Nashi frutto pianta

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Nashi frutto

Il Nashi frutto ha origini asiatiche ed è poco conosciuto in Italia. Si tratta del pero selvatico asiatico, dalle tante qualità nutrizionali e facile da coltivare.

di Redazione

13 gennaio 2017

Caratteristiche principali

Nashi è un frutto asiatico poco conosciuto ed apprezzato in Italia. Si tratta del pero selvatico asiatico, nativo della Cina che ne è tuttora il primo produttore. In Italia è poco conosciuto anche se le coltivazioni sono attive dagli anni '80. Questa varietà asiatica di pero si può considerare parente del nostro pero, ma ha caratteristiche differenti. Il Nashi è tondeggiante ed ha una polpa succosa ricca di acqua e minerali quali magnesio e potassio; è croccante e simile alla mela, in America infatti è chiamato anche "mela-pera". Il sapore differisce dalle nostre pere europee, si tratta di un frutto dolce e fresco, forse un po' "piatto", ma gradevole e dissetante, ideale per mitigare la calura estiva. Viene anche chiamato "salad-pear", perché viene utilizzato in macedonie ed appunto insalate. In Cina è uso comune regalare i frutti Nashi come fossero cioccolatini.

Proprietà benefiche

Le proprietà benefiche del frutto Nashi sono molte, oltre ad essere buono e dissetante, aiuta a reintegrare i sali minerali persi con la sudorazione, ad esempio durante le giornate particolarmente calde ed afose. Si tratta di un frutto ricco di fibre che aiutano il naturale funzionamento dell'intestino. Rafforza il sistema immunitario, aiuta a mantenere il benessere della bocca e non intacca i denti con zuccheri e acidi. Il Nashi fa bene anche al sangue perché mantiene i livelli di zucchero, e abbassa inoltre la pressione sanguigna. Dona energia all'organismo, aiuta la costruzione dei tessuti e mantiene sane le ossa. Il frutto Nashi è inoltre povero di calorie ma ricco però di sali minerali (ferro, magnesio e potassio); è di grande aiuto contro i ristagni di liquidi nel corpo, e grande fonte di vitamine del gruppo B e C.

Come coltivarlo

Coltivare il pero asiatico Nashi in Italia non è una novità, anche se poco conosciuto. Il nashi è una pianta abbastanza adattabile e con modeste pretese, coltivabile nella maggior parte del territorio italiano. Resistente al freddo, può risentirne nelle aree dove gli inverni sono miti perché non viene soddisfatto il suo "bisogno di freddo" , di circa 6-7°C come media. Il Nashi è anche abbastanza resistente alla siccità. Foglie ingiallite e scarsa vegetazione si verificano maggiormente a causa di terreni molto calcarei e con pH elevato, ma si può rimediare con chelati di ferro. Il Nashi viene quasi sempre innestato su semenzali di Pyrus communis, P. pyrifolia o altre specie poiché, a differenza delle pere europee, non è affine coi porta innesti di cotogno. La fruttificazione avviene già dal primo anno di eta' della pianta di Nashi, ma deve essere ottimale la condizione di impollinazione, grazie alla vicinanza di piante dal "polline compatibile" nelle vicinanze. È essenziale anche diradare i frutti, per permettere la prolificazione di nuove gemme. Il Nashi è resistente anche agli attacchi di parassiti, vulnerabile solo a quelli di carpocapsa, il "baco" che attacca i frutti di tutte le pomacee.

Il frutto in cucina

Il frutto Nashi ha un sapore gradevole e fa bene all'organismo, succoso ed adatto a molteplici usi in cucina. Il consumo fresco è ideale, specie per dissetare, da solo o in aggiunta ad insalate con rucola e noci ad esempio. In Cina è anche utilizzato per arricchire gli stufati di carne. Gli chef italiani invece ci consigliano cotture brevi, specie per non alterarne la freschezza innata, ma sono ottime per gli usi classici delle parenti pere europee, via libera quindi anche a marmellate e torte di Nashi. Lo chef Jean Paul Martinengo ha sperimentato diversi piatti con il frutto Nashi, una di queste ricette prevede di spadellare le pere asiatiche con burro ed aggiungerle al baccalà. Un'altra idea divertente ci suggerisce lo chef, è utilizzare il Nashi come contenitore, per cuocere appunto all'interno del frutto dei ravioli dalla sfoglia sottile ripieni di foie gras. Un frutto il Nashi facile da usare in cucina, per preparazioni semplici, tradizionali ma anche moderne.

