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Funghi

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Approfondimento dedicato alla finferla, fungo commestibile scientificamente chiamato Cantharellus lutescens. Che caratteristiche ha e quando raccoglierlo

di Redazione

28 ottobre 2013

Finferla

E’ simile al gallinaccio, ma non troppo. Alcuni lo confondono proprio con quest ‘ottimo fungo commestibile, di cui condivide solo il genere di appartenenza. Anche il nome comune della specie di cui parleremo è simile all’altro nome del gallinaccio. Se quest’ultimo viene chiamato finferlo, l’altro si chiama finferla. Finferlo e finferla sono quindi due funghi completamente diversi tra loro, anche se entrambi commestibili. La finferla è un fungo tipicamente autunnale. Lo si può trovare anche a fine estate, ma è principalmente a settembre che si presenta tra i boschi in numerosi gruppi di esemplari. Esistono addirittura boschi popolati esclusivamente dalle finferle, tanto da essere considerati delle vere e proprie “macchie”. Se anche voi volete darvi alla macchia boscosa a caccia di finferle, vi consigliamo anche di leggere le informazioni contenute nei paragrafi successivi.

Caratteristiche

La presentazione ufficiale della finferla l’abbiamo già fatta al precedente paragrafo. Leggendolo vi sarete certamente resi conto che non stiamo parlando del gallinaccio o finferlo, ma di un altro fungo commestibile. La finferla è, come già detto, un fungo tipicamente autunnale. Si sviluppa principalmente tra i boschi di aghifoglie e conifere, in terreni acidi e umidi. Durante la stagione fresca è possibile trovarlo tra Alpi e Appennino settentrionale e in America e in Europa, sempre nelle parti settentrionali. La finferla si presenta con un cappello a forma di fiore, dal margine irregolare o involuto. Tecnicamente si parla di cappello a imbuto. L’imenoforo, cioè la parte inferiore al cappello, non presenta delle vere e proprie lamelle, ma solo pieghe color salmone che iniziano da una superficie liscia. Il diametro del cappello è di circa cinque centimetri. Il gambo, liscio, vuoto all’interno ( si dice cavo) e scanalato all’esterno, sembra anch’esso simile a quello di un fiore. La carne è bianca, scarna, molto elastica e con un odore tipico di un fungo. Il cappello ha invece un colore brunastro, mentre il gambo è arancio. Le spore della finferla sono invece color crema. Il nome scientifico di questo fungo è Cantharellus lutescens. Apparentemente simile al Cantharellus cibarus, di cui condivide commestibilità, parte del nome comune e genere di appartenenza , il Cantharellus lutescens è invece quasi identico al Cantharellus tubaeformis. Mentre quest’ultimo si può trovare in luoghi più asciutti, la finferla predilige esclusivamente quelli molto umidi e acidi.

Commestibilità

La finferla è classificata tra i funghi commestibili al pari del gallinaccio. Anzi, da questo punto di vista è classificata come ottimo commestibile, con un piccolo svantaggio: la resa della carne, piuttosto scarsa se si raccolgono pochi esemplari. La carne della finferla raggiunge rese basse anche in caso di raccolta di più esemplari. Quindi, la finferla non consente di fare grandi abbuffate di piatti a base di funghi. Esiste anche un altro problema che riguarda proprio la commestibilità di questa specie. Si ritiene, infatti, che la finferla possa essere una specie capace di assorbire gli elementi radioattivi presenti nell’aria e nel terreno. Anzi, da questo punto di vista viene considerata una specie “ipercaptante”, cioè con un’estrema capacità di assorbimento della radioattività. Il problema della radioattività nei boschi è comunque una questione molto spinosa che non possiamo purtroppo approfondire in questa sede. Alcune associazioni denunciano da anni il rischio di radioattività nei boschi causato dall’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl. Sarebbe utile, dunque, poter avere una mappa che indichi le aree maggiormente esposte al rischio di radioattività. Recenti notizie di cronaca hanno parlato di cinghiali e di mirtilli radioattivi, non è escluso dunque che le radiazioni possano essere presenti anche negli altri elementi che vivono nei boschi. Per la sua natura e la qualità della carne, la finferla resta un fungo commestibile. Che poi possa trovarsi anche in luoghi radioattivi e che quindi possa assorbire enormi quantità di radiazioni è un fatto che va adeguatamente verificato e solo successivamente confermato o smentito.

