giallino1

Funghi

giallino

In questa pagina parliamo del "giallino", altro nome comune del gustosissino e rinomato fungo gallinaccio. Che caratteristiche ha, come e dove trovarlo e come prepararlo

di Redazione

07 agosto 2013

Giallino

E’ uno dei funghi commestibili più consumati e apprezzati, tanto da fare concorrenza ad altre specie più famose e pregiate. Stiamo parlando del giallino, altro nome comune del conosciutissimo gallinaccio, fungo che in alcuni paesi viene addirittura preferito al pregiatissimo porcino. Il giallino viene così chiamato per via della colorazione gialla o giallastra del carpoforo, colorazione che lo distingue dagli altri funghi. Il giallino si trova facilmente sulle bancarelle dei mercati, ma è anche “facilmente” reperibile nei boschi. Abbiamo virgolettato l’avverbio “facilmente”, perché raccogliere funghi non è mai un’esperienza semplice: servono esperienza, pazienza e tanta attenzione. Il giallino, infatti, può essere confuso anche con specie simili, ma molto velenose. Le dimensioni di questo fungo sono variabili, piccole, medie o giganti. In tutti i casi, il giallino presenta delle caratteristiche tipiche che lo rendono riconoscibile dagli altri.

Caratteristiche

Il giallino è il nome comune di un fungo scientificamente chiamato “Cantarellus Cibarus”. Il nome deriva dalle stesse caratteristiche del fungo, dove ‘Cantarellus’ è il diminutivo di ‘cantaro’, che significa ‘piccolo cappello a forma di calice’, per via della forma del cappello del fungo, e ‘Cibarus’ significa ‘commestibile’. In fatto di commestibilità il giallino è imbattibile: la sua carne è apprezzata in diversi paesi del mondo e preparata in diversi modi. Il fungo compare tra l’estate e l’autunno nei boschi di latifoglie e aghifoglie. Gli esemplari sono sempre piuttosto numerosi, a volte fanno capolino dal muschio del terreno e si dispongono in cerchi. Il giallino presenta un cappello piuttosto ampio con margine seghettato e irregolare; il gambo è tozzo ed assottigliato alla base; le lamelle sono decorrenti al gambo; l’imenio, o parte fertile posta sotto il cappello, è intercalato da peseudolamelle larghe, verrucose, distanti e decorrenti dal gambo. Il colore del fungo, ovvero di tutto il carpoforo, è giallo o giallo-oro. La carne del giallino è bianca, soda, compatta, inodore cruda e molto odorosa e gustosa da cotta. Le spore del fungo sono ellittiche e sempre di colore giallo.

Usi

Il giallino o galletto o gallinaccio si può preparare e gustare in tanti modi. Molti lo conservano anche sott’olio o sott’aceto; altri lo preparano fritto o saltato in padella con olio, aglio, sale e prezzemolo. Il giallino si può gustare da solo o come contorno di secondi piatti o di altri funghi. Per questa sua caratteristica, viene anche chiamato “il prezzemolo dei funghi”. Il fungo è gustosissimo anche impanato con farina, uova, formaggio e pan grattato. Questa ricetta, molto mediterranea, consiste nell’impanare tutto il cappello del giallino. La parte superiore del fungo è spesso abbastanza ampia da consentire e facilitare proprio l’operazione di impanatura. Il giallino impanato può poi essere cotto in forno o fritto. La frittura ha l’effetto di potenziare e arricchire il sapore dell’impanatura e di rendere ancora più gradevole il gusto dello stesso fungo.

Funghi simili

Il Cantarellus Cibarus può essere confuso con specie simili, sia velenose che commestibili. Quella velenosa è l’Omophalotus olearius, simile al giallino per il colore e la forma del carpoforo, ma molto tossica. Le dimensioni del “fratello” velenoso del giallino ricordano spesso le forme giganti del Cantarellus Cibarus. I funghi commestibili simili al giallino sono: l’Hydnum rufescens, l’Hydnum repandum, l’Albatrellus ovinus e l’Albatrellus pre-carpae. I primi due hanno un ‘ottima commestibilità e sono molto gustosi, mentre quelli del genere Albatrellus, sempre commestibili, hanno un sapore gradevole, a volte aromatico e sono ideali per la conservazione sott’olio. Esistono inoltre altre varietà di Cantarellus Cibarus, ovvero di giallino, tra cui la bicolor, la ferruginascens, l’ametysteus e l’alborufescens. Il nome delle suddette varietà prende spunto dal colore del carpoforo: la bicolor presenta una doppia colorazione bianca e gialla; la ferruginascens, una colorazione verdastra che diventa ruggine dopo averla toccata; l’ametysteus ha, invece, una colorazione violacea; l’alborufescens, infine, ha una colorazione che varia dal bianco al giallo- pallido, fino al rossastro, che si manifesta dopo la manipolazione.

