laburnum anagroides

Alberi

Maggiociondolo

In questo articolo si parla del maggiociondolo. Si danno notizie in breve sui laburni e ci si focalizza sul tipo anagyroides, il comune maggiociondolo. Si parla delle sue caratteristiche e si danno consigli sulla coltivazione, esposizione, potatura e terreno preferito. Si mette in guardia dai parassiti e si danno nozioni sui suoi utilizzi più comuni.

di Redazione

14 settembre 2010

Il Maggiociondolo

Il maggiociondolo, nome comune per laburnum anagyroides, appartenente alla famiglia delle Leguminose, è un albero che può sfoggiare una bellissima fioritura e per questo è piena di fascino la sua figura con cui arricchisce di gioiosi colori parchi e giardini. In generale i laburni sono alberi rustici, dalla coltivazione non complicata e dalla sicura fioritura. La loro bellezza sta nei rigogliosi “grappoli” di fiori che donano una esaltante esibizione di colori, non molto consueta nei giardini. Sono piante longeve con un tronco robusto - circa un metro di circonferenza - ma di altezza e apertura della chioma ridotta, adatti anche a spazi non particolarmente grandi. Anche il maggiociondolo, tra questi, è da considerarsi un albero di medie dimensioni, arrivando all'altezza di 10 metri circa e presentando una chioma rada, senza grande circonferenza, con rami che tendono a incurvarsi. Questa pianta ha origine nell'Europa centro-meridionale e, nel nostro paese, è diffusa specialmente in esemplari isolati o in gruppi di numero ridotto fino a 1000 metri d'altezza sul livello del mare. La sua corteccia ha un interessante tonalità marrone verdastra, mentre all'interno il legno presenta un colore marrone rossastro ed è stato sovente utilizzato per sculture, ma anche per la costruzione di strumenti musicali. Notevole il suo abbondante fiorire dorato, che esplode in grappoli penduli d'oro e che ben si associa al verde del fogliame che muta in giallo nel corso dell'autunno. Questo affascinante giallo su giallo consente di beneficiare di una vivace colorazione per molti mesi dell'anno all'interno del giardino. L'apprezzamento per la pianta aumenta considerando che le sue ridotte dimensioni, come per gli altri laburni, ne consentono una semplice coltivazione anche per aree verdi di non grandi dimensioni.

Foglie, fiori, frutti

Le foglie del maggiociondolo, nel contrasto cromatico con i fiori, sono una delle sue caratteristiche più apprezzate a livello ornamentale: sono piccole foglie tonde, composte ciascuna da tre piccole foglioline con tonalità verde lucido, molto vivaci nella stagione estiva. I fiori, davvero affascinanti, hanno una bella tonalità dorata e in primavera rifulgono nel loro aprirsi a profusione, tanto che in lingua tedesca il nome dell'albero si traduce, in modo assai pertinente, in “pioggia dorata”. I fiori sono dunque dei grappoli pendenti di color oro. I frutti infine sono dei legumi, neri baccelli contenenti semi rotondi, scuri e - importante a sapersi - velenosi.

Coltivazione

Il maggiociondolo va seminato nel mese di ottobre in un vaso, dentro apposita composta da semi. Successivamente si esegue il trapianto nel vivaio. Ad un anno di distanza, all'ottobre seguente circa, le piante vanno poste nelle definitiva dimora e gli esemplari più giovani abbisognano di opportuni tutori che li aiutino a giungere ad un attecchimento completo. Capita che esemplari ibridi, che sono stati moltiplicati per seme, facciano crescere delle piante che possono presentar caratteri diversi rispetto ai genitori: è necessario dunque procedere con innesti.

Terreno

La sua rusticità consente alla pianta di crescere senza particolari difficoltà in tutti i terreni. Tuttavia la sua preferenza va a quelli profondi, sciolti, che possano vantare inoltre un'ottima fertilità. Cresce bene anche in suoli argillosi o calcarei.

Esposizione

Il maggiociondolo preferisce zone soleggiate o semi soleggiate. Non gradisce i venti salsi mentre ha un'ottima sopportazione nei confronti dell'inquinamento atmosferico.

Potatura

Per una crescita armoniosa, il maggiociondolo non ama tagli e potature di sorta, privilegiando uno sviluppo naturale.

Parassiti

Il pericolo più diffuso per l'albero è costituito dall'armillariella mellea che durante la primavera causa una mancata apertura dei fiori, un disseccamento dei rami e l'ingiallimento delle foglie. Questo conduce in breve al marcire delle radici e al decesso della pianta.

