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Funghi

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In questa pagina parliamo della spugnola, delizioso e gustoso fungo primaverile conosciuto anche come morchella. Che caratteristiche ha e come prepararlo

di Redazione

02 ottobre 2013

Spugnola

A vederla sembra una spugna da bagno, tanto che il suo nome è proprio “spugnola”. Stiamo parlando di un fungo commestibile appartenente alla famiglia delle Morchellacee e chiamato scientificamente “Morchella”. La spugnola o morchella è un fungo commestibile dal gusto delizioso. Gli estimatori la preferiscono persino al porcino. La specie è notoriamente diffusa in Europa, specie in Francia, negli Stati Uniti, dove si tiene addirittura un festival, in Turchia, India e Pakistan. La preparazione della spugnola richiede un attento lavaggio e pulizia, dopo la si può consumare cotta o essiccata, mai cruda, perché tossica a causa della presenza di un veleno che si smaltisce solo con la cottura e l’essiccazione. Il veleno è in realtà una tossina, l’acido elvellico, facilmente eliminabile con i metodi di preparazione a cui abbiamo appena accennato.

Caratteristiche

La spugnola è un fungo che compare in primavera, da aprile a giugno, e che per tale motivo viene anche chiamato “ mortella di primavera”. Gli appassionati la raccolgono nei boschi di latifoglie e di conifere. La spugnola si trova anche nei terreni sabbiosi e riparati dal vento, dove cresce singola o a gruppi. Altro habitat di questo fungo sono le golene, spazi pianeggianti che insistono tra la riva e il margine di un corso d’acqua. La spugnola si presenta con un cappello del diametro compreso tra otto e dodici centimetri. La caratteristica di questa struttura, chiamata anche “mitra”, è di presentare dei fori o delle celle simili a quelli del nido delle api. Per questa particolare conformazione, il cappello del fungo ricorda anche una spugna, da qui il nome “spugnola”. Il cappello ha un colore brunastro, a volte ocra, e una forma conica. Il gambo è invece cavo, di colore bianco avorio e ricco di cartilagini. La carne, sempre di colore bianco avorio, è fragile, cartilaginea con un odore gradevole e fortemente aromatico, anche il sapore è molto gradevole, quasi dolciastro.

Commestibilità

La morchella o spugnola è un fungo commestibile solo da cotto o essiccato. Impossibile, invece, consumarlo crudo, poiché contiene una tossina che viene eliminata solo con la cottura o con l’essiccazione. In entrambi i casi, la spugnola va sempre cotta. La preparazione di questo fungo inizia con una fase di ammorbidimento che consiste nel metterlo in acqua per circa tre o sei ore. Dopo questo tempo, il fungo va lavato accuratamente e liberato della sporcizia e della sabbia. Per la presenza delle celle, infatti, il cappello della spugnola tende a sporcarsi di più degli altri funghi e ad accumulare residui di sabbia e terreno. Dopo il lavaggio, la spugnola può essere cotta anche nell’acqua usata per ammorbidirlo. Il liquido non è velenoso, anzi, contiene tutto l’aroma del fungo e sarà utile per restituirglielo durante la cottura. Questa deve avvenire per circa quaranta minuti.

