Chiodini funghi

Funghi

Chiodini

I chiodini o Armillaria mellea è un fungo che cresce naturalmente all'ombra dei pini e delle querce nei boschi, ma è possibile coltivarlo in giardino.

di Redazione

15 febbraio 2017

Quanto irrigare i chiodini

I chiodini, come tutti i funghi, hanno bisogno di un terreno costantemente umido. Sin dalla predisposizione del contenitore è necessario apportare moltissima acqua. I miceli, responsabili della crescita dei funghi, se non trovano un terreno grondante di acqua difficilmente si ambienteranno e daranno origine allo sviluppo dei chiodini. Fino a quando non compariranno i primi funghi l'acqua dovrà essere apportata quotidianamente. Successivamente il terreno dovrà essere mantenuto umido con l'utilizzo di un nebulizzatore in modo tale da tener umidi anche i cappelletti teneri dei funghi appena spuntati. Se il clima è caldo le innaffiature devono essere ripetute anche nel corso della giornata, se invece il clima è umido si potrà ridurre o eliminare del tutto l'apporto, considerando che i funghi assorbiranno il loro fabbisogno idrico dall'aria circostante.

Come prendersi cura dei chiodini

Per poter coltivare i chiodini in casa è necessario un contenitore, un foglio di plastica, della paglia, del letame stagionato e dei miceli del chiodino o del fungo che si vuole coltivare. Lo scopo è quello di ricreare l'ambiente congeniale al chiodino. È necessario partire sempre dalla considerazione che i funghi sono simbionti, cioè si nutrono di sostanza organica e quindi se si vuole coltivarli nel migliore dei modi è necessario fornire loro le sostanze di cui hanno bisogno per svilupparsi. Come contenitore è possibile usare la cassetta della frutta, rivestita di un foglio di plastica spesso, necessario per trattenere l'acqua in eccesso e garantire un ambiente molto umido ai miceli. Riempire il fondo con letame stagionato, mescolato a paglia o a foglie di sottobosco, versare i miceli del chiodino e ricoprire con un altro strato di foglie secche e letame. Versare almeno 2 litri di acqua.

Come concimare i funghi

I chiodini hanno bisogno di un substrato ricco di sostanza organica. In particolar modo nella preparazione della cassetta per la loro produzione è necessario apportare stallatico maturo in quantità sufficiente a riempirla. Il letame ha la funzione di apportare i minerali necessari all'attecchimento dei miceli dei chiodini. Senza le sostanze nutritive è impossibile ricreare le condizioni favorevoli per il loro sviluppo. Inoltre, essendo i chiodini una specie saprofita, è necessario prevedere l'apporto di residui vegetali secchi come mele rinsecchite, fichi, patate, i quali decomponendosi apporteranno nutrimento ai funghi. Infine, il letame deve essere ancora ricoperto da fogliame secco, lo stesso che si ritrova nel sottobosco, fatto di foglie di conifere e latifoglie. La decomposizione deve essere favorita dall'elevata umidità e dalla temperatura umida e fresca.

Esposizione, malattie e possibili rimedi

I chiodini se sono sottoposti ad una cattiva irrigazione soffrono di malattie. Funghi rinsecchiti ed esili sono il sintomo che la quantità di acqua apportata è troppo poca. Una patina biancastra su tutta la superficie del cappelletto e anche sul substrato indica che si sta innaffiando troppo. In quest'ultimo caso è necessario diminuire drasticamente l'apporto di acqua per evitare di perdere tutto il raccolto. I funghi sono specie saprofite, si nutrono di sostanza organica in decomposizione, perciò se dopo la semina dei miceli non si ha la comparsa dei funghi, molto probabilmente significa che non vi è abbastanza materiale organico nel substrato. In questo caso si può scegliere di apportare scarti vegetali secchi a supporto del substrato esistente o ripetere l'operazione apportando maggior compost vegetale.

Domande frequenti

  • Come devo annaffiare i chiodini durante la coltivazione?
    L'irrigazione è fondamentale per i chiodini, che richiedono un terreno costantemente umido. Prima della comparsa dei primi corpi fruttiferi, l'acqua va somministrata ogni giorno per permettere ai miceli di ambientarsi. Una volta iniziata la produzione, mantieni l'umidità nebulizzando regolarmente, specialmente sui cappelli teneri. In climi caldi, aumenta la frequenza delle annaffiature anche più volte al giorno; in ambienti umidi, riduci o elimina l'acqua diretta, poiché i funghi assorbono l'umidità necessaria direttamente dall'aria circostante.
  • Qual è il substrato ideale per coltivare i chiodini in casa?
    I chiodini sono funghi saprofiti che si nutrono di materia organica in decomposizione. Il substrato ideale prevede uno strato base di letame stagionato misto a paglia o foglie di sottobosco. È essenziale integrare residui vegeti secchi come mele rinsecchite, fichi o patate, che forniscono nutrimento supplementare durante la decomposizione. Infine, ricopri il tutto con fogliame secco (conifere e latifoglie) per replicare le condizioni del sottobosco naturale, favorendo la crescita grazie all'umidità e alla temperatura fresca.
  • Cosa fare se i miei chiodini appaiono rinsecchiti ed esili?
    Funghi rinsecchiti e di piccole dimensioni indicano quasi certamente una carenza idrica grave. I chiodini necessitano di un ambiente estremamente umido; se il terreno si asciuga, i miceli non riescono a sviluppare correttamente i corpi fruttiferi. Aumenta immediatamente la frequenza delle annaffiature e assicurati che il substrato sia sempre ben idratato. Controlla anche l'umidità ambientale utilizzando un nebulizzatore per mantenere l'aria satura d'acqua, condizione indispensabile per prevenire questa problematica e garantire un raccolto sano.
  • Come riconosco se ho ecceduto con l'acqua sui chiodini?
    Un eccesso di irrigazione si manifesta con la presenza di una patina biancastra sulla superficie del cappello del fungo e sul substrato stesso. Questa condizione favorisce la proliferazione di muffe indesiderate e può compromettere il raccolto. Se noti questi sintomi, riduci drasticamente l'apporto idrico immediato. Lascia asciugare leggermente il substrato prima di riprendere le annaffiature, garantendo comunque che non si secchi completamente. Regola l'irrigazione in base all'umidità ambientale: in climi già umidi, i chiodini assorbono molta acqua dall'aria, riducendo il bisogno di bagnare il terreno.
  • Perché non crescono i chiodini nonostante le cure?
    Se dopo la semina dei miceli non vedi comparire i funghi, la causa più probabile è la mancanza di nutrienti sufficienti nel substrato. Essendo saprofiti, i chiodini dipendono interamente dalla decomposizione della materia organica per crescere. Verifica che ci sia abbastanza letame maturo e residui vegetali secchi (come frutta o verdura decomposta). Se necessario, integra il substrato esistente aggiungendo nuovo compost vegetale o scarti organici per stimolare la decomposizione e fornire l'alimentazione necessaria ai miceli per fruttificare.

Scheda Tecnica

Armillaria mellea

Nome scientificoArmillaria mellea
FamigliaPhysalacriaceae
Tipo di piantaFungo commestibile
OrigineEuropa, Asia, Nord Africa
EsposizioneOmbra/Mezz'ombra
TerrenoRicco di sostanza organica, umido
IrrigazioneCostante e abbondante
FiorituraAutunno
ConcimazioneLetame stagionato, compost vegetale
PotaturaNessuna
MoltiplicazioneMicelio
Malattie e parassitiSecchezza da scarsa irrigazione, muffe da eccesso idrico
Difficoltà di coltivazioneMedia