Dove comprarlo

Come già detto, il giallino si compra facilmente nelle bancarelle dei mercati rionali. Ormai è possibile trovarlo anche nei supermercati, dove viene venduto in confezioni da mezzo chilo ben sigillate. La produzione di giallino è elevata, forse molto più di quella degli altri funghi commestibili. Questa specie, infatti, presenta dei costi più accessibili rispetto alle varietà ritenute più pregiate o rinomate. Una confezione da mezzo chilo si compra a circa due euro. Per gustare al meglio questo fungo, si consiglia sempre di acquistare confezioni da un chilo; il fungo, infatti, perde molta acqua durante la cottura e ciò comporta una notevole riduzione delle sue dimensioni. Prima dell’acquisto, controllate sempre che la confezione del fungo sia ben sigillata e che il cappello non presenti segni di muffa.

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche principali per riconoscere il giallino?
    Il giallino (Cantharellus cibarius) si riconosce per il suo colore giallo o giallo-oro uniforme. Presenta un cappello ampio con margine seghettato e irregolare, un gambo tozzo che si assottiglia alla base e pseudolamelle decorrenti, verrucose e distanziate. La carne è bianca, soda e compatta: inodora quando è cruda, ma diventa molto profumata e saporita dopo la cottura. A differenza di molti altri funghi, non possiede vere lamelle sotto il cappello.
  • Esiste qualche fungo velenoso simile al giallino?
    Sì, il principale pericolo è l'Omophalotus olearius (galloporro), che è molto tossico. Si confonde col giallino per colore e forma, ma spesso raggiunge dimensioni maggiori. Altri funghi commestibili simili includono Hydnum rufescens, Hydnum repandum e alcune specie di Albatrellus. È fondamentale avere esperienza per distinguere le pseudolamelle decorrenti del giallino dalle vere lamelle o spine delle specie simili.
  • In quali periodi e ambienti si trova il giallino?
    Il giallino appare dall'estate fino all'autunno. Cresce comunemente nei boschi misti di latifoglie e aghifoglie. Spesso si trova in gruppi numerosi, talvolta disposti in cerchi, e può spuntare direttamente dal muschio del terreno. La sua presenza è favorita da ambienti umidi e ombreggiati tipici delle foreste mature.
  • Come si prepara e cucina il giallino?
    È estremamente versatile: si può cuocere in padella con olio, aglio, sale e prezzemolo, oppure fritto. Un metodo tipico è l'impanatura con farina, uova, formaggio e pangrattato, da cuocere in forno o fritta. Può essere conservato sott'olio o sott'aceto. Viene definito "prezzemolo dei funghi" per la sua capacità di insaporire altri piatti o essere gustato da solo come contorno.
  • Quanto costa e dove si acquista il giallino?
    Si trova facilmente nei mercati rionali e nei supermercati, solitamente in confezioni sigillate da mezzo chilo. Il prezzo medio è di circa due euro a mezzo chilo, rendendolo accessibile rispetto ad altre specie pregiate. Si consiglia di acquistare confezioni da un chilo poiché il fungo perde molta acqua in cottura, riducendo notevolmente il volume finale.

Scheda Tecnica

Cantharellus cibarius

Nome scientificoCantharellus cibarius
FamigliaCantharellaceae
Tipo di piantaFungo commestibile
OrigineBoschi di latifoglie e aghifoglie
EsposizioneZone ombreggiate o semiombrose
TerrenoTerreni boschivi, spesso tra il muschio
IrrigazioneNecessita di umidità ambientale naturale
FiorituraDall'estate all'autunno
AltezzaVariabile: piccoli, medi o grandi esemplari
ConcimazioneNon applicabile (organismo eterotrofo)
PotaturaNon applicabile
MoltiplicazionePer spore (riproduzione vegetativa nel bosco)
Malattie e parassitiSoggetta a muffe se conservata male; attenzione a confusione con Omophalotus olearius (velenoso)
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede esperienza per evitare specie velenose simili)