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Castagno, come coltivarlo

Coltivare un castagno sembra molto difficile, ma basta seguire alcune semplici regole per avere il proprio albero in casa.

di Redazione

29 dicembre 2016

Quanto e come innaffiare

Un albero di castagno è generalmente una pianta che ha bisogno di pochissime cure e che si abitua all'ambiente circostante con facilità, per questo motivo si può trovare in numerose zone, anche molto diverse tra loro. In Italia, ad esempio, i castagni sono presenti in tutte le regioni della penisola. Nonostante questo adattamento, quando si intende coltivare un castagno nel proprio giardino di casa si devono seguire alcune regole, per fare in modo che la pianta non soffra, non contragga malattie e sopravviva nelle stagioni più calde e in quelle più fredde. Questa pianta riesce a reperire le sostanze di cui ha bisogno dal terreno grazie alle sue radici, ma durante i mesi estivi più caldi, ovvero luglio e agosto, ci si deve sempre ricordare di innaffiarla, in quanto sopporta i periodi di caldo intenso solo per pochi giorni. Due mesi di temperature troppo alte indeboliranno l'intera struttura. É fondamentale quindi innaffiare il castagno ogni giorno, alla base del tronco e tutto il terreno intorno, permettendo così alle radici di assorbire maggior quantità di acqua possibile.

Come prendersene cura

Prendersi cura di un albero di castagno non è difficile, ma bisogna ricordarsi che essendo una pianta selvatica può superare i venti metri d'altezza con facilità, soprattutto nei boschi dove trova l'ambiente migliore per la crescita. Periodicamente, di solito in primavera, è opportuno potare l'albero eliminando i rami più esterni e diminuire l'altezza tagliando una parte di tronco all'estremità superiore, mantenendo così un'altezza non eccessiva che potrebbe anche creare problemi in un quartiere abitato. Non amando le temperature troppo alte e quelle troppo fredde, il castagno dovrebbe essere posizionato in un luogo soleggiato ma che lo protegga dai raggi solari nelle ore più calde in estate, e riparato dal vento gelido in inverno. Inoltre, per il bene della pianta, è consigliabile collocarla in una zona ventilata, avendo radici forti e profonde che assicurano l'aderenza al terreno anche in presenza di raffiche.

Quando e come concimare

Il castagno, chiamato anche castanea, ha bisogno di un terreno neutro e leggermente acido, ma mai argilloso. Il suolo non deve essere troppo umido e compatto, perché rende difficoltoso lo sviluppo in profondità delle radici. Nonostante preferisca terreni poveri di sali minerali, soffre durante i periodi di siccità e nel caso si intenda coltivare un albero di castagno nel proprio giardino, è consigliabile utilizzare del fertilizzante, soprattutto se durante i mesi estivi ci sono temperature molto alte. É preferibile un concime stallatico, ovvero semplice letame essiccato e umificato, facilmente reperibile. Si deve distribuire alla base del tronco a fine inverno, ottenendo così un miglioramento della qualità sia dell'albero intero che delle castagne, le quali si coglieranno in autunno, quando il riccio che le racchiude si aprirà, facendole cadere a terra.

Le malattie ed esposizione

L'esposizione al sole non è un problema per il castagno, anche se preferisce i luoghi più ombreggiati. Riguardo le malattie, il castagno è la vittima preferita di una vespa orientale, chiamata Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu, o più comunemente cinipide galligeno. Questo insetto nidifica le proprie larve all'interno delle gemme, infettando in breve tempo l'intero albero. Si noterà la presenza del cinipide da alcuni rigonfiamenti nella corteccia, generalmente di colore rosso o giallo. Questa vespa orientale sta creando seri danni ai frutteti, facendo diminuire la produzione di castagne e lo sviluppo della pianta. Non esistendo insetticidi adatti a contrastare questa creatura è stato introdotto nelle maggiori coltivazioni di castagni il Torymus sinensis, un secondo insetto che dovrebbe cacciare il cinipide nel lungo periodo. Altra malattia seria è un fungo scoperto nel nord Italia, chiamato Gnomoniopsis Discula Pascoe, che fa marcire le castagne dall'interno. Per questo fungo sono già pronti dei rimedi, facili da utilizzare nel proprio castagno "domestico", più difficile nei castagneti.

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Domande frequenti

  • Come devo annaffiare correttamente un castagno?
    Il castagno è una pianta resistente, ma soffre fortemente la siccità estiva. Durante i mesi di luglio e agosto, è fondamentale irrigarlo quotidianamente alla base del tronco e su tutto il terreno circostante. L'obiettivo è permettere alle radici profonde di assorbire molta acqua, poiché due mesi di temperature elevate possono indebolire irreparabilmente l'intera struttura dell'albero. Nelle altre stagioni, le esigenze idriche sono minime.
  • Quando e come potare il castagno?
    La potatura va eseguita periodicamente, idealmente in primavera. Bisogna eliminare i rami più esterni per aerare la chioma e, se necessario, accorciare il tronco all'estremità superiore per mantenere un'altezza gestibile, specialmente in contesti urbani. Una potatura corretta favorisce la salute della pianta e previene problemi strutturali legati alla grandezza dell'albero, che in natura può superare i venti metri.
  • Quali sono i requisiti ideali del terreno per il castagno?
    Il castagno predilige un terreno neutro o leggermente acido, ricco di sostanza organica ma mai argilloso o troppo compatto. La compattezza del suolo ostacola lo sviluppo in profondità delle radici, fondamentali per la stabilità e l'assorbimento di nutrienti. È importante evitare ristagni idrici: il terreno deve essere ben drenato. Se il suolo è povero, si consiglia l'uso di fertilizzanti specifici.
  • Quale concime usare per il castagno?
    È preferibile utilizzare un concime stallatico, ovvero letame essiccato e umificato, da distribuire alla base del tronco a fine inverno. Questo apporto migliora la qualità generale dell'albero e aumenta la produzione e la bontà delle castagne. La somministrazione in questo periodo prepara la pianta alla fioritura primaverile e allo sviluppo dei frutti che matureranno in autunno.
  • Quali sono le principali malattie e parassiti del castagno?
    Le minacce principali sono il cinipide galligeno (Dryocosmus kuriphilus), una vespa che depone uova nelle gemme causando rigonfiamenti rossastri sulla corteccia e riducendo drasticamente la produzione, e il fungo Gnomoniopsis discula, responsabile del marciume interno delle castagne. Per il cinipide si sta sperimentando il controllo biologico con Torymus sinensis, mentre per il fungo esistono trattamenti specifici disponibili per i giardini privati.

Scheda Tecnica

Castanea sativa

Nome scientificoCastanea sativa
FamigliaFagaceae
Tipo di piantaAlbero deciduo
OrigineEuropa meridionale e Asia minore
EsposizioneSoleggiata ma protetta da venti freddi e calore eccessivo
TerrenoNeutro, leggermente acido, ben drenato, non argilloso né compatto
IrrigazioneModerata, essenziale in estate (luglio-agosto)
FiorituraPrimavera (infiorescenze a spiga)
AltezzaFino a 20+ metri
ConcimazioneStallatico essiccato a fine inverno
PotaturaPrimaverile, per diradare rami esterni e contenere altezza
MoltiplicazionePer seme o innesto
Malattie e parassitiCinipide galligeno (Dryocosmus kuriphilus), marciume castagne (Gnomoniopsis discula)
Difficoltà di coltivazioneMedia-Bassa (adattabile ma richiede cure estive)

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