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Funghi

gelone

In questa pagina, informazioni sulle proprietà e le caratteristiche del fungo Pleurotus ostreatus, comunemente conosciuto come gelone

di Redazione

12 luglio 2013

Gelone

Il gelone, da non confondere con l’omonima e fastidiosa infiammazione invernale a mani e piedi, è il nome comune del fungo Pleurotus ostreatus. Il nome scientifico del fungo deriva dai termini greci ‘pleuron’, che significa ‘di fianco’, ‘otus’, che significa ‘orecchio’, e dal latino ‘ostra’, che significa “ostrica”. Letteralmente il nome del fungo si potrebbe tradurre come “ostrica dall’orecchio a fianco”, dove l’orecchio sta per il cappello. Il nome indica una particolare conformazione morfologica del gelone, molto particolare rispetto ad altri funghi, a volte davvero originale ed eccentrica, a dimostrazione che la natura sa sorprenderci sempre, anche quando si tratta di funghi. Il gelone è un fungo molto rinomato e apprezzato: rientra tra le specie commestibili e si può portare in tavola sia tramite la raccolta che tramite l’acquisto nei mercati ortofrutticoli. In caso di raccolta, si raccomanda sempre farsi seguire o accompagnare da un esperto. Una volta individuato, il gelone si può portare a casa o usare per scampagnate, dove viene solitamente cotto alla griglia. Il sapore della sua carne è molto gradevole. Ottime anche le proprietà nutrizionali. Per la presenza di sostanze benefiche, il gelone viene impiegato anche per controllare il colesterolo.

Caratteristiche

Il gelone, o Pleurotus ostreatus, è un fungo commestibile che cresce singolo o a gruppi nelle ceppaie ( resti di alberi e vegetali potati ed essiccati). Spesso lo si ritrova anche nei boschi di latifoglie, ai piedi dei pioppi o dei gelsi. Il suo periodo di maturazione va dall’autunno alla primavera, ma è possibile trovarlo anche in caso di inverni particolarmente miti. Il gelone si presenta con un cappello molto convesso negli esemplari giovani, spesso unito ad altri cappelli che crescono intorno ai margini. Successivamente, lo stesso si attorciglia ai margini assumendo una forma a ventaglio laterale o ad ostrica, da cui deriva proprio il nome scientifico del fungo. Il diametro del cappello può arrivare anche a venticinque centimetri, anche se in media è di circa venti. Il colore di questa struttura è bruno, con tendenza al viola o al rosso, o grigio bianco. La cuticola è liscia come la seta, ma tende a diventare viscida con l’umidità. Le lamelle sono molto fitte, a volte strette, a volte larghe, ben collegate al gambo, di colore bianco, grigio o crema. Il gambo spesso è laterale rispetto al cappello, a volte corto ( circa uno o due centimetri), di forma cilindrica o molto eccentrica e particolare, di colore bianco, assottigliato nella parte basale e con la presenza di una sottile peluria grigiastra. Le spore del gelone sono lisce, bianche e di forma cilindrica. Il fungo ha un odore simile alla farina fresca, la sua carne è bianca, dal sapore dolciastro, molto gradevole e delicato. Il sapore è più intenso negli esemplari spontanei che in quelli coltivati.

Usi

Il gelone, conosciuto anche come orecchione, orecchietta, cerrena, cerlengo, recchia e sbrise, è un fungo molto commestibile. Naturalmente, in caso di raccolta autonoma, bisogna saperlo riconoscere dalle specie tossiche o velenose. Per non rischiare, è meglio comprarlo presso le bancarelle di ortofrutta. Il gelone solitamente si consuma grigliato. La sua carne, condita con aglio e prezzemolo, è molto saporita e gustosa. Prima di porlo sulla griglia accesa, lo si deve tagliare a fettine sottili. Questo metodo di cottura viene detto “ trifolato alla graticola”. Il fungo si può condire prima della griglia o dopo. La seconda soluzione permette di consumarlo come una normale insalata, ma a differenza di questa, che si consuma cruda, si tratta di un alimento cotto. Nulla vieta di sperimentare altre ricette a base di gelone tagliato a fette. Purtroppo però non esistono fonti su altri metodi di preparazione e per questo non possiamo garantire nulla sul loro risultato. Per gustare il gelone, si consiglia di cuocerlo secondo la tradizione, ovvero trifolato alla griglia o alla graticola ( che sarebbe poi la stessa cosa).

