Pistacchio

piante da frutto

Pistacchio

Conosciamo approfonditamente il Pistacchio, superbo e antico albero che ci dona squisiti frutti molto utilizzati nell'industria alimentare.

di Redazione

09 febbraio 2017

Annaffiamento e irrorazione del pistacchio

Questa magnifica pianta trae origine quasi esclusivamente dal continente asiatico e fa parte dell'ampio raggruppamento familiare delle Anacardiaceae. Solamente nell'estremo meridione d'Italia, in particolare nell'isola siciliana, l'albero viene abitualmente coltivato, e ciò in virtù delle peculiari favorevoli condizioni ambientali e climatiche. La coltura viene normalmente praticata per la raccolta degli edibili e pregiati frutti, nondimeno la pianta può trovare utilizzo anche per finalità ornamentali. Il Pistacchio andrà irrorato con costanza e regolarità durante la stagione primaverile e soprattutto nel pieno dell'estate, con frequenze anche molto ravvicinate tra loro. Nella restante parte dell'anno, le bagnature verranno opportunamente sospese, tranne che in caso di lunghi periodi siccitosi.

Cura e coltura del pistacchio

Il Pistacchio ha una crescita progressiva e non repentina, e può arrivare a toccare un'altezza media di 7-8 metri. Assai durevole e di grande vigore, si adeguerà agevolmente a diverse tipologie di suolo, da quello calcareo e marnoso finanche a quello più povero e arido. Sarà consigliabile, in ogni caso, approntare una terra di coltura poco umida, profonda e non compatta, pregna di sostanze organiche e drenata efficacemente, mediante aggiunta di materiali sabbiosi. Al termine del periodo invernale, si renderanno necessarie annuali opere di potatura, finalizzate allo sfoltimento del fogliame e alla eliminazione delle ramificazioni ormai invecchiate e avvizzite. La pratica avrà l'effetto di donare maggiore aerazione e luminosità all'intera pianta, con benefiche conseguenze sulla produzione dei frutti.

Fertilizzazione e concimazione della pianta

Per quanto riguarda l'assunzione dei necessari nutrienti, la pianta arborea presenta comuni e non particolari esigenze di essere concimata. La fertilizzazione sarà concentrata in periodo primaverile, orientativamente dalla fine di marzo sino al maggio inoltrato, e si differenzierà notevolmente in base all'età dell'albero. Per quanto riguarda i nuovi esemplari, difatti, andrà privilegiato un concime contenente in netta prevalenza l'azoto a discapito delle componenti potassiche e fosforate, mentre per le piante adulte risulterà maggiormente adeguato un fertilizzante che preveda un perfetto equilibrio tra le 3 macrocomponenti. In tutti i casi, il fertilizzante prescelto dovrà essere specifico per il Pistacchio, oppure generico per piante fruttifere, nonché di natura solida, meglio se organico a base letamica.

Esposizione e patologie ravvisabili

La pianta in esame dovrà essere preferibilmente posizionata in un habitat decisamente illuminato e assolato, con diretta esposizione agli irraggiamenti del sole. Rustica e vigorosa, non patirà caldi torridi né i freddi invernali, sino a molti gradi sottozero, nondimeno condizioni termiche rigide potranno compromettere seriamente la produzione dei desiderati frutti. Il Pistacchio, infine, potrà essere in qualche occasione soggetto a patologie crittogamiche, in particolare alle ramificazioni, nonché danneggiato da vari insetti e parassiti, come ad esempio il megastigmus pistaciae. Si tratta di un piccolo e nocivo insetto che suole cibarsi abitualmente del succo e della polpa delle drupe mature: il contrasto sarà affidato all'impiego di specifici insetticidi, preferibilmente biologici oppure chimici.

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Domande frequenti

  • Dove è possibile coltivare il pistacchio in Italia?
    In Italia, la coltivazione commerciale del pistacchio è limitata principalmente all'estremo sud, in particolare in Sicilia. Questo perché la pianta richiede condizioni climatiche specifiche, caratterizzate da estati calde e secche e inverni non eccessivamente rigidi, tipiche delle aree mediterranee meridionali. Sebbene sia una pianta rustica capace di sopportare temperature sotto lo zero, il freddo intenso può compromettere seriamente la produzione dei frutti, rendendo inadatte le regioni del nord Italia alla sua coltivazione intensiva.
  • Come si effettua la potatura del pistacchio?
    La potatura del pistacchio va eseguita annualmente al termine del periodo invernale. L'obiettivo principale è lo sfoltimento del fogliame interno e l'eliminazione dei rami invecchiati, secchi o avvizziti. Questa pratica è fondamentale per migliorare l'aerazione e la penetrazione della luce solare all'interno della chioma, fattori che hanno un effetto benefico diretto sulla salute della pianta e sull'incremento della produzione dei frutti. Non sono richieste tecniche complesse, ma una gestione regolare per mantenere la struttura aperta.
  • Quali sono le esigenze di irrigazione del pistacchio?
    Il pistacchio necessita di annaffiature costanti e regolari durante la primavera e soprattutto nel cuore dell'estate, quando la richiesta idrica è massima e le frequenze possono essere ravvicinate. Durante il resto dell'anno, ovvero in autunno e inverno, le irrigazioni devono essere sospese, salvo verificarsi prolungati periodi di siccità. È importante evitare ristagni idrici: il terreno deve essere ben drenato, poiché la pianta soffre l'eccessiva umidità del suolo. Un'irrigazione corretta garantisce uno sviluppo sano e una buona fruttificazione.
  • Quale concime usare per il pistacchio e quando?
    La concimazione avviene prevalentemente in primavera, indicativamente tra fine marzo e maggio inoltrato. Le esigenze variano in base all'età: per i giovani esemplari è preferibile un concime ricco di azoto per favorire la vegetazione, mentre per gli alberi adulti serve un fertilizzante con equilibrio tra azoto, fosforo e potassio. In entrambi i casi, si consiglia l'uso di prodotti specifici per pistacchio o generici per piante da frutto, di natura solida e preferibilmente organici a base letamica, per nutrire la pianta in modo naturale e duraturo.
  • Quali malattie e parassiti attaccano il pistacchio?
    Il pistacchio può essere soggetto ad alcune patologie crittogamiche, specialmente a livello delle ramificazioni. Tra i parassiti animali, il nemico principale è il Megastigmus pistaciae, un piccolo insetto che si nutre del succo e della polpa delle drupe mature, danneggiando il raccolto. Per contrastare questi attacchi, si raccomanda l'impiego di insetticidi specifici, scegliendo preferibilmente soluzioni biologiche per una gestione sostenibile, oppure prodotti chimici se necessario, intervenendo tempestivamente per limitare i danni alla produzione.

Scheda Tecnica

Pistacia vera

Nome scientificoPistacia vera
FamigliaAnacardiaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineAsia
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaMolti gradi sotto zero (rustico)
TerrenoCalcarea, marnoso, povero, ben drenato, profondo, non compatto
IrrigazioneRegolare in primavera/estate, sospesa in inverno (eccetto siccità)
Altezza7-8 metri
ConcimazionePrimavera (marzo-maggio); azoto per giovani, equilibrato per adulti; organico letamico
PotaturaFine inverno; sfoltimento fogliame e rimozione rami vecchi/avvizziti
Malattie e parassitiPatologie crittogamiche, Megastigmus pistaciae (insetto succhiatore)
Difficoltà di coltivazioneFacile (poco esigente, rustico)

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