Spicchi aglio germogliati

coltivare orto

Semina aglio

La semina dell'aglio può essere effettuata a partire dagli spicchi dell'aglio che utilizziamo in cucina.

di Redazione

14 dicembre 2016

Semina dell'aglio: l'irrigazione

L'aglio può essere seminato sia in vaso che in pieno campo. Nel vaso andremo a bagnare la terra ogni volta che si asciuga, cercando di non lasciar seccare il terreno durante le prime fasi di sviluppo della piantina. Se invece abbiamo deciso per la semina dell'aglio direttamente nell'orto, dovremo annaffiare finché la giovane piantina non sarà spuntata, anche con interventi quotidiani, ovviamente senza esagerare. Durante la stagione delle piogge potrebbe essere più che sufficiente l'apporto idrico dovuto alle normali precipitazioni atmosferiche. L'aglio tollera anche periodi di breve siccità. Per cui, anche con l'arrivo della stagione torrida, è utile evitare di esagerare con le annaffiature. un'annaffiatura troppo abbondante provocherebbe una crescita della parte aerea a discapito del bulbo. Le tecniche di coltivazione differiscono anche dalla qualità dell'aglio. Si può seminare a partire da Ottobre facendo trascorrere alla piantina la stagione invernale, praticamente senza la necessità di cure, oppure si semina tra Febbraio e Marzo.

Come prendersi cura dell'aglio

L'aglio può essere moltiplicato a partire dagli spicchi che abbiamo in cucina. È importante scegliere una varietà biologica, acquistata in supermercato nel reparto dedicato, oppure comprando i bulbi presso un vivaista di fiducia. Le varietà di aglio non biologico potrebbero essere state trattate appositamente per rallentare lo svilupparsi del germoglio. Appena germogliata la piantina non avrà bisogno né di supporti per crescere né di particolari cure. Di tanto in tanto andremo a rinfrescare il terreno liberandolo dalle erbacce infestanti che sottraggono importante nutrimento, facendo attenzione a non operare in profondità rovinando il bulbo. Questa operazione potrà essere effettuata con l'ausilio di una zappetta, semplicemente lavorando la superficie della terra senza scavare. I trattamenti con prodotti specifici non sono necessari poiché l'aglio è una pianta abbastanza resistente che si adatta a diverse situazioni di coltivazione.

Concimazione e terreno

Il terreno ideale per la coltivazione dell'aglio è sciolto e ben drenato. Per quanto riguarda la coltivazione all'interno dei vasi, si può utilizzare del comunissimo terriccio universale, comprandolo in un negozio di giardinaggio. Sul fondo del contenitore andrebbe messa l'argilla espansa, proprio per favorire la fuoriuscita dell'acqua se le annaffiature sono in eccesso. In pieno campo servirà un terreno che garantisca un ottimo assorbimento delle precipitazioni atmosferiche. Dovremo pertanto preparare in anticipo la terra con una vangatura profonda di almeno 40cm. Si potrà arricchire il terreno con del letame maturo o del concime organico pronto da mescolare con la terra. Può essere utile aggiungere anche del compost naturale, purché sia ben decomposto prima di entrare in contatto con i bulbi. Gli spicchi dell'aglio vanno interrati ad una distanza sufficiente per svilupparsi, almeno di 20cm sulla fila e 40cm per le coltivazioni su file parallele.

Esposizione, clima e malattie

L'aglio può stare a tutto sole o in una zona dove i raggi arrivano direttamente almeno per alcune ore durante la giornata. Si adatta al clima di tutte le regioni d'Italia e può essere coltivato sia in pianura che in collina. Una buona ventilazione tra le piante favorisce lo sviluppo. Come tutte le piante anche l'aglio può essere attaccato da patologie fungine, muffe e parassiti. Le malattie più diffuse sono dovute all'esagerazione delle operazioni di annaffiatura. Le muffe possono arrivare a rovinare irrimediabilmente i bulbi di tutto il raccolto. Prima di ricorrere a sconsigliati interventi chimici è importante valutare se stiamo dando il giusto apporto idrico, eventualmente sospendendo le annaffiature. Dobbiamo sempre tenere in considerazione che la parte della pianta interessante per il consumo in cucina non è quella aerea ma il bulbo che sta sottoterra e che deve crescere in un ambiente adatto non troppo umido.

