Un prunus laurocerasus

Piante da Giardino

Prunus laurocerasus

La pianta del prunus laurocerasus è un arbusto molto presente nei giardini del nostro Paese in quanto è molto facile da coltivare: una volta che si adatta al luogo in cui è posto, non deve essere molto curarlo. Si accontenta dell’acqua piovana e si ammala difficilmente.

di Redazione

15 settembre 2014

Descrizione del prunus laurocerasus

La pianta del prunus laurocerasus ha l’aspetto di un arbusto vigoroso e denso. Le sue foglie sono di forma ovale e lanceolata, hanno margini dentati, sono lucide e coriacee, di colore scuro. All’apice dei suoi rami, durante la primavera, sbocciano dei piccoli fiori bianchi stellati, che si riuniscono in una sorta di pannocchia eretta. Essi profumano molto intensamente ma per alcuni l'odore può essere sgradevole. Dopo i fiori spuntano delle bacche nere piccole, che somigliano a olive opache. Sia le bacche che le foglie sono tossiche in quanto contengono l’acido cianidrico e hanno ovviamente un sapore non invitante neanche per gli animali. Poiché lo sviluppo della pianta è molto rapido, questa viene usata come pianta da siepe ed era di moda negli anni scorsi. L’abuso di lauroceraso nei giardini ha reso questa pianta poco amata, anche se adatta a chi desidera una bassa manutenzione del giardino. Inoltre non si ammala facilmente, sopporta freddo, umidità e troppo caldo. La pianta è gradevole di aspetto, specie se è coltivata singolarmente e non come siepe. Esistono anche varietà con le foglie particolarmente scure, rossastre oppure brune.

Coltivazione del prunus laurocerasus

Il prunus laurocerasus predilige una posizione soleggiata, ma vive anche con mezz’ombra o ombra completa, ma in questi casi non fiorisce facilmente. Non teme il freddo e sopporta anche temperature di poco sotto lo zero (-10°C). Per posizionare una nuova pianta occorre fare una buca ampia e aggiungere al terreno dello stallatico o del concime granulare, con poca sabbia. Il lauroceraso sopporta anche periodi di ristagno idrico, ma si consiglia di non tenere il terreno sempre inzuppato. Occorre annaffiare abbastanza regolarmente, nel primo anno, in primavera e in estate. Una volta che la pianta si è stabilizzata, si può accontentare anche solo dell'acqua della pioggia. Se però c’è un periodo di siccità prolungata occorre annaffiare le piante, specialmente nei giorni più caldi dell’anno. Il prunus laurocerasus si coltiva in terra, ma si può mettere anche nei vasi. Si raccomanda di dedicare a ogni arbusto una grande quantità di terreno e posizionarlo in un vaso capiente. Il lauroceraso si pota generalmente alla fine dell’inverno, per eliminare i rami rovinati. Poi si può potare nuovamente, o dopo la fioritura o quando sviluppa le ramificazioni fuori della chioma.

Propagazione del prunus laurocerasus

Il prunus laurocerasus si propaga facilmente per talea. Le talee si prelevano nel periodo tardo primaverile oppure d’estate. Si preparano dividendo i rami in rametti di circa 7 o 10 centimetri, asportando nella zona bassa le foglie. La talea si immerge nell’apposito ormone radicante e si inserisce in un composto formato da torba o da terriccio universale, in una miscela con una quantità pari di sabbia, per ottenere un buon drenaggio. Le talee si conservano in luoghi semi-ombreggiati, protetti e abbastanza freschi. Il terreno va annaffiato con regolarità. Le talee hanno spesso successo, ma occorre pazientare, per ottenere una pianta discreta, anche per alcuni anni. Infatti le talee si coltivano in vaso per 2-3 anni e solo dopo le piante si possono posizionare in giardino. Il prunus laurocerasus si può propagare anche tramite i semi. I frutti si lasciano ad essiccare al sole per alcuni giorni e si ottengono i semi che si pongono in un vassoio o in un sacchetto, coperti del tutto di sabbia e poi messi in frigo, per imitare l’inverno. Dopo circa 6 o 8 settimane, i semi possono essere seminati in una miscela di torba e sabbia, umida ma non inzuppata.

