Varietà di cocomeri senza semi

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Cocomeri

I cocomeri, detti anche angurie, sono frutti estivi buonissimi, dissetanti, leggeri e pieni di effetti benefici per la nostra salute. Le piante di cocomero amano climi caldi e tropicali, ma con determinati accorgimenti possono essere coltivati con buoni risultati anche alle nostre latitudini.

di Redazione

09 dicembre 2014

Cocomeri

I cocomeri sono frutti buonissimi da mangiare in estate, quando il caldo è intenso: una bella fetta disseta e ci regala una buona dose di vitamine e sali minerali. Possiamo dire che questa caratteristica dell'anguria, come viene comunemente chiamato il cocomero nelle regioni del Nord Italia, è un vero toccasana in estate, perché una merenda a base di questo frutto diventa una vera integrazione dei sali minerali persi per il calore e la sudorazione. Il cocomero si presta molto bene anche alla preparazione di gustose macedonie. Costituito per più del novanta per cento da acqua, il cocomero è ricco anche di vitamina C, A e B e naturalmente di zuccheri semplici e facilmente assimilabili come il fruttosio, che ci regala una sferzata di energia immediatamente disponibile. Per il colore vivace e il gusto fresco e delicato, è un frutto molto amato e ben tollerato anche dai bambini.

Le piante di cocomero

La pianta dei cocomeri è un rampicante e dà i frutti una sola volta all'anno, nel periodo compreso tra giugno e settembre. Variazioni della stagione, come estati anticipate o prolungate, possono ovviamente variare i tempi di fioritura, produzione e maturazione dei frutti. Le foglie della pianta di cocomero hanno una forma più o meno triangolare e sono coperte da una peluria spessa e ruvida. I fiori sono non molto grandi e bianco-gialli. Il frutto può avere forma ovale o più tondeggiante, e può pesare da due o tre chilogrammi, per arrivare ad esemplari che possono anche superare i venti chilogrammi. Comunque questo è difficile che avvenga alle nostre latitudini,a meno che non si stia parlando di coltivazione in serra. La polpa del frutto di solito è rossa, ma ci sono delle qualità, piuttosto rare e di non comune utilizzo da noi, che presentano colori diversi, come il bianco o il giallo.

La coltivazione della pianta di cocomero

La pianta del cocomero è rampicante: i rami possono essere fatti crescere usando delle canne o dei bastoni come sostegno, oppure possono essere fatti semplicemente allargare sul terreno, e in questo caso richiederanno un po' di spazio disponibile, almeno due o tre metri quadri a pianta. La fioritura non prende il via fino a quando le temperature non sono abbastanza elevate, per cui solitamente a maggio-giugno si cominciano a vedere i primi fiori. La concimatura del terreno deve essere abbondante. La pianta del cocomero vuole molto sole. Non teme il caldo, ma vuole molta acqua. Questa però non deve ristagnare, altrimenti i rami rischiano di marcire. Al momento della maturazione dei frutti, bisognerà ridurre le innaffiature, altrimenti i cocomeri rischiano di diventare acquosi e poso saporiti.

Curiosità sul cocomero

Il nome scientifico del cocomero è citrullus ianatus. Viene detto anche anguria, nel Nord Italia e melone d'acqua invece nel Sud. In inglese è analogamente chiamato watermelon. In effetti assomiglia molto a un melone, con la differenza che la polpa è, appunto, molto più acquosa. Finché non appaiono i frutti, è molto facile confondere la pianta di cocomero con quella del cetriolo, e in effetti appartengono alla stessa famiglia, quella delle cucurbitacee: non a caso se si mangia un cocomero non maturo, il retrogusto che si sentirà sarà appunto l'aroma tipico del cetriolo. C'è la possibilità di far sì che i cocomeri non siano tondeggianti, come si presentano in natura: facendo crescere i frutti in recipienti di forma diversa, questi si adatteranno al contenitore. Se poi cercate un'idea originale per una macedonia, tagliate in due un cocomero, svuotatelo della polpa, che unirete ad altra frutta, e usate le due metà per riempirle con la macedonia e per usarle come originale recipiente da portare in tavola.

