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Funghi

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Nuovo approfondimento dedicato all'orecchione, altro nome comune del famoso fungo commestibile chiamato Pleurotus ostreauts, ovvero il fungo ostrica

di Redazione

30 luglio 2013

Orecchione

Quando qualcuno dice che ha mangiato “l’orecchione” non vuol dire che ha staccato a morsi quello della suocera, ma soltanto che ha mangiato un gustosissimo fungo commestibile: l’orecchione, appunto. Questo, infatti, è il nome comune di un fungo conosciuto anche come orecchietta, gelone, cerlengo, cerrena, recchia e sbrise. Si tratta di un fungo atipico, anzi totalmente diverso dagli altri. Il gelone non nasce isolato come un singolo fungo con gambo e cappello ben definibili, ma raggruppato in un insieme di funghi attaccati tra loro a una base comune da dove sporgono diversi gambi e cappelli. Queste ultime strutture sono convesse e si aprono a ventaglio man mano che il fungo cresce. La forma a ventaglio dà l’idea di un’ostrica, particolare da cui deriva l’altro nome dell’orecchione, ovvero “fungo ostrica”. L’orecchione è un fungo altamente commestibile e dal sapore molto gradevole. Gli appassionati amano cercarlo e raccoglierlo tra i boschi, ma anche coltivarlo in proprio. L’orecchione è, infatti, una delle poche specie di funghi che si possono anche coltivare nel proprio terreno.

Caratteristiche

L’orecchione è il fungo scientificamente noto con il nome di Pleurotus ostreauts, termine che deriva dal greco e dal latino e che fa riferimento alla forma del cappello che ricorda quella di un’ orecchio o dell’ ostrica. L’orecchione appartiene alla famiglia delle Pleuurotaceae e all’ordine delle Agaricales. Il suo habitat ideale sono i tronchi delle latifoglie, come gelso e pioppo, dove si mostra attorniato da una serie di piccoli cappelli che si originano tutti dallo stesso tronco. L’orecchione compare tra l’autunno e la primavera, in caso di clima mite può fruttificare anche in inverno. Il capello dell’orecchione è, come gia detto, simile a un’ostrica, di colore violaceo o bruno, o grigio- bianco, o rossiccio. Il suo diametro può raggiungere anche i 25 centimetri. Le lamelle sono molto fitte, attraversate da altre lamelle più piccole e ben collegate al gambo. Il loro colore è bianco sporco o avorio. Il gambo è spesso laterale e con una forma “ movimentata”, a volte appiattito alla base e di colore bianco-grigio, con una superficie ricoperta da uno strato vagamente peloso e un’altezza massima compresa tra due o sei centimetri. L’orecchione ha una cuticola ( rivestimento del cappello) liscia come la seta, questa, però, diventa viscida con l’umidità. Le spore dell’orecchione sono cilindriche, lisce e di colore bianco. La carne del fungo è sempre bianca, compatta, con un odore simile alla farina fresca e un sapore dolciastro e molto aromatico.

Proprietà

Il Pleurotus ostreauts è un fungo commestibile e gustoso. Il suo consumo è consigliato anche a chi soffre di colesterolo, perché le sue fibre impediscono l’assorbimento dei grassi da parte dell’intestino. Il fungo contiene infatti glucidi e pectina, fibre solubili che evitano l’assorbimento dei grassi nell’intestino e la formazione di colesterolo nel fegato. La pectina e i glucidi hanno la proprietà di bloccare gli acidi biliari prodotti dal fegato e riversati nell’intestino, evitando proprio la formazione del colesterolo. Il Pleurotus ostreauts contiene anche una sostanza già usata per le sue proprietà ipocolesterolemizzanti: la lovastatina. Un’altra interessante proprietà dell’orecchione è quella di essere particolarmente gustoso e saporito. Le principali preparazioni con questo fungo si fanno alla graticola, cioè alla griglia. Altri estimatori lo preparano anche in altri modi: in padella o al forno su crostini di pane. Una ricetta molto semplice e gustosa è la mousse di fungo con vele di pane. Il fungo si lava, si trita e si mette in padella con aglio, olio e prezzemolo. Dopo averlo soffritto un po’, si aggiunge sale e pepe e si continua la cottura. Al termine si frulla il tutto assieme a una crema di formaggio. Intanto si fanno abbrustolire al forno delle fette di pan carrè, tagliate a triangolo, con cui infilzare la crema di funghi sparsa con la sac a poche ( sacchetto a triangolo con cui si sparge la panna sui dolci) su singoli contenitori tipo le coppe del gelato.

