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Funghi

funghi buoni

In questa pagina, come riconoscere i funghi buoni da quelli cattivi. Leggi il nostro approfondimento per sfatare i falsi miti sui funghi commestibili e velenosi

di Redazione

04 novembre 2013

Funghi buoni

I funghi commestibili, se si è in grado di riconoscerli, sono davvero buoni da gustare e preparare. Anzi, con il giusto metodo di cottura, i funghi diventano davvero buonissimi e non è un peccato usare i superlartivi, perché i funghi commestibili sono uno dei piatti più apprezzati e consumati dagli estimatori. Per assaporare tutto il gusto e la prelibatezza dei funghi commestibili, bisogna però saperli riconoscere e distinguere da quelli velenosi e tossici. Non sempre è facile capire la differenza tra i funghi buoni e quelli cattivi. Le caratteristiche tra un fungo e l’altro sono a volte impercettibili e bisogna essere dei micologi esperti per capire la differenza tra la specie tossica e quella commestibile. Raccogliere funghi senza esperienza può essere infatti molto rischioso. Sono sempre più frequenti i casi di cronaca che parlano di avvelenamento da funghi. Certamente, i funghi velenosi vengono raccolti da persone inesperte che le scambiano per commestibili. Nei paragrafi successivi approfondiremo meglio le caratteristiche e le false convinzioni sui funghi buoni e quelli cattivi.

Caratteristiche

I funghi sono specie vegetali con caratteristiche completamente diverse rispetto ai vegetali comunemente conosciuti come piante. La loro capacità di nutrimento è infatti legata all’esistenza di altre specie con cui instaurare un rapporto di simbiosi o di parassitismo. In base al comportamento simbiotico dei funghi si distinguono specie saprofite, parassite e simbionti. I funghi saprofiti si nutrono di resti vegetali morti, i parassiti, di vegetali vivi, e i simbionti di specie vive con cui hanno un comune rapporto parassitario. Questa modalità di nutrizione spiega perché i funghi si trovano spesso in mezzo a i boschi, su campi e praterie o alla base degli alberi e sotto il terriccio. Non esiste alcuna differenza o modalità di nutrizione tra funghi buoni e funghi cattivi: entrambi vivono nutrendosi o scambiando nutrimento con altre specie vegetali. Il rapporto di simbiosi tra fungo e pianta non può quindi essere considerato come elemento capace di rivelare la commestibilità o tossicità del fungo. I funghi si riproducono tramite delle spore che vengono immesse nell’aria e che attecchiscono sul terreno e sulla pianta dando vita a nuovi funghi. In natura esistono migliaia di specie di funghi, se ne contano più di centomila. Questa estrema varietà rende impossibile distinguere , se non si è esperti, tra una specie tossica e una velenosa. Le dimensioni dei funghi possono essere piccole, medie o giganti. Esistono anche funghi piccolissimi visibili solo al microscopio. La struttura classica del fungo è quella composta da cappello, cuticola, lamelle e gambo. Colore, durezza e forma di queste strutture cambiano da una specie all’altra. La perfetta conoscenza delle caratteristiche strutturali di un fungo può dare una prima indicazione sulla sua commestibilità o tossicità.

Funghi buoni

La natura ci ha saputo per fortuna regalare anche i funghi buoni. Ne esistono a centinaia. Tra i più cercati ricordiamo i porcini, i gallinacci, l’orecchione, la vescia, l’ovulo buono, il caldarello, i chiodini, la spugnola, la mazza di tamburo, la colombina verde, il piopparello e la calocybe gambosa. Questi funghi commestibili sono conosciuti con altri nomi comuni e con nomi scientifici. I gallinacci si chiamano anche finferli, l’ovulo buono si chiama scientificamente “amanita cesarea”, appartiene quindi a un genere di funghi che possono essere anche velenosi. Al genere Amanita appartiene anche la famigerata “Amanita muscaria”, chiamata anche “ovulo malefico”. La differenza tra l’ovulo buono e quello malefico è davvero molto sottile e può essere anche causa di errori nella raccolta e di gravi intossicazioni. Nell’ovulo buono il cappello è giallo arancio, mentre in quello malefico è rosso con piccole escrescenze bianche. Non è possibile riconoscere l’ovulo buono da quello malefico quando il cappello del fungo è ancora chiuso. Per evitare rischi, la legge proibisce la raccolta di ovuli ancora chiusi.