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Domande frequenti

  • Come si coltiva il cocomero in Italia?
    Il cocomero ama il caldo e il pieno sole, quindi va seminato direttamente in orto solo dopo le ultime gelate primaverili, generalmente tra aprile e maggio. La pianta ha bisogno di molto spazio, almeno 2-3 metri quadrati per esemplare, poiché i rami si espandono notevolmente. È fondamentale preparare un terreno ricco e ben drenante: il cocomero richiede abbondanti annaffiature durante la fase vegetativa, ma bisogna ridurre drasticamente l'acqua quando i frutti stanno maturando per evitare che diventino acquosi e insipidi. Attenzione ai ristagni idrici che causano marcescenza.
  • Quali sono i valori nutrizionali del cocomero?
    Il cocomero è composto per oltre il 90% da acqua, rendendolo ideale per reidratarsi nei giorni caldi. È povero di calorie ma ricco di zuccheri semplici come il fruttosio, che forniscono energia immediata. Contiene significative quantità di vitamina C, vitamina A e vitamine del gruppo B, oltre a sali minerali essenziali. Queste caratteristiche lo rendono un frutto dissetante, leggero e benefico per reintegrare i liquidi e i minerali persi con la sudorazione estiva, adatto anche ai bambini per il suo sapore dolce e delicato.
  • Si può confondere il cocomero con altre piante?
    Sì, finché non compaiono i frutti, la pianta di cocomero è molto simile a quella del cetriolo, poiché entrambe appartengono alla famiglia delle Cucurbitacee. Questo legame biologico spiega anche il sapore leggermente erbaceo o di cetriolo che si avverte se si mangia il cocomero ancora immaturo. Tuttavia, distinguendole è possibile: le foglie del cocomero sono più grandi, triangolari e ricoperte da una peluria spessa e ruvida, mentre i fiori sono bianco-giallastri. Una volta fruttificata, la distinzione è ovvia grazie alla grande dimensione e alla forma tipica del frutto.
  • Esistono varietà di cocomero dalla polpa colorata?
    Sebbene la maggior parte dei cocomeri commerciali abbia la polpa rossa tradizionale, esistono varietà con colori diversi, come il giallo o il bianco. Queste varianti sono meno comuni e difficili da trovare nei mercati italiani standard, essendo spesso considerate nicchie o varietà antiche. Nonostante la differenza cromatica, il contenuto acquoso e le proprietà dissetanti rimangono simili. La scelta del colore dipende principalmente dalle preferenze estetiche e dal gusto, che può variare leggermente in termini di intensità dello zucchero tra le diverse cultivar.
  • Come si possono ottenere cocomeri di forme strane?
    È possibile modificare la forma naturale tonda o ovale del cocomero facendolo crescere all'interno di contenitori trasparenti o opachi di varie forme geometriche. Applicando questo metodo mentre il frutto è ancora piccolo sulla pianta, la buccia si adatterà alla forma del contenitore man mano che il cocomero cresce. Si tratta di una tecnica curiosa e decorativa, spesso usata per creare oggetti unici da esporre o regalare. Una volta maturato, il cocomero può essere rimosso dal contenitore mantenendo la forma impressa, offrendo un risultato visivamente sorprendente per macedonie o decorazioni festive.

Scheda Tecnica

Citrullus lanatus

Nome scientificoCitrullus lanatus
FamigliaCucurbitacee
Tipo di piantaErba annuale rampicante
OrigineAfrica tropicale/subtropicale
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaNon tollera il freddo; necessita di climi caldi
TerrenoRicco, drenante, fertile; preferisce terreni sabbiosi o franco-sabbiosi
IrrigazioneAbbondante durante la crescita, ridotta in fase di maturazione per evitare ristagni
FiorituraMaggio-Giugno (in Europa)
AltezzaRampicante, si espande sul terreno (serve spazio di 2-3 mq/pianta)
ConcimazioneAbbondante, ricca di nutrienti
PotaturaNon necessaria, ma si possono guidare i rami su sostegni
MoltiplicazioneSemina diretta in primavera dopo le ultime gelate
Malattie e parassitiSusceptible a marciumi radicali per ristagno idrico, afidi, mosche bianche
Difficoltà di coltivazioneMedia; richiede calore costante e gestione attenta dell'acqua

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