Ricette

La finferla è un fungo dal sapore e dall’odore fortemente aromatici. Molto gustoso, si presta anche alla preparazione di frittate e di piatti a base di funghi trifolati. Con le finferle si possono preparare anche prelibatissimi sughi per primi piatti. Il sugo di finferla viene anche usato per condire la pasta fresca ripiena e la pasta fresca normale. Anche in assenza di pasta fresca, la finferla consente di condire anche la comune pasta essiccata che si compra al supermercato. La finferla è anche un fungo molto resistente. Dopo la raccolta è in grado di mantenersi a lungo prestandosi anche a essere adeguatamente conservato. La raccolta delle finferle ( e di tutti gli altri funghi) va effettuata solo da esperti. In caso di dubbi o difficoltà, si consiglia di farsi accompagnare da personale esperto o di far controllare gli esemplari raccolti dai micologi della Asl.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra finferla e gallinaccio?
    Nonostante i nomi simili e la stessa famiglia, sono specie distinte. La finferla (Cantharellus lutescens) ha un cappello brunastro a forma di imbretto con margini irregolari, gambo cavo e arancione, e cresce preferibilmente in boschi di conifere su terreni acidi e umidi. Il gallinaccio (Cantharellus cibarius) ha un cappello più convesso, carnoso e di colore diverso, e predilige ambienti misti. Entrambi sono ottimi commestibili, ma la finferla ha una resa in cucina inferiore perché la sua carne è più scarna ed elastica.
  • Quando e dove si trova la finferla?
    È un fungo tipicamente autunnale, visibile soprattutto a settembre, anche se talvolta appare a fine estate. Cresce prevalentemente in boschi di aghifoglie e conifere, amando terreni acidi e molto umidi. È diffusa nelle zone settentrionali d'Europa e America, come Alpi e Appennini. A volte forma vere e proprie 'macchie' dense. La sua presenza indica un ambiente forestale specifico, distinto da quello preferito da specie simili come il Cantharellus tubaeformis, che ama luoghi più asciutti.
  • Come riconoscere la finferla osservandola?
    Il cappello misura circa 5 cm, è brunastro, a forma di imbuto con margine irregolare o involuto. Sotto il cappello mancano le lamelle classiche; ci sono invece pieghe color salmone che partono da una superficie liscia. Il gambo è arancione, liscio, scanalato esternamente e cavo internamente. La carne è bianca, scarna ed elastica. Le spore sono color crema. Attenzione a non confonderla con il gallinaccio: la struttura interna e il colore del gambo sono indicatori chiave per l'identificazione corretta.
  • La finferla è sicura da mangiare riguardo alle radiazioni?
    La finferla è classificata come ottimo commestibile, ma è considerata una specie 'ipercaptante', capace di assorbire elementi radioattivi dal suolo e dall'aria. Questo rappresenta un potenziale rischio, specialmente in aree vicine a incidenti nucleari storici come Chernobyl. Poiché non esiste una mappa affidabile delle zone radioattive, la sicurezza dipende dalla provenienza. Si consiglia cautela: raccogliere solo in aree note per essere sane e far verificare gli esemplari da esperti o ASL se ci sono dubbi sulla zona di raccolta.
  • Come si cucinano le finferle?
    Hanno un aroma forte e gradevole, ideali per frittate, funghi trifolati o sughi per primi piatti. Sono eccellenti per condire sia pasta fresca ripiena che secca. Un vantaggio pratico è la loro resistenza post-raccolta: si conservano bene per diversi giorni senza perdere qualità, permettendo di cuocerle in momenti diversi. Nonostante il sapore eccellente, la resa in piatto è bassa perché la carne è scarna, quindi ne servono molte per ottenere porzioni consistenti.