Veccia

ortaggi

La veccia

La veccia è una pianta erbacea della famiglia delle Fabaciae, alcune delle quali sono coltivate come foraggio o per l'alimentazione umana.

di Redazione

02 gennaio 2017

L'irrigazione

La veccia è una pianta poco impegnativa, tuttavia teme i terreni asciutti, leggeri. Occorre quindi procedere a annaffiature regolari, ma non abbondanti. In caso di siccità, se non piove o fa troppo caldo, prima dell'inizio della fioritura, bassi flussi di acqua permettono alla veccia di continuare a crescere. Dopo la semina si irrigherà per aspersione, mantenendo in seguito il terreno umido. Alla fine della fioritura, l'assunzione di acqua compenserà lo stress idrico, che può ridurre la produzione di sementi. La veccia tollera precipitazioni tra i 350 e i 1650 mm l'anno, ma cresce meglio con più di 750 mm l'anno. Durante la stagione delle piogge può soffrire di umidità in eccesso, che promuove lo sviluppo di malattie. Non è una pianta adatta per i climi tropicali, umidi.

La coltivazione

La coltura della veccia richiede una certa preparazione del terreno. Una buona aratura permette lo sviluppo delle radici e rimuove tutte le erbacce presenti nel suolo. Per finire, il letto di semina deve essere eseguito molto finemente. La semina della veccia avviene tra marzo e aprile e ad agosto, sino a settembre. La dose di semina è di 15 gr al metro quadro, o 9 gr al metro quadro se mista, con 60% di veccia e 40% di cereali. Se seminata in primavera, la fioritura avverrà a giugno, luglio. Il raccolto sarà estivo o invernale. Se sarà seminata a fine estate, la raccolta avverrà la primavera successiva. Si può piantare la veccia insieme ad un cereale, come avena o segale. Le differenti piante saranno complementari e ottime come sovescio. La veccia viene seminata a getto: i semi sono distribuiti sul suolo e coperti con 1 cm di terreno. La terra è quindi compattata con un rullo o con il retro di un rastrello. Durante il ciclo di sviluppo, la veccia è insensibile alla concorrenza delle erbe aggressive. Un semplice diserbo sarà invece necessario al momento della nascita delle piantine.

La fertilizzazione

La veccia non richiede alcuna cura. Come tutte le piante della sua famiglia botanica, la veccia ha la capacità, grazie a dei batteri che ospita nelle radici, i nodi, di catturare l'azoto atmosferico e di restituirlo al suolo. Si stima che la veccia arricchisca il terreno nel quale cresce, di 120 kg di di azoto per ettaro all'anno. Ciò spiega il suo utilizzo come concime naturale. Essa aggiunge azoto sufficiente per rispondere quasi a tutti i bisogni delle colture successive. Rende anche il potassio più assimilabile dalle nuove coltivazioni. La crescita rapida della veccia, che alcuni qualificano anche come aggressiva, perché predomina sui vegetali vicini, permette di limitare efficacemente la presenza delle erbacce. Inoltre, il suo sistema radicale si estende a 20 cm. di profondità e struttura bene il suolo.

Esposizione e malattie

La veccia richiede un'esposizione soleggiata o in semi ombra. Non è molto esigente sulla natura del suolo, tollerando anche i terreni acidi, ma accetta difficilmente le terre leggere. E' molto rustica, resistendo a temperature da -5° C a -10° C. La veccia subisce raramente attacchi di malattie o di parassiti. Può essere invasa da formiche, ma ciò non è dannoso, perché esse la proteggono da altri organismi nocivi, come ad esempio i bruchi. Altri parassiti comprendono la lumachina grigia, Deroceras reticolatum, l'anguillula dei cereali, che attacca le radici, il punteruolo dell'erba medica e i curculionidi. Si tratta, comunque, di attacchi che avvengono molto sporadicamente. Le manifestazioni più gravi sono quelle causate da funghi che provocano il deperimento, come il Verticillium Albo-atrum o la Sclerotinia Trifoliorum.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per seminare la veccia?
    La veccia può essere seminata in due finestre temporali principali. La prima va da marzo ad aprile, portando alla fioritura tra giugno e luglio e a un raccolto estivo o invernale. La seconda finestra è tra agosto e settembre, ideale per le zone in cui si desidera un raccolto la primavera successiva. In entrambi i casi, la semina avviene a getto, distribuendo i semi sul suolo e ricoprendoli con circa 1 cm di terra, eventualmente compattandola leggermente.
  • Come contribuisce la veccia alla fertilità del suolo?
    La veccia è eccellente come pianta miglioratrice grazie alla sua capacità di fissare l'azoto atmosferico. Ospitando batteri simbionti nei noduli radicali, arricchisce il terreno di circa 120 kg di azoto per ettaro all'anno, rendendolo pronto per le colture successive. Inoltre, facilita l'assimilazione del potassio e, grazie a un apparato radicale profondo fino a 20 cm, struttura e aerifica il suolo, migliorandone la consistenza fisica.
  • Quanta acqua necessita la veccia durante la coltivazione?
    La veccia tollera precipitazioni annuali tra 350 e 1650 mm, crescendo ottimamente con oltre 750 mm. Tuttavia, teme i terreni secchi e leggeri. È fondamentale mantenere il terreno umido dopo la semina mediante aspersione. In caso di siccità prima della fioritura, apporti d'acqua moderati prevengono lo stress idrico, garantendo una corretta produzione di semi. Attenzione all'eccesso di umidità in stagione piovosa, che può favorire malattie fungine.
  • Si può coltivare la veccia insieme ad altre piante?
    Sì, la veccia si presta bene alle consociazioni, specialmente con cereali come avena o segale. Questa combinazione crea un mix complementare ottimo per il sovescio, dove la veccia fornisce azoto e i cereali offrono struttura. La dose di semina in miscela scende a 9 grammi al metro quadro (con il 60% di veccia e 40% di cereale). La crescita rapida della veccia aiuta inoltre a soffocare le infestanti, riducendo la necessità di diserbo.
  • Quali sono le principali malattie e parassiti della veccia?
    Generalmente la veccia è molto rustica e subisce attacchi rari. Tra i parassiti animali possono comparire lumache grigie, anguillule dei cereali (che attaccano le radici), punteruoli e curculionidi, mentre le formiche spesso la proteggono dai bruchi. Le minacce più serie arrivano da funghi patogeni come il Verticillium albo-atrum e la Sclerotinia trifoliorum, che causano deperimento. La prevenzione passa evitando ristagni idrici e terreni eccessivamente umidi.

Scheda Tecnica

Vicia spp.

Nome scientificoVicia spp.
FamigliaFabaceae
Tipo di piantaEracea annuale o biennale
OrigineEurasia
EsposizioneSoleggiata o semiombreggiata
TerrenoFertile, drenante, tollera acidi; evita quelli leggeri/asciutti
IrrigazioneRegolare, mantiene umido; tollera 350-1650mm pioggia/anno
FiorituraGiugno-Luglio (semina primaverile)
ConcimazioneAuto-fissatrice di azoto (fino a 120kg/ha); non necessita fertilizzanti aggiuntivi
PotaturaNessuna
MoltiplicazioneSemina diretta (marzo-aprile o agosto-settembre)
Malattie e parassitiVerticillium, Sclerotinia, lumache, anguillule; generalmente resistente
Difficoltà di coltivazioneFacile, rustica, poco impegnativa

Potrebbe interessarti anche