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Funghi

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In questa pagina, tutto quello che bisogna sapere sul maggiolino: come riconoscerlo, come prepararlo e come consumarlo. Scopritelo leggendo il nostro articolo

di Redazione

03 luglio 2013

Maggiolino

Il maggiolino, da non confondere con l’omonimo insetto e con la mitica vettura della Volkswagen, è uno dei funghi più ricercati dagli appassionati di micologia. Si tratta di una specie commestibile e adatta alla preparazione di secondi piatti, insalate e sughi. Questo fungo possiede anche proprietà benefiche, come quella di abbassare la glicemia e di prevenire disturbi come il diabete. Naturalmente, per consumarlo, occorre prima riconoscerlo e poi raccoglierlo. Il consiglio che diamo a tutti coloro che vogliono diventare “cercatori di funghi” è quello di non avventurarsi nei boschi se non si è assolutamente sicuri di ciò che si sta cercando. Con i funghi, infatti, la prudenza non è mai troppa, perché molte specie si assomigliano molto tra loro e si corre facilmente il rischio di imbattersi in funghi velenosi magari scambiati per commestibili. Resta il fatto che il maggiolino è un fungo davvero buono e gustoso da mangiare, con un sapore molto gradevole. Scopriremo meglio le caratteristiche di questo alimento nei paragrafi che seguono.

Caratteristiche

Il maggiolino è il nome comune di un fungo scientificamente chiamato Calocybe Gambosa. Il nome originario di questo fungo era: Donk Ex Lyophillum Georgici, nome derivato dall’ex Tricholoma Georgici. Il nome moderno deriva dalla particolare colorazione del gambo: rossastro nella maggior parte degli esemplari. Calocybe Gambosa deriva, infatti, dal latino ‘Gambosum’, che vuol dire ‘con gambo rosso’. Il fungo si sviluppa tra aprile e maggio tra l’erba dei prati, in posizione soleggiata e in prossimità di ciliegi e biancospini. La comparsa di questo fungo, annuncia, di solito, l’arrivo della primavera. Il maggiolino si sviluppa in gruppetti di più esemplari che formano un cerchio o un semicerchio. In tempi remoti, queste formazioni naturali venivano dette “cerchi delle Streghe”. Il maggiolino presenta un cappello appianato o convesso, con bordi arrotolati verso il basso ( involuti) negli esemplari giovani. Lo stesso, del diametro che va da quattro a dieci centimetri, ha una colorazione biancastra, camoscio chiaro o color crema o bianco sporco. Le lamelle sono strette, fitte, ravvicinare e di colore bianco o crema con margine più scuro ed ondulato. Il gambo, alto da quattro a sette centimetri, con un diametro da uno a tre centimetri, si presenta robusto, cilindrico, dritto o curvo, di colore sempre bianco. Le spore da cui si origina il maggiolino sono bianche, come nella maggior parte delle altre specie. Il maggiolino è conosciuto anche con altri nomi comuni, come prugnolo e fungo di San Giorgio.

Uso in tavola

La carne del maggiolino è compatta, bianca, morbida, lievemente spugnosa nella parte del gambo, con un sapore e un odore di farina, molto dolce e leggero. L’odore viene avvertito solo se si procede allo sfregamento della stessa. Il sapore del maggiolino è gradevole e si presta a molte preparazioni. Il fungo, opportunamente tagliato e lavato, può essere consumato anche crudo. La sua carne cruda possiede la proprietà di abbassare la glicemia. Essendo commestibile e molto gustoso, il maggiolino si può preparare anche al sugo. Basta affettare il fungo, lavarlo e aggiungerlo a una pentola con sugo di pomodoro, olio di oliva, sale, pepe, pancetta, latte bollito e un po’ di aglio e cipolla. Dopo la cottura, il sugo si potrà gustare assieme a un piatto di tagliatelle. Molto apprezzata è anche l’insalata di maggiolino, che si prepara con il fungo crudo. Lo stesso si taglia a fettine, si lava, si pulisce preferibilmente con un pennellino e si condisce con fette di lardo. Dopo averlo portato in tavola, lo si condisce con sale, pepe e succo di limone o aceto balsamico. L’insalata di maggiolino si può accompagnare anche a un bel bicchiere di vino. La carne del maggiolino ha anche la proprietà di esaltare il gusto del vino scelto. In genere, con l’insalata di funghi si beve vino bianco, un po’ come accade con il pesce.

