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Funghi

edulis boletus

In questa pagina, apprpfondimento dedicato all'edulis boletus, nome scientifico del porcino edule, vero e proprio "re dei funghi"

di Redazione

31 ottobre 2013

Edulis boletus

E’ considerato il “re dei funghi”, sia per il suo aspetto che per la sua squisitezza. Molti lo chiamano boletus edulis o viceversa edulis boletus. In realtà si tratta del porcino propriamente detto o porcino edule. Si tratta di un fungo commestibile dall’ottimo sapore, molto apprezzato dai cercatori di funghi e dagli estimatori della buona cucina. Il boletus edulis fa parte della famiglia delle boletaceae e al genere boletus, che comprende ben quattro specie di porcini. Alcune di queste maturano in primavera, altre in estate ( le più pregiate), altre permangono per un lungo periodo nei boschi e ad altitudini elevate. Il boletus edulis, invece, o porcino edule, è il vero e proprio porcino per eccellenza. Quando si parla di porcino o di funghi porcini ci si riferisce proprio al’edulis botelus o al boletus edulis.

Caratteristiche

Il porcino edule, il cui nome deriva dal latino ‘edulis’ che significa ‘ commestibile’, è il fungo tipico dei boschi di montagna. Gli esemplari crescono in simbiosi con gli alberi, specie le conifere, a volte le latifoglie. L’edulis boletus si presenta con un cappello convesso, una cuticola rugosa, unta e colorata di marrone o brunastro, con strisce bianche lungo i margini, gambo cilindrico, ingrossato e di colore bianco. La carne è soda, compatta, spessa, non cambia colore a contatto con l’aria e sotto la cuticola appare violacea. Il gambo può essere anche di un lieve color nocciola, ma è sempre più chiaro del cappello. Quest’ultimo ha un diametro di circa dieci centimetri, che possono arrivare a venti o trenta nelle specie giganti. Il gambo invece ha un’altezza di dieci o dodici centimetri e un diametro di quindici ( appare infatti ingrossato nella parte centrale). Le spore sono massive e di colore bruno oliva. Il porcino edule non sopporta il clima arido e le basse temperature. Di solito compare a fine estate e dopo le prime piogge. Il re dei funghi cresce, infatti, a temperature non inferiori ai sei gradi e non superiori ai 30, in ambienti con un grado di umidità compreso tra il 50 e il 90%. Per trovarlo, bisogna che vi sia stato un periodo di poggia abbondante e regolare. Una volta raccolto si sentirà il suo odore gradevole e fortemente aromatico. La carne di questo fungo è molto gustosa e ha un sapore dolciastro.

Come raccoglierlo

La raccolta del porcini rappresenta un “must” per gli appassionati. Tutti coloro che praticano la cerca del funghi si sono certamente cimentati, anche per una sola volta, nella raccolta del porcino edule. L’edulis boletus si trova in genere a basse altitudini, ma dipende sempre dalla quantità di pioggia caduta. Se questa è stata abbondante in alta montagna, è probabile trovare porcini anche ad alta quota. Difficile è trovare l’edulis boletus se le temperature sono troppo rigide. Con le stagioni miti e le piogge regolari, l’edulis boletus si può raccogliere anche fino a tutto il mese di novembre. Il clima mondiale comunque sta cambiando e lo dimostra il fatto che diversi esemplari di porcino edule sono stati abbondantemente ritrovati in Norvegia, paese al confine con il Polo Nord. L’edulis boletus va raccolto solo se si è muniti della sufficientemente esperienza per riconoscerlo. Questo fungo è infatti confondibile con specie tossiche, velenose e addirittura mortali. Per ridurre il rischio di intossicazioni da funghi, le regioni stanno anche emettendo precise regole per la raccolta. In Emilia Romagna, ad esempio, per raccogliere porcini bisogna essere in possesso di regolare patentino a validità giornaliera, settimanale, mensile o semestrale. In caso di difficoltà nel riconoscere gli esemplari raccolti, è sempre meglio farli esaminare dai micologi della Asl. La quantità di porcini raccolti non deve superare il limite dei tre chili giornalieri a persona indicati nel vademecum del Corpo Forestale dello Stato. Le norme tendono a evitare la raccolta indiscriminata di funghi, la loro estinzione e la conseguente alterazione dell’ecosistema.

