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malattie delle piante

Bolla del pesco

La bolla del pesco è un fungo che causa numerosi danni alle piante colpite; è quindi necessario saperne riconoscere i sintomi per poterlo combattere.

di Redazione

05 gennaio 2017

I sintomi

Il fungo tende ad attaccare, prima di tutto, i germogli e le foglie delle piante interessate. I primi manifestano, se colpiti da Taphrina deformans, una certa deformità nell'aspetto e foglioline di colore inusuale, gonfie e ricoperte in alcuni casi da piccole bolle; le seconde, a loro volta, presentano una bollosità più o meno evidente, strane tonalità gialle o rossastre e superficie opaca, e vanno progressivamente incontro al disseccamento. Com'è naturale, le foglie non saranno più in grado di svolgere al meglio le attività di fotosintesi, e con il tempo ciò avrà effetti negativi sull'intera pianta. Il fungo può attaccare anche i fiori del pesco, provocandone il rigonfiamento e la deturpazione, ed i frutti, i quali diventano grinzosi e rattrappiti e, nei casi più gravi, vanno incontro a marciumi.

La prevenzione

La bolla del pesco è una malattia fungina, e di conseguenza è molto spesso provocata da un eccesso di umidità: è fondamentale, quindi, fare in modo che la quantità di risorse idriche somministrate alle piante non sia mai sovrabbondante, e che il terreno risulti ben drenato, così da scongiurare fastidiosi ristagni d'acqua. Il fungo, per di più, tende ovviamente ad attaccare gli alberi più deboli, per cui è necessario rafforzare le loro difese con regolari concimazioni, se possibile a base di stallatico maturo o altre sostanze naturali. Possono essere convenienti trattamenti preventivi con macerato d'ortica, infuso di equiseto o con prodotti a base di rame; questi ultimi vanno sottoposti alle piante due volte all'anno, nel periodo autunnale, dopo la caduta delle foglie, ed al termine dell'inverno.

I rimedi chimici

Prima di intraprendere un discorso riguardo i principali rimedi chimici da adottare contro la bolla del pesco, è essenziale chiarire che non è possibile debellare la malattia se questa è ormai in stato avanzato; è indispensabile intervenire quando si è ancora agli stadi iniziali. Si suggerisce l'utilizzo di prodotti anticrittogamici a base di ossicloruro di rame, meno tossico rispetto al solfato di rame, anche se non deve comunque essere somministrato in dosi eccessive; il rame danneggia i funghi ostacolando la loro respirazione. Tale elemento può essere fornito agli alberi attaccati anche tramite poltiglia bordolese, fungicida straordinariamente efficace ottenuto tramite la neutralizzazione del solfato di rame: l'operazione è necessaria proprio per ridurre il grado di tossicità del solfato rameico.

I rimedi naturali

Come con le soluzioni chimiche, anche con quelle naturali è fondamentale intervenire quando la malattia è nella sua fase iniziale. Se le foglie attaccate sono poche sarà sufficiente rimuoverle, servendosi di attrezzi disinfettati alla fiamma ed applicando successivamente appositi cicatrizzanti sulle ferite; in alternativa, è possibile bruciarle. Tra i rimedi naturali fungicidi più diffusi deve essere menzionato un prodotto in precedenza citato tra i trattamenti preventivi, ovvero l'infuso di equiseto: esso si prepara facendo macerare l'equiseto essiccato in acqua per un'intera giornata, per poi bollirlo e lasciarlo raffreddare. Un'altra soluzione raccomandata per la cura è il macerato di aglio; quest'ultimo, tritato, deve essere diluito in acqua e distribuito agli alberi malati ogni settimana.

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Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi visibili della bolla del pesco?
    La bolla del pesco, causata dal fungo Taphrina deformans, colpisce principalmente germogli, foglie, fiori e frutti. I germogli mostrano deformità e foglioline gonfie, talvolta con piccole bolle. Le foglie presentano bollosità, tonalità anomale (gialle o rossastre), superficie opaca e successiva disseccamento. I fiori subiscono rigonfiamenti e deturpazioni, mentre i frutti diventano grinzosi, rattrappiti e possono andare incontro a marciume nei casi gravi.
  • Come prevenire la bolla del pesco?
    La prevenzione si basa sulla gestione dell'umidità e sulla robustezza della pianta. È fondamentale evitare ristagni idrici garantendo un buon drenaggio del terreno e non eccedere con le irrigazioni. Rafforzare le difese naturali della pianta con regolari concimazioni, preferibilmente a base di stallatico maturo o sostanze naturali, aiuta a contrastare il fungo. Trattamenti preventivi con macerato d'ortica, infuso di equiseto o prodotti rameici (autunno e fine inverno) sono consigliati.
  • Quando intervenire con i rimedi chimici?
    È cruciale intervenire solo nelle fasi iniziali della malattia; se il fungo è già avanzato, la cura chimica risulta inefficace. Si推荐使用 prodotti anticrittogamici a base di ossicloruro di rame, meno tossico del solfato di rame, oppure la poltiglia bordolese. Entrambi agiscono ostacolando la respirazione dei funghi. L'ossicloruro di rame va usato con moderazione per evitare tossicità, mentre la poltiglia bordolese offre un'efficacia straordinaria grazie alla neutralizzazione del solfato rameico.
  • Come applicare i rimedi naturali contro la bolla?
    In caso di attacco limitato, rimuovere le foglie colpite con attrezzi disinfettati alla fiamma e applicare cicatrizzanti, oppure bruciarle. Per trattamenti attivi, preparare l'infuso di equiseto macerando l'equiseto essiccato in acqua per 24 ore, bollendo e lasciando raffreddare. In alternativa, usare il macerato di aglio: tritare l'aglio, diluirlo in acqua e spruzzarlo sugli alberi malati settimanalmente. Questi metodi richiedono un intervento precoce per essere efficaci.