amanitacaesarea2

Funghi

amanita caesarea

Stavolta parliamo dell'amanita caesarea, fungo commestibile conosciuto anche come "ovolo buono". Che caratteristiche ha e come distinguerlo dalle amanite velenose

di Redazione

13 novembre 2013

Amanita caesarea

Viene chiamato anche “ovolo buono”, ma è facilmente confondibile anche con “ l’ovolo malefico”. Ci stiamo riferendo al fungo amanita cesarea, varietà commestibile molto apprezzata dagli amanti della buona cucina. Per gli estimatori, l’amanita caesarea è il miglior fungo commestibile attualmente esistente. Gli esperti di micologia però non lo considerano tale, per via dell’odore e del sapore non proprio percettibili. L’amanita cesarea si può consumare cruda, a insalata, cotta, essiccata, sott’olio e sott’aceto. L’amanita cesarea è un fungo che si può gustare in tantissime ricette. Prima di ritrovarselo sul piatto bisogna però saperlo cercare, riconoscere e raccogliere. Cercatori inesperti, infatti, rischiano di confondere l’amanita commestibile con altre specie velenose e mortali di amanita. Ecco perché è importante conoscerne a fondo le caratteristiche.

Caratteristiche

L’amanita cesarea è un tipico fungo di bassa montagna. Cresce nelle radure soleggiate, ma anche nei boschi più ombrosi e fitti. I suoi arbusti preferiti sono querce, castagne e, raramente, pini. Il fungo ama il clima mite e non sopporta l’eccessiva umidità. L’amanita cesarea cresce principalmente ad altitudini non superiori ai 1000 metri; è, infatti, diffusa nel Sud Italia,mentre scarseggia al Nord. Gli esemplari si presentano con un cappello color arancione del diametro di venti centimetri. Lo stesso è chiuso, simile a un uovo, nella fase giovanile, durante la maturità si apre e diventa liscio e piano con margini frastagliati che si collegano alle lamelle. Queste sono fitte, di colore giallo, non attaccate al gambo e piene di lamellule. Il gambo, alto da nove a quindici centimetri, è giallo e di forma cilindrica. Pieno e sodo da giovane, diventa cavo da adulto. La struttura dell’amanita cesarea è infatti migliore quando il fungo è giovane e ciò ne aumenta la prelibatezza. L’anello, dalla struttura a membrana, è sempre di colore giallo. La volva ( sacca sotto il gambo) è invece bianca, liscia, molto carnosa e non proprio attaccata al gambo. La carne dell’amanita caesarea è sempre bianca, molto tenera e delicata e non cambia colore dopo essere stata tagliata. Il fungo non ha odore e sapore particolarmente intensi o percepibili. Il sapore è lievemente dolciastro. Le spore dell’amanita cesarea sono ovali, tendenti al giallo e massive.

Commestibilità

L’amanita cesarea è un ottimo commestibile. Gli estimatori la considerano uno dei migliori funghi, anche se gli esperti non ne sono proprio convinti. Gli esemplari si possono infatti consumare crudi a insalata, cotti e inseriti in tante gustosissime ricette. Questo fungo si presta anche a essere essiccato e conservato sott’olio o sott’aceto. Vanno preparati solo gli esemplari adulti che hanno subito l’apertura del cappello, mentre quelli con l’ovolo chiuso non vanno raccolti perché potrebbero essere confusi con altre specie tossiche e velenose. La legge, inoltre, proibisce la raccolta degli ovoli chiusi. Questa pratica, infatti, impedisce la liberazione delle spore causando anche il depauperamento della specie, per non contare il fatto che gli ovuli chiusi possono nascondere anche specie velenose e mortali di amanita. Le ricette a base di amanita caesarea non sono tantissime e generalmente corrispondono alle modalità di preparazione a cui abbiamo appena accennato. La più nota è l’insalata di ovoli, da preparare con esemplari crudi. Per l’insalata è meglio usare gli esemplari più giovani, mentre quando il cappello è completamente arancione l’amanita caesarea va consumata preferibilmente cotta. Gli esemplari giovani ( con cappello sempre aperto) sono ritenuti più pregiati. L’amanita caesarea cotta si può preparare con gli stessi metodi cottura degli altri funghi. Sarà quindi gustosa come sugo per primi piatti e come secondo piatto. In questo caso si può scegliere anche la classica cottura in padella che dà vita ai gustosissimi funghi trifolati.