Utilizzi

La sua notevole presenza ornamentale lo rende, come detto, molto apprezzato per parchi e giardini, come albero ma anche in qualità di arbusto sui pergolati. Il maggiociondolo è inoltre utilizzato con ottimi risultati per il consolidamento di scarpate, dei pendii o di rive ghiaiosee che presentano pericoli di smottamenti. All'interno di un giardino può essere usato sia come albero isolato, ma anche per la costruzione di quinte o vialetti ai lati del percorso. Ma un uso diffuso del maggiociondolo è anche come copertura di una pergola: se si piegano le fronde con abilità e si legano alla struttura da coprire si può ricreare un notevolissimo effetto glicine. Nella sua coltivazione in giardino è però importantissimo ricordare che questo albero è velenoso in tutte le sue parti, contenendo un pericoloso alcaloide, la cistina, specie nei legumi che produce e che possono attrarre dei bambini. In presenza di questi è dunque consigliabile bruciare i legumi o fare estrema attenzione che i bambini non li maneggino.

Altre specie

L'anagyroides presenta anche una specie non pendula, ma con forma verticale, chiamata pyramidalis. C'è poi il laburno vossii, detto anche watereri, ibrido tra le due specie, che fiorisce ancor più abbondantemente e ha racemi che arrivano anche a lunghezze di 50 centimetri. Il laburno adamii, infine, ibrido tra un cytisus con fiori porpora e un laburno con fiori gialli che compaiono con un bell'effetto sugli stessi grappoli di fiori.

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Domande frequenti

  • Il maggiociondolo è velenoso per bambini e animali domestici?
    Sì, il maggiociondolo (Laburnum anagyroides) è altamente tossico in tutte le sue parti. Contiene un pericoloso alcaloide chiamato cistina, presente soprattutto nei legumi (baccelli neri) e nei semi. L'ingestione di queste parti può causare gravi avvelenamenti. È fondamentale prestare massima attenzione se si hanno bambini piccoli o animali domestici che potrebbero essere tentati di mangiare i baccelli caduti a terra. Si consiglia di raccogliere e distruggere i legumi maturi per prevenire incidenti.
  • Come si effettua la potatura del maggiociondolo?
    Il maggiociondolo non richiede potature frequenti e non ama i tagli drastici. Per una crescita armoniosa, è meglio privilegiare uno sviluppo naturale, limitandosi a rimuovere solo i rami secchi, danneggiati o malati. Eventuali interventi di contenimento dovrebbero essere fatti con cautela dopo la fioritura. Evitare di tagliare troppo drasticamente per non compromettere la salute della pianta e la successiva produzione di fiori, poiché questa specie predilige uno sviluppo libero e spontaneo.
  • In quale periodo si seminano i semi di maggiociondolo?
    La semina del maggiociondolo va effettuata idealmente nel mese di ottobre. I semi devono essere inseriti in apposita composta per semi all'interno di vasi. Dopo la germinazione, le piantine vengono trasferite in vivaio per un anno. L'anno successivo, sempre verso ottobre, le piante sono pronte per essere trapiantate nella loro dimora definitiva nel giardino. È utile fornire tutori agli esemplari giovani per favorire un corretto attecchimento e sostegno iniziale.
  • Quali sono le condizioni ideali di esposizione e terreno?
    Il maggiociondolo preferisce posizioni soleggiate o semi-soleggiate. Tollera bene l'inquinamento atmosferico, ma non gradisce i venti salsi marini. Per quanto riguarda il substrato, è una pianta rustica che cresce in vari tipi di suolo, mostrando tuttavia una preferenza per terreni profondi, sciolti e ricchi di sostanza organica. Si adatta comunque bene anche a suoli argillosi o calcarei, garantendo una buona vegetazione senza eccessive pretese colturali.
  • Cosa fare se il maggiociondolo mostra ingiallimento e disseccamento?
    Questi sintomi, spesso accompagnati da mancata apertura dei fiori, indicano probabilmente un attacco di Armillariella mellea, un fungo patogeno che causa il marciume delle radici. La malattia porta rapidamente al disseccamento dei rami e al decesso della pianta. Non esistono cure efficaci una volta che la sintomatologia è avanzata. La prevenzione è chiave: evitare ristagni idrici e stress alla pianta aiuta a contrastare l'insorgenza. In caso di infezione grave, l'unica soluzione è l'estirpazione completa della pianta infetta per proteggere quelle vicine.

Scheda Tecnica

Laburnum anagyroides

Nome scientificoLaburnum anagyroides
FamigliaLeguminose
Tipo di piantaAlbero di medie dimensioni
OrigineEuropa centro-meridionale
EsposizioneSoleggiata o semi-soleggiata
TerrenoProfondo, sciolto, fertile, anche argilloso o calcareo
FiorituraPrimavera (grappoli penduli dorati)
AltezzaFino a 10 metri
PotaturaMinima, sviluppo naturale
MoltiplicazioneSemina (ottobre) o innesto
Malattie e parassitiArmillariella mellea (marciume radicale)
Difficoltà di coltivazioneColtivazione facile/rustica

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