Piantine fave

coltivare orto

Semina fave

La semina fave può essere fatta a partire dall'autunno per raccogliere le prime fave già nei mesi primaverili.

di Redazione

28 dicembre 2016

Semina autunnale o primaverile

Volendo rispettare le antiche tradizioni contadine le fave, come altri tipi di leguminose, andrebbero seminate durante le fasi di luna crescente. Possiamo iniziare con la semina fave in autunno ottenendo i primi baccelli all'inizio della primavera successiva. In alternativa potremo invertire il ciclo, seminando a primavera e raccogliendo nel giro di soli 3 mesi. In pratica la coltivazione autunnale e invernale ha una durata doppia rispetto a quella effettuata nella stagione più favorevole. Il prodotto risulta comunque buono in entrambi i casi. In merito alle irrigazioni ci dovremo regolare, dunque, a seconda della stagionalità scelta. Per la coltivazione autunnale potrebbe non essere affatto necessario intervenire a supporto delle piogge. A primavera inoltrata, invece, se le precipitazioni sono assenti da più giorni può essere utile annaffiare regolarmente la pianta.

Semina e cura delle piante

La semina va fatta ad una distanza di almeno 25cm tra una piantina e l'altra e più di mezzo metro per la coltivazione su più file. Nelle fasi caratterizzate da un freddo intenso, può essere necessario rincalzare la pianta, ovvero aggiungere terra alla base per proteggere l'apparato radicale. Periodicamente avremo cura di rimuovere le malerbe, con una sarchiatura leggera smuovendo il terreno senza danneggiare le radici della pianta di fave. Frequenti cimature consentono la crescita di una vegetazione più rigogliosa e uniforme, con una produzione migliore, proteggendo peraltro la pianta dagli attacchi degli afidi. Per le esposizioni in luoghi particolarmente caratterizzati da venti intesi è opportuno assicurare le piante ad un supporto, con una rete o, semplicemente, creando una sorta di filare con due paletti e del filo a più altezze parallele.

Terreno ideale

La semina delle fave può essere effettuata anche in un terreno non particolarmente ricco. Come le altre specie di leguminose anche la pianta di fava fissa l'azoto nel terreno in modo autonomo durante lo sviluppo. È un ottimo fertilizzante naturale ed è pertanto adatta per iniziare le rotazioni con altri ortaggi, compresi i più esigenti in termini di sostanze nutrienti. Se proprio il nostro appezzamento d'orto è arido e poco fertile, possiamo aiutare la terra vangando preventivamente e distribuendo del letame maturo. Una volta rastrellato e mischiato il tutto, all'occorrenza aggiungendo del compost biologico ben decomposto, aspettiamo il periodo giusto per la semina delle fave, quando la terra avrà assorbito le sostanze fertilizzanti. Successivamente lasceremo che la pianta si sviluppi senza ulteriori interventi di fertilizzazione e limitandosi ad incrementare le annaffiature in fase di fioritura.

Clima e avversità

La semina delle fave può essere fatta in zone caratterizzate da climi anche molto diversi tra loro. Si può coltivare in pianura o ad altezze collinari, in tutte le regioni d'Italia. Tuttavia la pianta cresce meglio dove il clima è temperato. Se è vero che è molto resistente, è altrettanto vero che soffre le condizioni estreme. Sarebbe meglio non esporre la pianta di fave a temperature che vanno ben al di sotto dello zero in inverno e nemmeno al caldo torrido e la siccità prolungata dell'estate. La pianta può essere attaccata da afidi, per cui è meglio cimarla, parassiti, e malattie. Si può ricorrere ad un prodotto specifico che possiamo acquistare nei negozi di giardinaggio. Oppure si può aggiungere all'acqua per l'annaffiatura un decotto naturale a base di erbe. È importante evitare la formazione di pozzanghere alla base della pianta, che formerebbero pericolosi marciumi.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quando è il momento migliore per seminare le fave?
    Le fave possono essere seminate in due periodi distinti. La semina autunnale, da ottobre a novembre, permette di ottenere i primi baccelli all'inizio della primavera successiva, offrendo una raccolta anticipata. In alternativa, è possibile effettuare la semina primaverile, da febbraio a marzo, raccogliendo i frutti dopo circa tre mesi. Entrambe le tecniche garantiscono prodotti di buona qualità, ma la coltivazione autunnale richiede una gestione diversa delle irrigazioni e delle protezioni dal gelo.
  • Come si prepara il terreno per la semina delle fave?
    Le fave sono leguminose capaci di fissare l'azoto nel suolo, quindi non richiedono terreni eccessivamente ricchi. Se il terreno è povero o arido, è consigliabile vangarlo preventivamente e distribuire letame maturo o compost biologico ben decomposto, lasciandolo assorbire prima della semina. È fondamentale garantire un buon drenaggio: la pianta soffre i ristagni idrici che possono causare pericolosi marciumi radicali. Un terreno sciolto e lavorato è ideale per lo sviluppo dell'apparato radicale.
  • Quali cure colturali sono necessarie per le fave?
    Durante la coltivazione, è importante mantenere il terreno libero dalle malerbe mediante sarchiature leggere. In caso di freddo intenso, si consiglia di rincalzare la pianta, aggiungendo terra alla base per proteggere le radici. La cimatura frequente dei getti apicali favorisce una vegetazione più rigogliosa, uniforma la produzione e aiuta a prevenire gli attacchi degli afidi. Inoltre, in zone ventose, è opportuno sostenere le piante con reti o paletti per evitarne il piegamento.
  • Quanto spesso bisogna innaffiare le fave?
    L'irrorazione dipende dalla stagione di semina. Nella coltivazione autunnale-invernale, le piogge naturali sono solitamente sufficienti e interventi extra sono rari necessari. Al contrario, nella semina primaverile, soprattutto se le precipitazioni scarseggiano, è vitale annaffiare regolarmente per tutta la durata della crescita. Un’attenzione particolare va riservata alla fase di fioritura e ingrossamento dei baccalli, mantenendo il terreno umido ma mai zuppo per evitare stress idrici che compromettono la resa.
  • Come difendere le fave dagli afidi e dai parassiti?
    Il metodo preventivo più efficace contro gli afidi è la cimatura delle sommità, che rende la pianta meno appetibile e favorisce una crescita sana. Se l'infestazione è già in atto, si può ricorrere a trattamenti specifici acquistabili nei negozi specializzati o utilizzare rimedi naturali come decotti a base di erbe insettifughe aggiunti all'acqua di irrigazione. Evitare sempre il ristagno d'acqua alla base del fusto per prevenire marciumi fungini, che rappresentano un'altra minaccia principale per la salute della pianta.

Scheda Tecnica

Vicia faba

Nome scientificoVicia faba
FamigliaFabacee (Leguminose)
Tipo di piantaEracea annuale
OrigineMedio Oriente / Nord Africa
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoSciolto, drenante, fertile ma adattabile a terreni poveri
IrrigazioneRegolare in primavera/estate, moderata in autunno/inverno
FiorituraPrimavera (aprile-maggio)
Altezza80-120 cm
ConcimazioneNecessaria solo se terreno molto povero (letame/compost prima della semina)
PotaturaCimatura dei getti apicali per favorire ramificazione e prevenire afidi
MoltiplicazioneSemina diretta in autunno o primavera
Malattie e parassitiAfidi, ragnetto rosso, marciumi radicali da ristagno idrico
Difficoltà di coltivazioneFacile