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Domande frequenti

  • Quali sono le differenze principali tra il Nashi e le pere europee?
    Il Nashi (Pyrus pyrifolia) si distingue dalle pere comuni per la sua forma tondeggiante, simile a quella di una mela, e per la consistenza della polpa che è estremamente croccante e succosa, quasi cristallina. A differenza delle pere europee che maturano ammorbidendosi, il Nashi mantiene la sua croccantezza sia sulla pianta che dopo la raccolta. Dal punto di vista gustativo, il Nashi offre un sapore più dolce, fresco e dissetante, talvolta definito 'piatto', mentre le pere europee hanno profili aromatici più complessi e variabili. Inoltre, il Nashi è ricco di acqua e minerali come magnesio e potassio, risultando ideale per reidratare l'organismo nei periodi caldi.
  • Come si coltiva il pero Nashi in Italia e quali sono le sue esigenze climatiche?
    Il Nashi è una pianta piuttosto adattabile che cresce nella maggior parte del territorio italiano, mostrando buona resistenza alla siccità. Tuttavia, richiede un periodo di freddo invernale, stimato intorno ai 6-7 gradi Celsius medi, per completare il riposo vegetativo; nelle zone con inverni troppo miti potrebbe avere difficoltà. Predilige esposizioni soleggiate e terreni fertili e ben drenati. Attenzione ai terreni fortemente calcarei con pH elevato, che possono causare clorosi ferrica (foglie ingiallite); in questi casi è necessario intervenire con somministrazioni di chelati di ferro. La pianta va innestata preferibilmente su portainnesti di Pyrus communis o P. pyrifolia, evitando il cotogno che non garantisce affinità.
  • Quando e come si raccolgono i frutti Nashi?
    La fruttificazione del Nashi inizia precocemente, spesso già dal primo anno di età della pianta, purché siano garantite condizioni ottimali di impollinazione. È fondamentale avere piante impollinatrici compatibili nelle vicinanze per assicurare un'impollinazione incrociata efficace. Durante la fase di sviluppo, è essenziale procedere al diradamento dei frutti: questa operazione non solo permette ai singoli frutti di crescere meglio, ma favorisce anche la formazione di nuove gemme per l'anno successivo. La raccolta avviene generalmente in estate-autunno quando i frutti raggiungono la piena maturazione, mantenendo una consistenza soda. Una corretta gestione del carico fruttifero è cruciale per evitare il fenomeno dell'alternanza di produzione.
  • Quali sono le proprietà nutrizionali e i benefici per la salute del Nashi?
    Il Nashi è un frutto ipocalorico ma nutriente, ricco di acqua, fibre, vitamine del gruppo B e C, nonché sali minerali come ferro, magnesio, potassio e calcio. Grazie all'elevato contenuto idrico e salino, aiuta a reintegrare i liquidi persi con la sudorazione, risultando ottimo contro i ristagni di liquidi corporei. Le fibre promuovono il corretto funzionamento intestinale, mentre la presenza di minerali contribuisce al rafforzamento del sistema immunitario e alla salute delle ossa. Inoltre, il Nashi ha un impatto positivo sulla pressione sanguigna e sui livelli glicemici, senza danneggiare lo smalto dentale grazie alla bassa acidità e al profilo zuccherino specifico, rendendolo adatto anche a chi segue diete controllate.
  • Come si utilizza il Nashi in cucina? Quali abbinamenti sono consigliati?
    Il Nashi è versatile in cucina, consumabile principalmente fresco per la sua natura dissetante e croccante. È eccellente in macedonie, insalate miste (abbinato spesso a rucola e noci) o semplicemente come spuntino. In Asia è usato anche per preparare stufati di carne. Gli chef italiani suggeriscono cotture brevi per preservarne la freschezza, oppure utilizzi classici delle pere come in marmellate e torte. Esempi di abbinamenti gourmet includono la cottura in padella con burro servita con baccalà, o l'utilizzo del frutto vuoto come contenitore per cuovi all'interno ravioli ripieni di foie gras. La sua delicatezza si sposa bene con sapori marcati e formaggi stagionati.

Scheda Tecnica

Pyrus pyrifolia

Nome scientificoPyrus pyrifolia
FamigliaRosacee
Tipo di piantaAlbero da frutto deciduo
OrigineCina
EsposizionePieno sole
TerrenoFertile, drenato, evita calcare eccessivo (pH alto)
IrrigazioneModerata, tollerante alla siccità adulta
FiorituraPrimavera (aprile-maggio)
AltezzaVariabile, spesso contenuta tramite innesto e potatura
ConcimazioneChelati di ferro se terreno calcareo, concime bilanciato primavera
PotaturaLeggera, per diradamento frutti e forma
MoltiplicazioneInnesto su semenzali di Pyrus communis o P. pyrifolia
Malattie e parassitiResistente, vulnerabile a Carpocapsa (verme della mela)
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, adatta alla maggior parte dell'Italia

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