Annaffiamento e irrorazione del pitosforo
Il sempreverde in esame proviene dai continenti asiatico, africano e oceanico e trova classificazione nel peculiare e non vastissimo raggruppamento familiare delle Pittosporaceae. Presente in diverse specie, questa pianta arbustiva si distingue comunque per il bel fogliame verde brillante, le candide e odorose infiorescenze e il portamento compatto, tanto da trovare assiduo impiego nella realizzazione di siepi nei parchi e nei giardini. Il Pitosforo andrà irrorato con discreta periodicità e costanza solamente durante il periodo vegetativo, a frequenze mediamente settimanali, mentre le bagnature saranno limitate o finanche sospese nella stagione autunnale e invernale. Potrà resistere agevolmente a temporanei periodi siccitosi e, di converso, patirà l'eccesso di annaffiamenti oppure le stagnazioni e gli inzuppamenti del terreno.
Coltivazione del pitosforo
Il Pitosforo andrà di preferenza collocato in spazi aperti, quali parchi e aiuole, ma non disdegnerà affatto una sistemazione in vaso, anche all'interno degli edifici. Di crescita regolare e non fulminea, in piena terra potrà giungere con facilità a dimensioni di qualche metro. La terra di coltura dovrà essere fertile e poco compatta, nonché dotata a sufficienza di sostanze organiche. Importante sarà assicurarne l'efficace drenaggio, attraverso l'aggiunta di materiali sabbiosi e torbacei. L'opera di potatura sarà importante: annualmente occorrerà, con l'arrivo dei primi tepori, eliminare le ramificazioni invecchiate e quelle cresciute in maniera disordinata, al fine di modellare il complessivo portamento del sempreverde. Ciò avverrà innanzitutto per le piante disposte a siepe ovvero a barriera.
Fertilizzazione e concimazione della pianta
L'arbustivo ornamentale esprimerà comuni e non esorbitanti bisogni di essere concimato, onde poter assumere i corretti nutrienti. La fertilizzazione, difatti, dovrà eseguirsi soltanto nella stagione primaverile e estiva, ogni 20-25 giorni circa, con stasi completa nella restante parte dell'annualità. All'uopo potrà essere impiegato fertilizzante di natura liquida, opportunamente disciolto nell'acqua di annaffiamento, specifico per Pitosforo o anche generico per piante verdi. In alternativa, si adopererà quello solido, pellettato o granulare dal graduale e progressivo rilascio, alla fine dell'inverno e in pieno periodo autunnale. Il fertilizzante prescelto dovrà preferibilmente prevedere la lieve predominanza delle componenti azotate e potassiche a discapito della restante macrocomponente fosforata.
Esposizione e patologie
Il rustico sempreverde andrà posizionato in un habitat notevolmente luminoso e soleggiato, senza temere la diretta esposizione agli irradiamenti solari. Dotato di buona resistenza e adattabilità, tollererà condizioni termiche avverse, sino a qualche grado sottozero, e solo in presenza di freddi particolarmente insistenti andrà protetto e coperto con teloni e tessuti idonei. Il Pitosforo, in conclusione, assai difficilmente sarà colpito da patologie crittogamiche, nondimeno potrà essere oggetto di attacchi di insetti e parassiti, come l'oziorinco. Trattasi di un piccolo insetto che agisce di notte, nutrendosi abitualmente di fogliame e di germogli dell'arbusto. Il contrasto si baserà sull'utilizzo di accorgimenti impeditivi e di trappole specifiche oppure, nei casi gravi, di efficace insetticida.