Coltivazione

L’orecchione è un fungo che può essere anche coltivato. La sua coltivazione è molto semplice e consente di avere sempre a portata di mano il fungo fresco. La coltivazione dell’orecchione va fatta su terreni con le stesse caratteristiche del bosco di latifoglie. Il terreno si zappa, si vanga e si concima con letame di coniglio mischiato con molta paglia. Per un risultato migliore, conviene pacciamare il terreno aggiungendo un’altro strato di terra. L’orecchione si può coltivare anche su terreni in cui è piantata la vite. Questa procedura consente anche la crescita spontanea del fungo. Se il fungo non dovesse comparire, resta sempre la possibilità di cercarlo e raccoglierlo nei boschi. La raccolta dei funghi è un’esperienza emozionante ed avvincente solo se si è abili o esperti nel riconoscere le specie commestibili da quelle velenose. In caso di dubbi o difficoltà, conviene sempre farsi seguire o accompagnare da un micologo esperto.

Domande frequenti

  • Quali sono le differenze morfologiche principali tra l'orecchione e altri funghi comuni?
    L'orecchione (Pleurotus ostreatus) si distingue nettamente dalla maggior parte degli altri funghi per la sua modalità di crescita e la forma del cappello. A differenza di specie come i porcini o i prataioli, l'orecchione non cresce mai isolato: si presenta sempre in gruppi o rosette attaccati lateralmente a una base comune, tipicamente sui tronchi degli alberi. Il cappello ha una caratteristica forma a ventaglio o a conchiglia d'ostrica, da cui il nome volgare 'fungo ostrica'. Inoltre, il gambo è assente o molto corto e laterale, mentre le lamelle scendono lungo il gambo (decorrenti) e sono bianche o avorio, a differenza di molte specie velenose che hanno lamelle libere o di colore diverso.
  • Come si riconosce l'orecchione commestibile dalle specie velenose simili?
    Il riconoscimento sicuro dell'orecchione si basa su tre indicatori chiave: l'habitat, la posizione del gambo e il colore delle spore. L'orecchione cresce esclusivamente su legni morti o vivi di latifoglie (come querce, pioppi, castagni), mai sulla terra nuda. Il suo gambo è laterale e spesso assente, mentre le specie velenose simili (come alcune Clitocybe o Entoloma) crescono a terra e hanno il gambo centrale. Un test infallibile è la polvere di spore: schiacciando un pezzo di cappello maturo su carta nera, le spore dell'orecchione lasciano una traccia bianca candida, mentre molte specie tossiche hanno spore rosa, marroni o verdastre. In caso di dubbio, consultare sempre un micologo esperto.
  • Quali sono i benefici nutrizionali e le proprietà salutari dell'orecchione?
    L'orecchione è considerato un alimento funzionale grazie alle sue proprietà ipocolesterolemizzanti. Contiene elevate quantità di fibre solubili, come la pectina e i glucidi, che legano gli acidi biliari nell'intestino, impedendone il riassorbimento e costringendo il fegato ad utilizzare il colesterolo circolante per produrne di nuovi. Inoltre, contiene lovastatina, una sostanza naturale che aiuta a ridurre i livelli di colesterolo LDL. È ricco di proteine vegetali, vitamine del gruppo B e minerali come potasio e selenio, risultando adatto a diete ipocaloriche e per chi vuole controllare i lipidi ematici senza rinunciare al gusto.
  • È possibile coltivare l'orecchione in giardino o in casa? Come si fa?
    Sì, l'orecchione è uno dei funghi più facili da coltivare per hobbisti. Può essere coltivato su ceppi di legno infettati con micelio, posizionati all'ombra in giardino, oppure su substrati in sacchetti o blocchi da tenere in ambienti interni freschi e umidi. Per la coltivazione esterna, si scavano buche nel terreno sotto alberi da frutto o viti, si mescola letame di coniglio con paglia e si interrano i blocchi di micelio. Mantenendo il substrato umido ma non zuppo, il fungo fruttifica naturalmente. È fondamentale usare ceppi certificati e sterilizzati per evitare contaminazioni con muffe nocive.
  • In quali periodi dell'anno si trova l'orecchione in natura?
    La stagione di raccolta dell'orecchione varia principalmente in base al clima. Nella maggior parte delle zone temperate, la fruttificazione principale avviene in autunno, quando le temperature iniziano a scendere e l'umidità aumenta. Tuttavia, l'orecchione è noto per la sua capacità di resistere al freddo: in climi miti o durante inverni poco rigidi, può continuare a produrre corpi fruttiferi fino alla primavera successiva. A differenza di molti funghi primaverili, l'orecchione è tipico della tarda stagione fredda, crescendo spesso anche sotto la neve leggera se la temperatura non scende troppo drasticamente.

Scheda Tecnica

Pleurotus ostreatus

Nome scientificoPleurotus ostreatus
FamigliaPleurotaceae
Tipo di piantaFungo commestibile
OrigineEurasia, Nord America
EsposizioneZone ombreggiate, tronchi di latifoglie
TerrenoSuoli ricchi di humus, legno decomposto
IrrigazioneMedia, umidità ambientale costante
FiorituraAutunno-Inverno (climi miti)
Altezza2-6 cm (gambo)
ConcimazioneLetame di coniglio e paglia
PotaturaNessuna
MoltiplicazioneSpore, micelio, blocchi di coltivazione
Malattie e parassitiMuffe competitive, insetti del legno
Difficoltà di coltivazioneFacile (coltivabile in casa/bosco)