Funghi cattivi

I funghi cattivi sono quelli tossici e velenosi e dunque non commestibili. Anche in questo caso se ne contano a centinaia. Esistono però funghi tossici e velenosi ma non mortali e funghi velenosi e mortali. Tra quelli velenosi non mortali ricordiamo: l’amanita muscaria, l’amanita canterina, la colombina rossa, l’entoloma lividum, il fungo dell’olivo, l’inocybe fastigiata, peveraccio delle coliche e il porcino malefico. Quest’ultimo è un fungo appartenente al genere “boletus”, lo stesso dei famosi porcini commestibili. Il porcino malefico viene scientificamente chiamato “boletus satanas”. A differenza del porcino comune, questo fungo si presenta con un gambo colorato di rosso, ma esistono anche varietà molto simili ai porcini commestibili, per cui, in caso di dubbi, è meglio far controllare gli esemplari raccolti dai micologi della Asl. Velenose e mortali sono invece l’amanita primaverile, fungo dalla carne bianchissima e l’amanita phalloides. Questi funghi sono velenosissimi e ne bastano poche quantità per causare la morte. Come si può notare, non bisogna lasciarsi ingannare dalla forma e dal colore dei funghi: la carne bianca è soda è infatti comune sia nei funghi buoni che in quelli cattivi. Da evitare anche l’essiccamento dei funghi velenosi: l’essiccazione causa solo la perdita di acqua e aumenta la concentrazione di veleno. Da scartare anche l’idea di far assaggiare i funghi agli animali domestici: un fungo velenoso per l’uomo potrebbe infatti essere commestibile per gli animali.

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Domande frequenti

  • È vero che il colore della carne o il colore del cappello indicano sempre se un fungo è velenoso?
    No, questa è una credenza popolare errata e pericolosa. L'articolo specifica chiaramente che la carne bianca è soda e comune sia nei funghi commestibili che in quelli letali, come l'Amanita Phalloides. Allo stesso modo, il colore del cappello non è un indicatore affidabile: l'Ovulo buono ha un cappello giallo-arancio, mentre l'Ovulo malefico è rosso, ma confonderli quando il cappello è chiuso può essere fatale. Non esistono regole cromatiche universali per distinguere le specie tossiche da quelle eduli.
  • Si possono mangiare i funghi velenosi dopo averli essiccati o cotti?
    Assolutamente no. L'essiccazione non elimina le tossine; al contrario, rimuovendo l'acqua, concentra i principi velenosi rendendo il fungo potenzialmente più pericoloso. Inoltre, molte tossine mortali, come quelle dell'Amanita Phalloides e dell'Amanita Primaverile, resistono alle alte temperature di cottura. Nessuna tecnica culinaria rende sicuri i funghi velenosi o mortali. L'unica precauzione è non raccoglierli affatto se non si è esperti.
  • Gli animali domestici possono mangiare funghi velenosi per l'uomo?
    No, non fare mai affidamento sugli animali per testare la commestibilità. Un fungo velenoso per l'uomo potrebbe essere perfettamente commestibile per cani o gatti, e viceversa. L'articolo smentisce esplicitamente il mito dell'assaggio animale, sottolineando che le reazioni tossicologiche variano enormemente tra specie diverse. Affidarsi a un cane o a un insetto per decidere se un fungo è sicuro per il consumo umano è un errore grave che può portare a intossicazioni fatali.
  • Qual è la differenza principale tra Ovulo buono e Ovulo malefico?
    La distinzione chiave sta nel cappello: l'Ovulo buono (Amanita Caesarea) presenta un cappello giallo-arancio uniforme, mentre l'Ovulo malefico (Amanita Muscaria) ha un cappello rosso con piccole escrescenze bianche. Tuttavia, il rischio maggiore si verifica quando il cappello è ancora chiuso e avvolto dal velo universale, rendendo impossibile vedere il colore superiore. Per questo motivo, la legge vieta rigorosamente la raccolta di ovuli chiusi per prevenire errori fatali.
  • Cosa si intende per 'Porcino malefico' e quanto è pericoloso?
    Il 'Porcino malefico', scientificamente Boletus Satanas, appartiene allo stesso genere dei pregiati Porcini commestibili (Boletus), il che lo rende estremamente insidioso. Si distingue principalmente per il gambo colorato di rosso, ma esistono varietà molto simili a quelle eduli. Sebbene sia classificato tra i funghi velenosi non mortali, la somiglianza morfologica porta spesso a confusione. In caso di dubbio sull'identità di un esemplare simile a un porcinio, è fondamentale farlo verificare da un micologo esperto dell'ASL prima del consumo.

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