Proprietà

Per le sue caratteristiche nutrizionali, il gelone sembra possedere la proprietà di controllare il colesterolo. Il fungo contiene infatti glicidi e pectina, fibre che si legano alla bile del fegato impedendo l’assorbimento del colesterolo da parte dell’intestino. Il gelone contiene anche lovastatina, sostanza già conosciuta in campo medico e usata come rimedio per il colesterolo alto. Il Pleurotus ostreatus, ovvero il gelone, sembra possedere anche proprietà antinfiammatorie. Per le sue caratteristiche si presta, dunque, non solo ad essere mangiato per piacere o per passione, ma anche per il bene della nostra salute. Anche se il fungo spontaneo è più gustoso di quello coltivato, consigliamo la raccolta solo in presenza di esperti o solo a soggetti espertissimi in micologia. Cucinare il fungo sbagliato, infatti, può mettere in serio pericolo non solo la salute, ma anche la vita. Prima di avventurarsi nella ricerca di funghi commestibili è pertanto d’obbligo rivolgersi ad esperti che sappiano riconoscerli e distinguerli dalle specie tossiche o velenose.

Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà nutrizionali e benefici per la salute del gelone?
    Il gelone (Pleurotus ostreatus) è noto per le sue proprietà ipocolesterolemizzanti. Contiene pectina e fibre che legano la bile epatica, riducendo l'assorbimento del colesterolo intestinale. Inoltre, è ricco di lovastatina, una sostanza utilizzata medicalmente per abbassare il colesterolo. Presenta inoltre proprietà antinfiammatorie grazie alle sue caratteristiche biochimiche. È un alimento sano, a basso contenuto calorico e ricco di nutrienti utili per il benessere generale.
  • Come si riconosce il gelone e quali sono le sue caratteristiche morfologiche distintive?
    Si riconosce per il cappello convesso nei giovani, che diventa a ventaglio o ad ostrica con l'età, raggiungendo i 25 cm di diametro. Il colore varia dal bruno al viola, grigio-bianco, con cuticola liscia e setosa. Il gambo è laterale, corto (1-2 cm), bianco e talvolta eccentrico. Le lamelle sono fitte, bianche o crema, decorrenti. L'odore ricorda la farina fresca e la carne è bianca, soda e dal sapore dolce. Cresce a gruppi su ceppaie di latifoglie.
  • In quale periodo dell'anno si trova il gelone e dove cresce preferibilmente?
    La stagione di maturazione principale va dall'autunno alla primavera. Tuttavia, può essere reperito anche durante inverni particolarmente miti. Il fungo predilige crescere su ceppaie, resti di alberi potati o legno essiccato di latifoglie. Si trova frequentemente ai piedi di pioppi e gelsi nei boschi. Essendo un organismo saprofito, colonizza il legno morto o morente, sviluppandosi singolarmente o in gruppi densi.
  • Qual è il metodo di cottura tradizionale consigliato per il gelone?
    Il metodo culinario più diffuso e consigliato è la cottura alla griglia, definita "trifolata alla graticola". I cappelli vanno tagliati a fette sottili e posti sulla griglia calda. Possono essere conditi prima o dopo la cottura con aglio e prezzemolo per esaltarne il sapore dolce e delicato. Questa preparazione mantiene la consistenza carnosa del fungo. Non ci sono fonti certe su altri metodi, quindi la griglia rimane la scelta tradizionale sicura e gustosa.
  • È sicuro raccogliere il gelone spontaneamente o è meglio acquistarlo?
    Sebbene il gelone sia commestibile e molto apprezzato, la raccolta spontanea comporta rischi significativi. È fondamentale avere competenze micologiche avanzate per distinguerlo da specie tossiche o velenose simili. Si raccomanda vivamente di farsi accompagnare da un esperto durante la raccolta. Per chi non è sicuro delle proprie capacità, l'acquisto nei mercati ortofrutticoli o negozi specializzati è l'opzione più sicura per evitare intossicazioni alimentari potenzialmente gravi.

Scheda Tecnica

Pleurotus ostreatus

Nome scientificoPleurotus ostreatus
FamigliaPleurotaceae
Tipo di piantaFungo commestibile saprofito
OrigineDiffuso in Europa, Asia e Nord America
EsposizionePreferisce ambienti ombrosi e umidi
Temperatura minimaAutunnale/Primaverile (anche in inverno mite)
TerrenoSu substrati lignosi: ceppaie, tronchi marcescenti, legno di latifoglie
IrrigazioneDipende dall'umidità ambientale naturale del substrato
FiorituraFruttificazione autunnale-primaverile
AltezzaCappello fino a 25 cm; gambo 1-2 cm
ConcimazioneNon applicabile (saprofito)
PotaturaNessuna
MoltiplicazioneSpore naturali o micelio su substrato ligneo
Malattie e parassitiSensibile a contaminazioni competitive in coltivazione
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede riconoscimento esperto per raccolta spontanea)