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Funghi

Prataiolo

In questa pagina, informazioni, caratteristiche, sapore e modalità di raccolta del prataiolo, fungo scientificamente chiamato Agaricus campestris.

di Redazione

05 settembre 2013

Prataiolo

E’ uno dei funghi più ricercati e apprezzati. Lo si trova facilmente anche sulle bancarelle dei mercati rionali. Ci stiamo riferendo al prataiolo, fungo che nelle zone mediterranee viene consumato spessissimo. Questa specie, assieme al porcino, viene considerata tra le migliori e le più gustose. In alcune parti del mondo però, il prataiolo è del tutto sconosciuto. Si tratta di un fungo tipico dei campi e dei prati, caratteristica da cui deriva proprio il nome “prataiolo”. Lo si può trovare anche nei boschi, ma lontano dagli alberi e su terreno da pascolo. In natura esistono diverse sottospecie di funghi prataioli, spesso con forme e caratteristiche morfologiche totalmente differenti. A volte non è facile distinguerli nemmeno dalle specie velenose, a meno che non si sia davvero esperti in micologia. Il prataiolo è un fungo dall’ottima commestibilità e molto semplice da preparare. Lo si può gustare a insalata, trifolato arrosto e impanato con uova e farina.

Caratteristiche

Prataiolo è il nome comune di un fungo scientificamente chiamato Agaricus campestris. Entrambi i nomi, quello comune e quello scientifico, derivano dalla caratteristica del fungo di svilupparsi nei prati, nei campi, nei terreni da pascolo e lontano dagli alberi. Lo si può trovare facilmente dall’estate autunno, dove cresce i gruppi chiamati “cerchi delle streghe”. Il prataiolo presenta un cappello più o meno grande ( anche di venti centimetri di diametro) con margini legati al gambo, prima regolari e di colore chiaro nelle specie giovani, poi più disordinati e di colore scuro nelle specie adulte. In genere si consiglia di consumare funghi prataioli giovani, perché gli esemplari adulti potrebbero già aver subito delle alterazioni strutturali che ne rendono pericolosa la cottura. Il colore del cappello varia dal bianco- panna, al giallo, fino al marrone chiaro. Le lamelle si incurvano verso il margine e sono chiare negli esemplari giovani, poi scure in quelle più mature, a volte anche brune o nere quando il fungo ha completato il suo sviluppo. Il gambo è liscio, di forma cilindrica, affusolato alla base e di colore bianco. Il prataiolo presenta anche un anello molto sottile, di colore bianco e ripiegato a forma di doppio collare. Il fungo emette spore di forma ovale e di colore bruno. La carne del prataiolo, o meglio quella del cappello, è fragile, bianca o leggermente rosata. Durante il taglio tende sempre a diventare rosa e presenta un odore di mandorla. Il suo sapore è dolce, a volte un po’ piccante.

Somiglianze con funghi velenosi

L’Agaricus campestris, per l’estrema variabilità delle sue specie, è facilmente confondibile con altri funghi tossici o molto velenosi. Tra questi, l’Agaricus xanthodermus e alcuni fungi del genere amanita: Amanita muscaria, Amanita verna ed Amanita phalloides varietà alba. Per distinguere il prataiolo dall’Agaricus xanthodermus, basta sezionare la base del gambo e verificarne il colore: nella specie velenosa è di colore giallo o giallo cromato e lo stesso gambo presenta un odore simile all’inchiostro. Per distinguere il prataiolo dai funghi del genere Amanita, bisogna sempre controllare la base del gambo, quella che sta nascosta sottoterra: nell’amanita è presente la volva, una piccola capsula che contiene proprio la base del gambo. Gli inesperti che tendono a strappare via il gambo dal terreno rischiano però di non accorgersi della volva ( che rimane nascosta nel suolo) e di raccogliere funghi velenosi al posto del ricercato prataiolo.