Preparazione

L’etulis boletus si può preparare in tanti modi: è ottimo crudo, cotto, essiccato e a insalata. Il consumo di porcino edule va evitato nei soggetti allergici e intolleranti. Le preparazioni più famose a base di funghi porcini sono il risotto e le tagliatelle. L’edulis boletus si presta anche ad essere preparato come insalata o contorno di secondi piatti a base di carne. Una semplice ricetta a base di funghi porcini è lo stufato in padella. Con questo metodo si possono preparare tante tipologie di funghi, ma lo stufato di porcino è veramente gustoso. Ecco come prepararlo: prendete una padella e preparate un soffritto con olio di semi e alcuni spicchi di aglio. Intanto tagliate, lavate e pulite l’edulis boletus e poi aggiungetelo assieme al soffritto con una giusta quantità di sale. Coprite la padella con un coperchio e a metà cottura aggiungete vino bianco e poi un pizzico di prezzemolo tritato. Togliete la padella dal fuoco e servite i porcini appena cotti: il loro gusto vi lascerà senza parole e non perché sgradevole, ma perché uno dei migliori in assoluto!

Domande frequenti

  • Quali sono le caratteristiche distintive del Boletus edulis per riconoscerlo?
    Il Boletus edulis, noto come porcino edule, presenta un cappello convesso con cuticola rugosa, untuosa e color marrone o brunastro, talvolta con striature bianche sui margini. Il gambo è cilindrico, ingrossato verso il centro, bianco o leggermente nocciola, più chiaro del cappello. La carne è soda, compatta, di colore bianco sotto la cuticola (con sfumature violacee) e non scurisce a contatto con l'aria. Le spore sono massive e di colore bruno olivastro. Queste caratteristiche morfologiche, unite all'odore gradevole e aromatico, aiutano nell'identificazione corretta rispetto ad altre specie.
  • In quali condizioni climatiche e ambientali cresce il porcino edule?
    Il porcino edule prospera in simbiosi con alberi, specialmente conifere, ma anche latifoglie, tipicamente nei boschi di montagna. Non tollera il clima arido né le basse temperature estreme. Cresce ottimale tra i 6°C e i 30°C, richiedendo un'umidità ambientale compresa tra il 50% e il 90%. La sua apparizione è favorita da periodi di piogge abbondanti e regolari, solitamente a fine estate, sebbene con stagioni miti possa persistere fino a novembre. L'assenza di pioggia prolungata ne impedisce la crescita.
  • Come si prepara correttamente il Boletus edule in cucina?
    Il Boletus edule è versatile: può essere consumato crudo, cotto, essiccato o in insalata. Le preparazioni classiche includono risotti e tagliatelle. Un metodo semplice e gustoso è lo stufato in padella: si prepara un soffritto con olio di semi e aglio, si aggiungono i porcini puliti e lavati, si cuoce coperto, si aggiunge vino bianco a metà cottura e si completa con prezzemolo tritato e sale. È fondamentale evitarne il consumo in caso di allergie o intolleranze accertate. La carne soda e dolce si sposa bene anche con secondi piatti a base di carne.
  • Quali sono le normative e i limiti per la raccolta del porcino in Italia?
    La raccolta del Boletus edule richiede esperienza per evitare confusioni con specie tossiche o mortali. Molte regioni impongono regole severe, come il possesso di un patentino (validità giornaliera, settimanale, mensile o semestrale), ad esempio in Emilia Romagna. Il limite massimo consentito è generalmente di 3 chilogrammi giornalieri a persona, per prevenire il sovrasfruttamento e proteggere l'ecosistema. In caso di dubbi sull'identificazione, è obbligatorio far esaminare i funghi dai micologi dell'ASL locale prima del consumo.

Scheda Tecnica

Boletus edulis

Nome scientificoBoletus edulis
FamigliaBoletaceae
Tipo di piantaFungo commestibile
OrigineBoschi di montagna, simbiotico con conifere e latifoglie
EsposizioneAmbienti ombrosi, umidi, non ama aridità o freddo intenso
Temperatura minima6°C
TerrenoTerreni forestali, preferibilmente calcarei o neutri
IrrigazioneNecessita di piogge regolari e umidità ambientale 50-90%
FiorituraFine estate, dopo piogge abbondanti; possibile fino a novembre
AltezzaGambo alto 10-12 cm, diametro 15 cm (ingrossato)
ConcimazioneNon applicabile (organismo eterotrofo)
PotaturaNon applicabile
MoltiplicazioneSpore massive bruno olivastre
Malattie e parassitiConfondibile con specie tossiche/velenose; attenzione alle intossicazioni
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede esperienza per il riconoscimento sicuro)