Raccolta porri

coltivare orto

Porro coltivazione

Il porro coltivazione è molto facile e può essere praticata più volte lungo il corso dell'anno.

di Redazione

22 dicembre 2016

L'irrigazione

È una pianta che resiste a lunghi periodi di siccità, ma anche alla forte umidità dei periodi invernali. Per avere un buon raccolto di porri è necessario apportare giornalmente una giusta quantità di acqua. In estate si procederà ad innaffiare le piante due volte al giorno, mattino e sera, in inverno sarà sufficiente l'irrigazione nel primo pomeriggio in modo tale da permettere alle radici di poter assorbire con tranquillità l'acqua. Il suolo deve restare umido tra un'anaffiatura e l'altra. L'acqua non deve essere calcarea, meglio se si procede all'irrigazione con l'utilizzo di acqua piovana opportunamente raccolta. Evitare però il ristagno, la troppa acqua, in estate e primavera, causa il marciume e malattie dell'apparato radicale e del bulbo; in inverno alle basse temperature si gela provocando la morte della pianta.

Coltivazione e cura

Il porro coltivazione può essere fatta inizialmente in semenzaio. Dopo che i semi saranno germogliati e sviluppati per circa 2 cm, le piantine saranno trapiantate in contenitori più ampi ad una distanza di 2 cm l'una dall'altra. Dopo i primi mesi di crescita le piantine saranno sottoposte a marzo al processo di rinvigorimento, con il trasferimento delle piantine in aperto terreno. Sarà necessario realizzare delle file di buche di circa 15 cm di profondità ogni 30 cm. Ogni fila sarà distanziata dalle altre per 40 cm. Alle piantine va tolta la cima del fusto e vanno infilate nelle buche facendo fuoriuscire solo pochi cm della parte verde esterna del porro. Con questa operazione si permette alla pianta di sviluppare l'apparato radicale necessario alla rigenerazione dell'apparato fogliare esterno.

La concimazione

Il porro si adatta a qualsiasi tipo di terreno, sia ricco di sostanze nutritive e idriche, sia arido e povero di umidità. Tuttavia se si vuole uno sviluppo rigoglioso delle piante, è bene procedere ad una buona concimazione del suolo prima di porre a dimora i semi. La fertilizzazione da adottare è unicamente biologica, costituita da letame ben maturo, setacciato e mescolato a torba. Il concime deve essere sparso sul terreno prima di una leggera aratura, che effettuerà un rimescolamento del terriccio e del compost organico apportato. Dopo questa operazione il suolo risulterà ben aerato con una buona carica di sostanza nutritiva per l'impianto delle piantine. L'apporto di azoto permetterà all'apparato radicale di svilupparsi in profondità per raggiungere la zona del terreno con più alto livello di umidità.

Esposizione, malattie e rimedi

Il porro è una pianta robusta, che cresce sia in pieno sole che a mezz'ombra. I parassiti del porro sono gli stessi che colpiscono la cipolla. Tra i più diffusi si ritrova la ruggine che crea delle macchie scure sulle parti verdi della pianta. Altro parassita è la peronospora che causa la morte della pianta attraverso la lenta necrosi prima delle parti verdi e poi del bulbo presente sotto terra. Altro attacco da fungo è l'alternariosi, che colpisce sia il seme che la pianta e causa, anche in questo caso la necrosi prima di alcune parti e poi dell'intera pianta. Infine la malattia conosciuta con il nome di marciume bianco, causa il progressivo ingiallimento della pianta e la caduta delle foglie più vecchie. Infine il pericolo più frequente è l'attacco di nematodi, larve di mosca presenti nel terreno che attaccano il bulbo e compromettono interi raccolti. Il rimedio biologico adottato per combattere gli attacchi fungini è l'utilizzo di rame sciolto nell'acqua di irrigazione.

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Domande frequenti

  • Come e quando irrigare correttamente il porro?
    Il porro richiede un apporto idrico costante per mantenere il terreno umido, ma mai zuppo. In estate, annaffia due volte al giorno (mattino e sera) per evitare stress termici e garantire lo sviluppo del bulbo. In inverno, una singola irrigazione nel primo pomeriggio è sufficiente, permettendo alle radici di assorbire l'acqua prima del calo notturno delle temperature. È fondamentale utilizzare acqua piovana o non calcarea ed evitare assolutamente i ristagni idrici, che in primavera ed estate favoriscono il marciume radicale, mentre in inverno possono causare il congelamento e la morte della pianta.
  • Qual è la procedura corretta per il trapianto delle piantine di porro?
    Dopo aver fatto germinare i semi in semenzaio e aver raggiunto i 2 cm di altezza, trapianta le piantine in vasi più ampi distanziandole di 2 cm. A marzo, effettua il rinvigorimento trasferendole in piena terra. Scava buche profonde 15 cm, distanziate 30 cm l'una dall'altra, con file separate da 40 cm. Prima di inserire la piantina nella buca, taglia la cima del fusto: questo stimola lo sviluppo radicale. Inserisci la pianta lasciando fuoriuscire solo pochi centimetri della parte verde superiore, favorendo così la rigenerazione dell'apparato fogliare e un bulbo più vigoroso.
  • Che tipo di concimazione è consigliata per il porro?
    Per ottenere uno sviluppo rigoglioso, il porro beneficia di una concimazione biologica effettuata prima della messa a dimora. Utilizza letame ben maturo e setacciato, miscelandolo con torba. Spargi questo composto sul terreno e esegui una leggera aratura per incorporarlo e aerare il substrato. Questo apporto di sostanza organica fornisce nutrienti essenziali e migliora la struttura del suolo. L'azoto contenuto nel concime è cruciale perché spinge l'apparato radicale a svilupparsi in profondità, consentendo alla pianta di raggiungere le zone del terreno con maggiore disponibilità di umidità durante la stagione vegetativa.
  • Quali sono le principali malattie e parassiti che colpiscono il porro?
    Il porro è soggetto a diverse minacce fungine e parassitarie. Tra le malattie crittogamiche vi sono la ruggine (macchie scure sulle foglie), la peronospora (necrosi rapida di foglie e bulbo), l'alternariosi (necrosi progressiva) e il marciume bianco (ingiallimento e caduta delle foglie inferiori). Un pericolo significativo arriva dai nematodi, larve di mosca che attaccano il bulbo sotterraneo compromettendo il raccolto. Per contrastare gli attacchi fungini in via biologica, si consiglia l'uso di rame diluito nell'acqua di irrigazione, intervenendo tempestivamente ai primi sintomi per limitare la diffusione dell'infezione.

Scheda Tecnica

FamigliaAmaryllidaceae
Tipo di piantaOrtacea biennale coltivata come annuale
OrigineAsia centrale / Mediterraneo orientale
EsposizionePieno sole o mezz'ombra
TerrenoRicco, ben drenato, fertile
IrrigazioneRegolare, mantenere umido senza ristagni
FiorituraEstiva (secondo anno), ombrello bianco-giallastro
Altezza30-60 cm
ConcimazioneLetame maturo e torba prima della semina
PotaturaNessuna, rimuovere solo foglie secche
MoltiplicazioneSemina in semenzaio e trapianto
Malattie e parassitiRuggine, peronospora, alternariosi, marciume bianco, nematodi
Difficoltà di coltivazioneFacile