova, formaggi freschi e carni bianche o rosse tenere.

Scheda Tecnica

Tuber melanosporum

Nome scientificoTuber melanosporum
FamigliaTuberaceae
Tipo di piantaFungo ipogeo simbionte
OrigineEuropa meridionale (Italia, Francia)
EsposizioneSymbiosi con latifoglie (quercia, carpino, nocciolo)
TerrenoMediamente calcareo, soffice, poroso, permeabile, ben areato
IrrigazioneNecessaria per la simbiosi radicale con l'albero ospite
FiorituraNon applicabile (fruttificazione ipogea)
AltezzaCorpo fruttifero sferico/irregolare, diametro variabile
ConcimazioneN/A (sistema simbiotico)
PotaturaN/A
MoltiplicazionePer via sessuale tramite spore (difficile in coltivazione)
Malattie e parassitiSusceptible a funghi patogeni del suolo e insetti che danneggiano il micelio
Difficoltà di coltivazioneAlta (richiede condizioni pedoclimatiche specifiche e anni di attesa)