Curiosità

Il maggiolino è stato un fungo molto rinomato fin dall’antichità. Nel periodo della caccia alla streghe, la disposizione a forma di cerchio degli esemplari, faceva pensare proprio a un artificio o a un maleficio messo in atto dalle donne che praticavano la magia nera o la stregoneria. Con il tempo, le false credenze lasciarono il posto al pregio del fungo, che venne apprezzato anche per il gusto della sua carne. Per l’aspetto e per il sapore molto fine, il maggiolino veniva anche considerato l’alimento dei nobili. Nel 1500, addirittura, se ne vietava il consumo ai contadini, perché lo si riteneva essere il “cibo dei signori o dei principi”. Il maggiolino emette un gradevolissimo profumo. La sua fragranza, assieme all’arrivo delle rondini, segna l’inizio della primavera e della vita all’aria aperta. Ricordiamo sempre che, se non si è in grado di riconoscere un fungo commestibile da uno velenoso, è sempre meglio rivolgersi a un esperto per farsi accompagnare durante le escursioni. Con l'aiuto di un tutor, non si rischieranno brutte sorprese e, soprattutto, si imparerà presto a riconoscere i funghi commestibil da quelli velenosi.

Domande frequenti

  • Qual è il nome scientifico del maggiolino e da dove deriva?
    Il nome scientifico del maggiolino è Calocybe gambosa, precedentemente noto come Tricholoma georgicum. Il nome attuale deriva dal latino 'gambosum', che significa 'dal gambo rosso', riferimento al colore rossastro tipico del gambo di molti esemplari. È un fungo molto ricercato in Europa, specialmente in Italia, dove è noto anche come prugnolo o fungo di San Giorgio per la sua comparsa primaverile.
  • Come si riconosce il maggiolino e quali sono le sue caratteristiche principali?
    Il maggiolino si riconosce per il cappello bianco, camoscio o crema, largo 4-10 cm, spesso con bordi arrotolati verso il basso nei giovani esemplari. Il gambo è robusto, cilindrico, lungo 4-7 cm e generalmente bianco, talvolta con sfumature rosse. Le lamelle sono strette, fitte e bianche. Cresce in gruppi a cerchio nei prati soleggiati, vicino a ciliegi e biancospini, tra aprile e maggio. L'odore ricorda la farina e il sapore è dolce e gradevole.
  • In quali mesi si trova il maggiolino e dove cresce?
    Il maggiolino appare tipicamente tra aprile e maggio, segnando l'inizio della primavera. Cresce nei prati erbosi soleggiati, spesso in prossimità di alberi come ciliegi e biancospini. Si sviluppa in piccoli gruppi che formano cerchi o semicerchi, anticamente chiamati 'cerchi delle Streghe'. La sua comparsa coincide con l'arrivo della bella stagione e con il ritorno delle rondini.
  • Come si cucina il maggiolino? Quali sono i metodi migliori?
    Il maggiolino è versatile: può essere consumato crudo in insalata, condito con lardo, sale, pepe e limone, oppure cotto. In cucina si presta bene a sughi con pomodoro, pancetta, aglio e cipolla, da abbinare a tagliatelle. La carne è compatta e bianca, con un aroma delicato di farina. Attenzione: il consumo crudo è sconsigliato se non si è esperti, poiché può causare disturbi gastrointestinali in alcune persone, nonostante l'articolo ne citi proprietà ipoglicemizzanti.
  • È vero che il maggiolino era considerato il 'cibo dei nobili'?
    Sì, storicamente il maggiolino era molto pregiato. Nel Cinquecento, in alcune regioni italiane, il suo consumo era persino vietato ai contadini perché ritenuto un alimento adatto solo ai signori o ai principi, grazie al suo sapore fine e alla rarità. Era considerato un lusso riservato alle classi agiate, mentre oggi è accessibile ma richiede ancora grande attenzione nel riconoscimento per evitare errori con specie velenose.

Scheda Tecnica

Calocybe gambosa (sin. Tricholoma georgicum)

Nome scientificoCalocybe gambosa (sin. Tricholoma georgicum)
FamigliaTricholomataceae
Tipo di piantaFungo commestibile
OrigineEuropa e Asia temperata
EsposizioneSoleggiata
Temperatura minimaNon applicabile (fungo)
TerrenoPrati erbosi, vicinanza a ciliegi e biancospini
IrrigazioneNon applicabile (funghi)
FiorituraAprile-Maggio (primavera)
AltezzaGambo alto 4-7 cm
ConcimazioneNon applicabile
PotaturaNon applicabile
MoltiplicazioneSpore bianche, formazione a cerchi (detti 'cerchi delle Streghe')
Malattie e parassitiAttenzione alle specie velenose simili; consultare sempre un esperto
Difficoltà di coltivazioneDifficile riconoscimento per principianti; richiede prudenza