Un cespuglio di pitosforo nano in un giardino roccioso

Piante da Giardino

Pitosforo nano

Pittosporum tobira nanum è un termine che sembra evocare un detto latino. In realtà si indica, in botanica, il Pitosforo nano; un piccolo arbusto sempreverde originario dell'oriente e in particolare del Giappone, Cina e Taiwan.

di Redazione

10 dicembre 2015

Caratteristiche generali del pitosforo nano

Un piccolo arbusto della famiglia delle Pittosporacee; è una pianta sempreverde, con una forma rotondeggiante e cespugliosa che grazie alle sue ridotte dimensioni è adatto sia ad una coltivazione in vaso che in piena terra. La coltivazione in vaso è utilizzata per formare isolate macchie di verde o per cingere le ringhiere di terrazzi e balconi; mentre nei giardini si utilizza per formare siepi di un bel verde scuro e lucido, poiché le sue foglie allungate possiedono una naturale lucentezza. Dalla primavera fino all'estate, più precisamente nei mesi che vanno da aprile a luglio, sull'arbusto compaiono i suoi profumatissimi fiori; nei colori che vanno dal bianco al giallo crema e odorano d'arancio. Il suo sviluppo massimo, una volta completato il suo lento accrescimento, sarà di circa 1 metro in altezza e 1,5 metri in larghezza.

Coltivazione del pitosforo nano

Il Pitosforo nano ama moltissimo il clima mite anche se può sopportare temperature invernali che arrivano fino ai - 5° C. Nelle regioni in cui non si superano queste temperature, una pacciamatura eseguita con paglia, generalmente, consente di proteggere bene le radici di questa pianta. La posizione può tranquillamente variare dal pieno sole fino alla mezz'ombra. Il Pitosforo nano sopporta male il vento, mentre si adatta alla siccità e anche all'aria di mare. Abbisogna di un terreno ben drenato, per evitare dei pericolosi ristagni d'acqua che comprometterebbero la sua sanità. Utilizzare allo scopo un terriccio formato da torba, sabbia e terra da giardino. In primavera e in estate, va annaffiato con regolarità, in modo da avere un fogliame folto e la nascita d’infiorescenze numerose.

Moltiplicazione e cure del Pitosforo nano

Lo si può propagare con tre pratiche di riproduzione: la semina, la talea o la margotta. Riguardo alle talee, queste devono essere prelevate in maggio o in giugno, dai rami laterali; successivamente si pongono a radicare nei cassoni. Quando hanno emesso le radichette, si trapiantano le nuove piantine nei vasi che passeranno tutto l'inverno sistemati in cassone o serra fredda. Dovrà trascorre un altro anno con un'altra invasatura per poter mettere a dimora le nostre giovani piante. La pratica della semina, invece, segue questo meccanismo: in marzo si ripuliscono i semi dalla sostanza resinosa che li avvolge e si interrano in cassone freddo. Ci vorranno 3-4 anni per collocare a dimora le piantine. Per la potatura: iniziarla da aprile in poi, più volte l'anno per mantenere la forma della pianta.

Principali parassiti e patologie del Pitosforo nano

Afidi, cocciniglie cotonose e brune sono i principali nemici del pitosforo nano. Le vittime principali delle cocciniglie cotonose sono le piante allevate in climi caldi e secchi. Le cocciniglie si uccidono irrorando le piante con un anticoccidico o passando un batuffolo di cotone imbevuto di acqua ed alcool sulle foglie malate. Le foglie della vostra pianta si sono ricoperte di escrescenze scure e sono diventate appiccicose? Siete in presenza di un attacco di cocciniglie brune. I rimedi sono gli stessi che potete adottare per le cocciniglie cotonose. Gli afidi amano le foglie e i fiori: si eliminano lavando la pianta con acqua e sapone neutro ( sciacquate bene la pianta, dopo) o con un insetticida specifico. Tenete a bada le formiche: allevano i pidocchi perché sono ghiotte della mielata che secernono questi animaletti.

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Domande frequenti

  • Qual è la temperatura minima tollerata dal Pitosforo nano?
    Il Pitosforo nano (Pittosporum tobira 'Nanum') tollera bene il clima mite e resiste a temperature invernali fino a -5°C. Nelle zone dove il termometro scende oltre questa soglia, è fondamentale proteggere le radici applicando uno spesso strato di pacciamatura con paglia. Questa pratica aiuta a isolare il apparato radicale dal gelo eccessivo, garantendo la sopravvivenza della pianta durante i periodi più freddi.
  • Come si propagano correttamente le talee di Pitosforo nano?
    Le talee vanno prelevate tra maggio e giugno dai rami laterali della pianta madre. Una volta tagliate, devono essere poste a radicare in appositi cassoni. Dopo l'emissione delle prime radichette, le giovani piantine vengono trapiantate in vasi singoli. Queste piante passeranno il primo inverno in cassone o serra fredda, subendo un ulteriore rinvaso l'anno successivo prima di essere definitivamente messe a dimora in giardino.
  • quali sono i rimedi efficaci contro afidi e cocciniglie?
    Per combattere afidi e cocciniglie (cotonose e brune), si possono usare metodi naturali o chimici. Un rimedio efficace consiste nell'irrorare la pianta con acqua e sapone neutro, assicurandosi di risciacquare bene il fogliame afterward. In alternativa, si può passare un batuffolo di cotone imbevuto di acqua e alcol sulle foglie infestate. È importante anche controllare le formiche, poiché proteggono gli afidi per la melata che producono.
  • Quando e come effettuare la potatura del Pitosforo nano?
    La potatura del Pitosforo nano deve iniziare a partire dal mese di aprile. Per mantenere la forma compatta e cespugliosa tipica della varietà 'nano', è consigliabile intervenire più volte durante l'anno. La potatura serve principalmente a contenere lo sviluppo vegetativo e a stimolare la produzione di nuovi germogli, preservando l'aspetto estetico della pianta, specialmente se utilizzata per siepi o bordure ornamentali.
  • Quali caratteristiche deve avere il terreno per la coltivazione?
    Il Pitosforo nano richiede un terreno ben drenato per prevenire pericolosi ristagni idrici che potrebbero comprometterne la salute. La miscela ideale comprende torba, sabbia e terra da giardino. Questo substrato garantisce un corretto passaggio dell'acqua e ossigenazione delle radici. L'adattamento alla siccità è buono, ma irrigazioni regolari in primavera ed estate favoriscono un fogliame folto e una fioritura abbondante.

Scheda Tecnica

Pittosporum tobira 'Nanum'

Nome scientificoPittosporum tobira 'Nanum'
FamigliaPittosporaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineGiappone, Cina, Taiwan
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoBen drenato, misto a torba e sabbia
IrrigazioneRegolare in primavera ed estate
FiorituraAprile-Luglio
AltezzaCirca 1 metro
PotaturaDa aprile, più volte l'anno per mantenere la forma
MoltiplicazioneSemina, talea, margotta
Malattie e parassitiAfidi, cocciniglie cotonose e brune
Difficoltà di coltivazioneFacile

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