Commestibilità

Come già detto, il prataiolo è un ottimo fungo commestibile. Alcuni lo ritengono tra i più gustosi e saporiti che esistano. Ma come sempre, si tratta unicamente di gusti ed opinioni personali. Contribuiscono al sapore del fungo, le condizioni climatiche tipiche delle aree mediterranee e temperate. Il fungo, infatti, cresce anche nelle zone temperate di Asia, America, Africa ed Australia. Lo si può trovare anche in montagna, ma ad altitudini non superiori ai duemila metri. I gruppi di prataioli si sviluppano sempre lontano dagli alberi. Una volta raccolto e lavato, il prataiolo si può preparare in tanti modi: cotto a insalata, soffritto in padella, arrosto e impanato con uova, farina e pan grattato. Dal punto di vista alimentare, il prataiolo presenta le caratteristiche tipiche dei funghi commestibili: poche calorie e un elevato contenuto di acqua. Inoltre, contiene lisina e triptofano, aminoacidi che stimolano il metabolismo e migliorano il tono dell’umore. Gli inesperti possono gustare il prataiolo senza bisogno di andare a raccoglierlo nei campi. Questa specie, infatti, si ritrova facilmente sulle bancarelle dei mercati. In genere, gli esemplari vengono venduti in cassette di legno o al chilo. Il prezzo di mercato oscilla solitamente tra i due ed i quattro euro al chilo. Si tratta di un fungo più economico di altri, ma con un gusto e un sapore in grado di eguagliare funghi ritenuti più pregiati e quindi più costosi. Gli esperti possono, invece, raccogliere il prataiolo anche nei campi concimati. In caso di dubbi, si consiglia sempre di far controllare gli esemplari raccolti dagli esperti della Asl.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali differenze tra il prataiolo commestibile e i suoi falsi simili velenosi?
    Il prataiolo (Agaricus campestris) può essere confuso con l'Agaricus xanthodermus e alcune Amanite. Per distinguerlo dall'Agaricus xanthodermus, seziona la base del gambo: se diventa gialla e odora d'inchiostro, è velenoso. Per evitare confusioni con le Amanite (come la Falsa Velenosa o la Pantera), ispeziona attentamente la base del gambo interrata: la presenza di una 'volva', ovvero una sacca membranosa che avvolge la base, indica chiaramente un fungo mortale. Il prataiolo, invece, ha la base libera e senza volva.
  • In quali periodi dell'anno e ambienti si trova il prataiolo?
    Il prataiolo cresce prevalentemente dall'estate all'autunno. È tipico di prati, campi coltivati, terreni da pascolo e aree erbose lontane dagli alberi. Si possono formare grandi cerchi detti 'delle streghe'. Cresce anche in montagna, ma generalmente a quote inferiori ai duemila metri. Non ama i boschi fitti, preferendo spazi aperti e soleggiati. La sua presenza è indicativa di terreni ricchi di materia organica decomposta.
  • Come si riconosce il prataiolo attraverso l'odore e il colore della carne?
    Una caratteristica distintiva del prataiolo è il suo profumo, che ricorda vagamente le mandorle o il radish. La carne del cappello è bianca o leggermente rosata; al contatto con l'aria o dopo il taglio, tende a virare delicatamente verso il rosa, senza arrossire intensamente come altre specie. Le lamelle, inizialmente bianche o rosa pallido, diventano progressivamente color cioccolato scuro o nero-bruno man mano che il fungo matura e rilascia le spore.
  • Quali sono i metodi di preparazione culinaria consigliati per il prataiolo?
    Il prataiolo è molto versatile in cucina. Si consiglia di consumarlo giovane, poiché gli esemplari adulti possono avere strutture alterate. Può essere preparato in molti modi: saltato in padella con aglio e prezzemolo (trifolato), arrostito, impanato con uova e pangrattato, o usato in insalata dopo una breve bollitura. Ricorda che è povero di calorie e ricco di acqua, lisina e triptofano, aminoacidi benefici per il metabolismo e l'umore.
  • È sicuro raccogliere il prataiolo nei campi concimati?
    Gli esperti micologi possono raccogliere il prataiolo anche da campi concimati, dato che predilige terreni ricchi di nutrienti. Tuttavia, questa pratica comporta rischi maggiori dovuti a possibili contaminanti chimici o batterici presenti nei fertilizzanti. Per i principianti, è fortemente sconsigliato raccogliere da queste zone. In caso di dubbio sulla provenienza o sull'identità del fungo, è fondamentale far verificare gli esemplari raccolti presso un centro di telerilevamento fungino o dall'ASL locale prima del consumo.