Esemplare Fagus Sylvatica

Piante da Giardino

Faggio

Il Faggio è probabilmente la specie più diffusa nei boschi Italiani. Consente molteplici utilizzi, da quello fitoterapico a quello decorativo.

di Redazione

21 dicembre 2016

Come e quanto irrigare

La specie più diffusa in Italia è la Fagus Sylvatica, sono piante che riescono a raggiungere anche i 40 metri d'altezza ed a vivere fino a 300 anni. Viene spesso usato come pianta ornamentale nei parchi per merito della sua florida e tondeggiante chioma e del suo tronco eretto e senza deformazioni. Il Faggio ha bisogno di molta acqua, per questo le sue radici la cercano sebbene non affondino in profondità nel terreno. Se si trova in prossimità di un fiume o di un lago potremo notare come le grosse radici volgano tutte quante in direzione del corso d'acqua. Bisogna annaffiarlo regolarmente, circa ogni 2/3 giorni lasciando giusto il tempo che il terreno asciughi tra una irrigazione e l'altra. Contrariamente alla maggioranza delle piante, non subisce danni se bagnato con acqua eccessivamente calcarea.

Coltivazione e cura

Il Faggio necessita di terreni asciutti e non ama quelli acidi e umidi o quelli oltremodo consistenti e con superficie dura. Grazie alla illimitata capacità di adattamento si adegua anche alle superfici più grezze, povere e cosparse di pietre a condizione che non vi sia troppa umidità e che, soprattutto nel periodo primaverile, il clima non sia troppo secco. Si riproduce tramite semina che si consiglia di effettuare al principio dell'autunno quando la temperatura si aggira intorno agli 0 - 4 °C ed in un terriccio umido e coperto da teloni di plastica, passati tre anni andrà trapiantato. Le piante giovani attecchiscono in fretta mentre quelle più anziane potrebbero non radicarsi affatto. Attenzione perché è impossibile ottenere piante uguali a quella "madre" tramite semina, se lo desideriamo l'unica soluzione è l'innesto, da effettuare a marzo.

Come e quando concimare

La fertilizzazione della pianta deve avvenire immediatamente dopo la semina ed, in seguito, ogni 2/3 anni. Il Faggio deve essere concimato nel periodo iniziale o finale dell'inverno, quando non v'è eccezionalmente freddo. Il modo migliore perché l'albero recepisca le sostanze nutritive necessarie è l'utilizzo di fertilizzanti organici da amalgamare al terreno che possono essere di vario tipo: organici, organominerali oppure organici naturali. I concimi organici ed organominerali hanno componente unicamente animale e sono costituiti da letame e resti vari. I concimi organici naturali sono prevalentemente vegetali anche se alcuni contengono anche tracce animali. La differenza sostanziale sta nel quantitativo di azoto presente, più alto nei concimi animali.

Esposizione, malattie e rimedi

Luoghi ideali per la crescita del Faggio sarebbero le zone collinari e montane ad un altezza non inferiore a cinquecento metri. E' un albero che non patisce i climi freddi e che, di conseguenza, possiamo incontrare in gran parte dell'Europa. Necessita di sole, è consigliabile qualche ora al giorno, ma non deve essere esposto a raggi solari diretti. Il Faggio è frequentemente soggetto all'attacco di parassiti come gli Afidi che, in caso di esemplare giovane, possono comportarne la morte, mentre nelle piante più anziane possono arrecare preoccupanti problematiche. Unico rimedio efficace sarà affidarci ad insetticidi. Se sul tronco si manifestano macchie scure con bordi lattescenti ci troviamo davanti ad un'infezione chiamata Mal del Rotondo e bisognerà eliminare le zone malate.

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Domande frequenti

  • Come si irriga correttamente il faggio?
    Il faggio richiede annaffiature regolari, idealmente ogni due o tre giorni, permettendo al terreno di asciugare leggermente tra un intervento e l'altro. È fondamentale evitare ristagni idrici, poiché questa specie predilige terreni asciutti e ben drenati. Le radici tendono a espandersi orizzontalmente verso fonti d'acqua vicine. Una caratteristica distintiva del faggio è la sua tolleranza all'acqua calcarea; diversamente dalla maggior parte delle piante ornamentali, non subisce danni se irrigato con acqua ricca di calce, rendendolo adatto anche a zone con acque dure.
  • Quando e come moltiplicare il faggio?
    La riproduzione avviene principalmente per seme, raccomandando la semina all'inizio dell'autunno, quando le temperature si attestano tra 0 e 4°C. I semi vanno posti in un terriccio umido e coperti con teli di plastica; dopo tre anni, le piantine andranno trapiantate. È importante sapere che la semina non garantisce piante geneticamente identiche alla madre. Se si desidera riprodurre fedelmente un esemplare specifico, l'unica via efficace è l'innesto, da eseguire preferibilmente nel mese di marzo.
  • Quali sono le cure principali per la concimazione?
    La concimazione del faggio dovrebbe avvenire subito dopo la semina e successivamente ogni due o tre anni. Il momento ideale è l'inizio o la fine dell'inverno, evitando periodi di gelo estremo. Si推荐使用 fertilizzanti organici, organominerali o naturali da incorporare al suolo. I concimi di origine animale (come il letame) offrono un contenuto di azoto superiore rispetto a quelli prevalentemente vegetali, garantendo una nutrizione equilibrata necessaria per la salute dell'albero e il suo sviluppo ottimale.
  • Quali malattie colpiscono il faggio e come si curano?
    Il nemico principale del faggio sono gli afidi, particolarmente pericolosi per gli esemplari giovani dove possono causare la morte, mentre sugli adulti provocano problemi significativi. Il trattamento consigliato consiste nell'uso di specifici insetticidi. Un'altra patologia grave è il 'Mal del Rotondo', riconoscibile da macchie scure sul tronco con bordi biancastri o lattei. In caso di infezione, è necessario intervenire tempestivamente eliminando chirurgicamente le zone colpite dal fungo per contenere il diffondersi della malattia e salvare la pianta.

Scheda Tecnica

Fagus sylvatica

Nome scientificoFagus sylvatica
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineEuropa
EsposizioneSoleggiata, preferibilmente con alcune ore di sole diretto ma non eccessivo.
Temperatura minimaResistente ai climi freddi.
TerrenoAsciutto, ben drenato, non acido, non umido, non eccessivamente compatto.
IrrigazioneRegolare, ogni 2-3 giorni, mantenendo il terreno leggermente umido ma mai zuppo.
AltezzaFino a 40 metri.
ConcimazioneOrganica o organominerale, a inizio/fine inverno, ogni 2-3 anni.
MoltiplicazioneSemina (autunno) o innesto (marzo).
Malattie e parassitiAfidi (insetticidi), Mal del Rotondo (eliminazione parti infette).
Difficoltà di coltivazioneFacile, ottima adattabilità.

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