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Domande frequenti

  • Quando è il periodo migliore per seminare l'aglio?
    La semina dell'aglio può avvenire in due momenti distinti. La tecnica più comune è l'autunnale, tra ottobre e novembre: gli spicchi vengono interrate prima dell'inverno e sviluppano un apparato radicale robusto, garantendo una raccolta precoce l'estate successiva. In alternativa, è possibile effettuare la semina primaverile, tra febbraio e marzo, soprattutto nelle zone climatiche più rigide dove il gelo invernale potrebbe danneggiare i bulbi. Entrambe le date sono valide, ma la semina autunnale tende a produrre bulbi generalmente più grandi e vigorosi.
  • Posso usare gli spicchi dell'aglio da cucina per la semina?
    Sì, è possibile utilizzare gli spicchi provenienti dall'orto o dal supermercato, ma con una precauzione fondamentale. È preferibile scegliere aglio biologico o certificato, poiché le varietà convenzionali vendute nei supermercati sono spesso trattate con sostanze antigermoglienti per prolungarne la conservazione. Questo trattamento impedisce ai bulbi di germogliare correttamente. Se si usano spicchi trattati, la germinazione fallirà. Inoltre, assicurarsi che gli spicchi siano sani, privi di muffe o segni di deperimento, per garantire uno sviluppo sano della nuova pianta.
  • Quanto e come irrigare l'aglio durante la coltivazione?
    L'aglio richiede un'irrigazione moderata e ben dosata. Nelle fasi iniziali, dopo la semina, il terreno va mantenuto leggermente umido per favorire la germinazione e la nascita della piantina. Successivamente, le annaffiature devono essere ridotte: l'aglio tollera bene brevi periodi di siccità. Attenzione agli eccessi: un'irrigazione troppo abbondante o frequente provoca una crescita eccessiva della parte aerea a discapito del bulbo e favorisce pericolose infezioni fungine e marciumi. Durante le piogge naturali, spesso non è necessario intervenire. Sospendere le annaffiature qualche settimana prima della raccolta per permettere ai bulbi di maturare.
  • Che tipo di terreno e esposizione serve per l'aglio?
    L'aglio predilige terreni sciolti, leggeri e soprattutto ben drenati. Un suolo compatto o argilloso, che trattiene troppa acqua, causa rapidamente il marciume dei bulbi. Il pH dovrebbe essere neutro o leggermente alcalino. Per quanto riguarda l'esposizione, la pianta ama il sole diretto, necessitando di almeno 6-8 ore di luce giornaliera per una corretta fotosintesi e sviluppo del bulbo. Tollera comunque il clima italiano, sia in pianura che in collina, purché il drenaggio sia ottimale. In vaso, usare terriccio universale misto a materiale drenante come argilla espansa sul fondo.
  • Come prevenire le malattie dell'aglio?
    La maggior parte delle patologie dell'aglio, specialmente quelle fungine e le muffe, è causata da un'eccessiva umidità del suolo e da un cattivo drenaggio. Per prevenirle, evita di innaffiare troppo frequentemente e assicurati che il terreno sia sciolto. Mantieni la zona circostante libera da erbe infestanti che competono per le risorse e trattengono umidità. Non è generalmente necessario l'uso di pesticidi chimici, poiché l'aglio è una pianta resistente. Se noti sintomi di malattia, interrompi subito le annaffiature e valuta la ventilazione tra le piante. La rotazione colturale (non piantare aglio nello stesso posto per anni) aiuta inoltre a ridurre il rischio di accumulo di patogeni nel terreno.

Scheda Tecnica

Allium sativum

Nome scientificoAllium sativum
FamigliaAmaryllidaceae
Tipo di piantaGeofita bulbosa
OrigineAsia centrale
EsposizionePieno sole o mezz'ombra leggera
TerrenoSciolto, ben drenato, ricco di sostanza organica
IrrigazioneModerata; frequente solo all'inizio, poi ridotta per evitare marciumi
FiorituraGiugno-Luglio (spata sferica, spesso rimossa per focalizzare energia sul bulbo)
Altezza30-80 cm
ConcimazioneLetame maturo o compost ben decomposto prima della semina; evitare azoto eccessivo
PotaturaNessuna potatura necessaria; eliminare solo foglie secche o malate
MoltiplicazionePer divisione dei bulbilli (spicchi) in autunno (ott-nov) o primavera (feb-mar)
Malattie e parassitiMarciumi radicali/fungini da eccesso idrico, afidi, tripidi, ragnetto rosso
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, molto rustica e resistente