Cosa sapere

Come già detto, l’amanita caesarea non va raccolta quando l’ovolo è chiuso. Gli esemplari chiusi vanno lasciati al loro posto. Si consiglia anche di non tagliarli o assaggiarli. La legge proibisce la raccolta di ovoli chiusi perché si rischia di imbattersi in altre specie venenose di amanita, come la phalloides e la muscaria, varietà aureola. Si tratta di specie molto tossiche, la cui ingestione o assaggio casuale può provocare seri danni epatici, gastrointestinali e la morte. La legge vieta la raccolta di ovoli chiusi anche per tutelare l’amanita caesarea. L’abitudine di raccogliere ovoli chiusi sta infatti depauperando gli esemplari del fungo, che ormai è sempre più raro e difficile da trovare. Senza l’apertura dell’ovulo, le spore non riescono a liberarsi e a fecondare il terreno dove nasceranno altri gustosi esemplari di amanita caesarea. Prima di raccogliere l’amanita caesarea bisogna essere sicuri che si tratti proprio della specie commestibile. Il fungo adulto ( con cappello aperto) è facilmente confondibile con l’amanita aureola, che presenta lo stesso cappello arancione della caesarea. In caso d dubbi e prima della consumazione, conviene sempre far esaminare gli esemplari raccolti dai micologi della Asl.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali differenze morfologiche tra Amanita caesarea e Amanita phalloides?
    La distinzione è cruciale per evitare intossicazioni fatali. L'Amanita caesarea presenta un anello membranoso giallo e una volva bianca, liscia e carnosa alla base del gambo. Al contrario, l'Amanita phalloides (farinaio) ha un anello bianco e una volva sacculata (a sacco) che avvolge parzialmente il gambo. Inoltre, la carne della caesarea è bianca e non cambia colore se tagliata, mentre quella del farinaio ingiallisce lentamente all'esposizione all'aria. Il cappello della caesarea è arancione brillante, mentre quello del farinaio varia dal verdognolo al giallastro opaco.
  • È legale raccogliere gli esemplari di Amanita caesarea ancora chiusi nell'uovo?
    No, la raccolta degli 'ovoli chiusi' è severamente vietata dalla maggior parte delle normative regionali sulla caccia ai funghi in Italia. Questa norma esiste per due motivi principali: ecologico e di sicurezza. Raccogliendo l'uovo intero si impedisce la dispersione delle spore, compromettendo la riproduzione della specie e portando al suo depauperamento. Inoltre, un uovo chiuso può contenere qualsiasi specie di Amanita, incluse quelle letali come la phalloides o la muscaria, rendendo impossibile il riconoscimento visivo prima della schiusa. Bisogna attendere che il cappello si apra.
  • Dove e in quali boschi cresce prevalentemente l'Amanita caesarea?
    L'Amanita caesarea è un fungo micorrizico che vive in simbiosi con specifiche piante. Predilige i boschi di querce (Quercus spp.) e castagni (Castanea sativa), tipici delle zone collinari e di bassa montagna. È meno comune nei boschi di conifere, sebbene possa occasionalmente apparire vicino ai pini. Geograficamente, è molto diffuso nel Centro-Sud Italia, mentre risulta più raro e scarso nelle regioni settentrionali. Tende a crescere in radure soleggiate o in aree boscate non eccessivamente umide, spesso a quote inferiori ai 1000 metri.
  • Qual è il metodo di consumo consigliato per garantire la massima sicurezza?
    Anche se considerata un'eccellenza gastronomica, la sicurezza è prioritaria. Gli esemplari devono essere rigorosamente identificati da esperti o inviati all'ASL per verifica, specialmente se ci sono dubbi. Una volta accertata l'identità, gli esemplari giovani con cappello appena aperto possono essere consumati crudi, ad esempio in insalata, poiché sono tenri e profumati. Tuttavia, gli esemplari adulti con cappello completamente aperto e aranciato dovrebbero essere preferibilmente cotti per smascherare eventuali difetti e migliorare la digeribilità. Evitare assolutamente l'assaggio crudo di esemplari non verificati.
  • Cosa distingue l'Amanita aureola dall'Amanita caesarea?
    L'Amanita aureola è una specie strettamente correlata e spesso confusa con la caesarea, condividendo il cappello arancione-giallo. La differenza principale risiede nella biologia e nella morfologia fine: l'aureola è spesso associata a conifere (pini), mentre la caesarea predilige latifoglie. Morfologicamente, la volva dell'aureola tende ad essere più fragile e meno carnosa rispetto a quella robusta e bianca della caesarea. Inoltre, alcune analisi genetiche suggeriscono che l'aureola potrebbe essere una variante geografica o ecologica. Data la pericolosità della confusione, se non si è esperti, è consigliabile non raccoglierla.

Scheda Tecnica

Amanita caesarea

Nome scientificoAmanita caesarea
FamigliaAmanitaceae
Tipo di piantaFungo basidiomicete
OrigineEuropa meridionale e centrale
EsposizioneRadure soleggiate o boschi ombrosi
Temperatura minimaNon specifica (clima mite)
TerrenoSuoli calcarei, boschi di latifoglie
IrrigazioneNativa (dipende da pioggia/umidità ambiente)
FiorituraAutunno (settembre-novembre)
Altezza9-15 cm (gambo)
MoltiplicazioneSpore
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede riconoscimento esperto)