Proprietà erboristiche del prunus laurocerasus

Sia le foglie che i semi del lauroceraso hanno, oltre all'acido cianidrico, anche dei principi attivi che sono sfruttati come rimedi erboristici e usati nella tradizionale medicina. Si sfruttano in effetti le proprietà di tipo antispasmodico e sedativo che ha la pianta: le proprietà del lauroceraso sono utili specialmente a calmare la tosse insistente e secca. Le foglie si utilizzano per fare lavaggi oculari. Anche se i semi sono tossici, i frutti, ossia la polpa che c’è attorno, sono sicuramente commestibili, ma hanno un sapore particolare, non sempre gradito. Si possono consumare freschi o con essi si possono preparare marmellate. Le sostanze tossiche che sono contenute nelle foglie e nei semi del lauroceraso sono sfruttate comunque: in quantità piccole danno buoni risultati per curare l’asma e per migliorare la respirazione e la digestione. Inoltre dalle foglie si può estrarre un aroma che si utilizza nell’industria in sostituzione del sapore delle mandorle amare.

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Domande frequenti

  • È vero che il Prunus laurocerasus è tossico?
    Sì, il lauroceraso contiene acido cianidrico nelle foglie e nei semi, rendendoli pericolosi per bambini e animali domestici se ingeriti. Tuttavia, la polpa dei frutti neri è commestibile, sebbene dal sapore particolare, e può essere utilizzata per preparare marmellate. È fondamentale evitare il consumo di foglie e semi e mantenere la pianta fuori dalla portata di cani e gatti curiosi.
  • Quanto velocemente cresce il lauroceraso?
    Il Prunus laurocerasus è noto per la sua rapida crescita vegetativa, motivo per cui è stato storicamente molto utilizzato per creare siepi fitte rapidamente. Questa caratteristica richiede una gestione attenta: se non si desidera una siepe alta, è necessario intervenire con potature regolari, preferibilmente dopo la fioritura o a fine inverno, per contenere l'espansione della chioma e mantenere la forma desiderata.
  • Come si moltiplica correttamente il lauroceraso per talea?
    La moltiplicazione per talea è il metodo più efficace. Prelevare rametti di 7-10 cm a tarda primavera o estate, rimuovere le foglie basse e trattare la base con ormone radicante. Inserire le talee in un substrato misto a torba e sabbia per garantire drenaggio. Mantenere l'ambiente semi-ombreggiato, fresco e umido. Le talee richiedono pazienza: restano in vaso per 2-3 anni prima di essere trapiantate definitivamente in giardino.
  • Si può coltivare il lauroceraso in vaso?
    Assolutamente sì, anche se il lauroceraso tende a sviluppare un apparato radicale esteso. Per una coltivazione in contenitore, è essenziale utilizzare vasi molto ampi e profondi per permettere allo sviluppo della pianta. Assicurarsi che il vaso abbia un ottimo drenaggio. Durante i primi anni, le annaffiature dovranno essere più frequenti rispetto alle piante in piena terra, soprattutto in estate, poiché il terriccio si asciuga più velocemente.
  • Quali sono le proprietà medicinali tradizionali del lauroceraso?
    Nella medicina tradizionale, le foglie vengono utilizzate per le loro proprietà antispasmodiche e sedative, spesso impiegate per calmare la tosse secca e persistente. In piccole dosi controllate, estratti derivati possono aiutare a migliorare la respirazione e la digestione, talvolta usati come rimedio naturale per l'asma. Inoltre, dall'estrazione delle foglie si ricava un aroma simile alle mandorle amare, usato in ambito industriale. Attenzione: l'uso deve essere sempre supervisionato da esperti data la tossicità.

Scheda Tecnica

Prunus laurocerasus

Nome scientificoPrunus laurocerasus
FamigliaRosaceae
Tipo di piantaArbusto vigoroso e denso
OrigineAsia Minore, Europa sud-orientale
EsposizioneSoleggiata, mezz'ombra o ombra completa
TerrenoQualsiasi, ben drenato, fertile
IrrigazioneRegolare il primo anno, poi solo acqua piovana (tollera ristagni)
FiorituraPrimavera (pannocchie bianche profumate)
AltezzaVariabile (spesso usato per siepi fino a 2-3 metri)
ConcimazioneStallatico maturo o concime granulare in fase di messa a dimora
PotaturaFine inverno (rami rotti) o post-fioritura
MoltiplicazioneTalee (primavera/estate) o semi (stratificazione fredda)
Malattie e parassitiPoco soggetto a malattie, tollera bene stress ambientali
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, bassa manutenzione

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