Varietà e somiglianze

In natura esistono diverse specie di spugnola o morchella. Tra queste ricordiamo la morchella conica, la morchella deliziosa, la morchella elata, la morchella esculenta, la morchella rotunda, la morchella tridentina e la morchella vulgaris. La morchella conica presenta un cappello grigio scuro e un gambo avorio, la morchella deliziosa ha invece cappello e gambo dello stesso colore ( avorio), la morchella elata ha cappello bruno, a volte quasi nero e gambo bianco, la morchella esculenta ha cappello marrone e gambo avorio, la morchella rotunda ha cappello giallognolo e gambo bianco, la morchella tridentina ha gambo bianco e cappello grigiastro, la morchella vulgaris ha gambo bianco e cappello bianco con fori grigiastri. La spugnola può essere facilmente confusa con funghi del genere Gyromitra, specie con la Gyromitra esculenta, conosciuta anche come “falsa spugnola”. Questo fungo è velenoso e la sua ingestione può causare la Sindrome di Gyromitra, con sintomi anche gravi che possono causare la morte. Nella Gyromitra esculenta, il cappello rosso-marrone presenta costole sinuose che ricordano quelle della corteccia cerebrale. In questo cappello mancano inoltre gli alveoli che ricordano quelli del favo delle api. La falsa spugnola è velenosa sia da cruda che da cotta. Assumerla cotta e in quantità eccessive può causare danni anche mortali. Ecco perché è assolutamente da evitare. Come già detto, la falsa spugnola è responsabile della cosiddetta “Sindrome Gyromitrica”, con sintomi tipici da avvelenamento da funghi. La sindrome, infatti, si manifesta con disturbi gastrointestinali, come nausea, vomito e diarrea, a cui seguono lesioni al fegato e ai reni e comparsa di ittero ( pelle giallognola o quasi verde) e insufficienza epatica. La spugnola vera e quella falsa si distinguono per la diversa conformazione del cappello, ad alveoli nella prima, con costolature “cerebrali” nella seconda. Naturalmente gli errori si evitano solo se si è esperti e competenti e non solo appassionati. In caso di dubbi è quindi indispensabile far controllare gli esemplari raccolti dai micologi della Asl. Nel caso si abbia la fortuna di raccogliere la spugnola vera la si potrà preparare cotta o essiccata. Il sapore di questo fungo sarà delizioso e probabilmente simile o superiore a quello dei pregiati porcini.

Domande frequenti

  • Perché la spugnola non può essere mangiata cruda?
    La spugnola contiene acido elvellico, una tossina naturale che rende il fungo pericoloso se consumato allo stato crudo. Questa sostanza irritante viene completamente neutralizzata ed eliminata esclusivamente attraverso processi termici o di disidratazione. Pertanto, per garantire la sicurezza alimentare e prevenire intossicazioni, è fondamentale cuocere sempre il fungo o essiccarlo attentamente prima del consumo. Mai assaggiarlo direttamente dalla raccolta.
  • Come si pulisce correttamente la spugnola prima della cottura?
    La pulizia richiede cura a causa della struttura alveolata del cappello che trattiene terra e sabbia. Si consiglia di immergere i funghi in acqua fredda per tre-sei ore per ammorbidirli e sciogliere lo sporco. Successivamente, sciacquarli accuratamente sotto getto d'acqua per rimuovere ogni residuo. Non buttare via l'acqua di ammollo se filtrata, poiché conserva gli aromi del fungo e può essere utilizzata per la cottura successiva.
  • Qual è la differenza principale tra spugnola vera e falsa spugnola?
    La distinzione chiave risiede nella morfologia del cappello. La spugnola vera (Morchella) presenta un cappello con alveoli regolari e profondi, simili a un favo d'api, uniti da nervature sottili. La falsa spugnola (Gyromitra), invece, ha un cappello rosso-marrone con superficie convoluta e irregolare, simile all'aspetto del cervello umano, priva degli alveoli distinti. Questa confusione è pericolosa poiché la Gyromitra è altamente tossica.
  • Quanto tempo richiede la cottura della spugnola per renderla sicura?
    Una volta lavata e preparata, la spugnola deve essere cotta per circa quaranta minuti. Questo tempo di bollitura o cottura prolungata è necessario per distruggere definitivamente l'acido elvellico residuo. Assicurarsi che il fungo sia ben cotto fino a quando non risulta tenero ma non molle. L'essiccazione completa è un'alternativa valida che elimina la tossina, permettendo poi una conservazione e un utilizzo successivo sicuri.
  • Cosa succede in caso di ingestione di falsa spugnola?
    L'ingestione della falsa spugnola (Gyromitra esculenta) provoca la Sindrome di Gyromitra, grave avvelenamento che persiste anche dopo la cottura. I sintomi iniziali includono disturbi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea. Nelle fasi successive, si manifestano lesioni epatiche e renali, ittero (pelle gialla/verde) e insufficienza epatica potenzialmente letale. È essenziale evitare qualsiasi dubbio e far verificare i funghi da esperti ASL.

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