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Irrigazione orto

Utilizzando tecniche di somministrazione artificiale di acqua fresca, la pratica di irrigazione di un orto è il sistema per compensare l’apporto irregolare di acque meteoriche e per incrementare la produttività del raccolto.

di Redazione

05 agosto 2016

Acqua per irrigazione

La pratica antichissima dell'irrigazione dell’orto tramite differenti tecniche di somministrazione artificiale di acqua fresca è il sistema più naturale per favorire le fasi di crescita delle piante e per incrementare la produttività nell’orto compensando di quell’apporto di acque meteoriche che non è costantemente e a sufficienza garantito dall’irregolarità delle precipitazioni e dei fenomeni atmosferici nell’arco dell’anno, anche nelle regioni dal clima più favorevole. Finalizzata a rifornire d'acqua l'intero appezzamento coltivato con una distribuzione a scadenza regolare ed uniforme, di applicazione agevolata in presenza di livellamento del terreno, supporta il fabbisogno idrico vitale per i processi fisiologici, evolutivi e di riproduzione delle colture. Rendere disponibile alle colture la quantità di acqua necessaria risulta efficace per mantenere il corretto equilibrio dei contenuti idrici nella pianta, mentre l’innaffiare a intervalli regolari consente all’apparato radicale superficiale di allungarsi dagli strati superiori del terreno fino in profondità per estrarre la maggior parte dell’umidità disponibile. Nella composizione delle cellule vegetali, la funzionalità dell’acqua è infatti fondamentale sia come base chimica della nutrizione, in quanto rientra nella composizione dei liquidi circolanti per trasportare nutrienti, sia nella termoregolazione tramite traspirazione arrivando a un totale di contenuto nelle verdure del 90-96%, tanto è vero che la loro qualità migliora sviluppandosi in condizioni ideali, radicate in zolle umide.

Fabbisogno idrico dell'orto

Il fabbisogno idrico dei prodotti orticoli dipende da numerosi fattori inerenti la pianta, come la specie e la varietà di coltura, la fase di vegetazione, la riserva idrica che ha disponibile e direttamente utilizzabile nel terreno, lo stato del suolo e dell’umidità presente, le condizioni climatiche locali nella zona di coltivazione. I maggiori consumi di acqua al mondo sono pertanto attribuiti al settore agrario e assorbono circa il 70%, ma soprattutto nei Paesi in via di sviluppo l'intensità di irrigazione – dettata in particolare da clima, tipologia di raccolti e di metodi agricoli – può innalzarsi fino al 95% dell'impiego globale. Determinare la qualità dell'acqua disponibile (superficiale di ruscelli, pozzo, ecc.) per l’irrigazione è un presupposto fondamentale preliminare ad ogni progettazione di orto. Le analisi di laboratorio determinano la concentrazione dei sali disciolti (sodio, ecc.) e di elementi pericolosi per la salute (fitotossicità, contaminazioni batteriche, ecc.) contenuti nelle acque a disposizione per l’agricoltura e che rimarrebbero nello stesso terreno irrigato. Il recupero e il riciclaggio delle acque piovane a temperatura ambiente tramite una serie di serbatoi collocati sotto le grondaie, contenitori capienti in posizione laterale nell’orto, o impianti modulari specifici, rappresentano la soluzione più naturale, ecologica ed economica per irrigare laddove le condizioni climatiche lo permettono.

Quando irrigare

Di solito l’orario più adatto per l'irrigazione è al tramonto o ad inizio mattinata, a volte anche di notte, ma comunque quando il terreno non è riscaldato dal sole, evitando forti contrasti termici, così l’acqua vi permane più a lungo e l’umidità evapora con maggiore lentezza. Durante la stagione estiva conviene annaffiare verso sera, o anche di notte, qualora l’acqua disponibile sia piuttosto fredda (per es. corrente da acquedotto), per consentire alle colture di mantenersi più rinfrescate nel corso delle ore notturne, pronte ad affrontare meglio la successiva calura diurna. In questo periodo caldo, durante il quale l’acqua ha tendenza ad evaporare con rapidità al momento del contatto con la superficie del terreno, l’irrigazione a scopo agricolo deve prolungarsi per riuscire a inumidire il substrato in modo tale da non rischiare di incorrere in conseguenze deleterie dovute a radici rimaste all’asciutto (es. stress idrico segnalato dall’avvizzimento della pianta seguito dallo scurirsi della punta e dei bordi delle foglie). Con il protrarsi o con l’iniziale abbassamento delle temperature nelle stagioni primaverili ed autunnali, è allora conveniente l’irrigazione mattutina, ma non eccessivamente di buon’ora, a meno che non si stiano utilizzando acque fredde (es. di pozzo), mentre con quelle a ottimale temperatura ambiente (es. riserva da piogge) si può procedere di pomeriggio e di sera.

Quanto irrigare

L’effettiva frequenza delle irrigazioni è suggerita innanzitutto dall’evidente aspetto che assumono le colture orticole, pur dovendo tenere presente che la distribuzione deve avvenire a scadenza regolare per consentire alle piante di accrescersi nel modo migliore senza trovarsi periodi di acqua disponibile con l’irrigazione alternati bruscamente ad altri in stato di carenza o di siccità. I terreni a prevalenza sabbiosa richiedono comunque intervalli di irrigazione più ravvicinati rispetto a quelli a tendenza argillosa, che sopportano limiti di qualche giorno consecutivo senza acqua (al massimo 6-7 giorni, a seconda dei casi). Succede, infatti, che nel terreno sabbioso l'acqua percoli con facilità e si infiltri negli strati più profondi del terreno, cosicché gli apparati radicali delle colture rimangono a secco entro breve tempo mentre, al contrario, l’argilla trattiene più a lungo le acque a livello superficiale. In un suolo dal terriccio sabbioso, per esempio, gli apparati radicali per la maggior parte superficiali di orticole come broccoli, cavoli, lattuga, patate, ravanelli, sedano, necessitano di frequenti irrigazioni più in superficie rispetto a bietole, carote, cetrioli, fagioli, okra, peperoni, pomodori, zucchine.

Irrigazione di soccorso per l'orto

In occasione del verificarsi di impreviste condizioni climatiche che potrebbero ritenersi di entità tale da pregiudicare la resa colturale in atto nell’orto, si procede eventualmente con irrigazioni di soccorso per reidratare il terreno gradatamente tramite somministrazioni sotto dose ripetute fino a ritrovare lo stato di umidità ideale. Un’operazione ausiliaria di irrigazione supplementare viene invece riservata a sostegno di quelle orticole (es. pomodori) che si vengono a trovare in particolari condizioni di debolezza (es. stress da trapianto, idrico, ecc.) o in fasi critiche di sviluppo (germinazione, fioritura, maturazione, ecc.) a fronte di un periodo di carenza o di mancanza di precipitazioni atmosferiche, così che i modesti quantitativi di acqua apportati in via compensativa sono mirati a stabilizzare il rendimento.

Metodi di irrigazione

Le diverse esigenze idriche naturali degli ortaggi inducono a effettuare un'irrigazione diversificata che risulta agevolata laddove la coltivazione è stata progettata a zona in base a questo genere di criterio. Per bagnare in modo mirato i semenzai e gli orti familiari di superficie ridotta può bastare un tradizionale innaffiatoio o un tubo estensibile di gomma collegato all’estremità con un polverizzatore d’acqua o con un’idropistola multifunzionale a getto regolabile. L’acqua distribuita a getto diretto o tramite irrigatori a pioggia potrebbe creare un ristagno idrico sulle foglie rimaste irrorate in luogo della base delle piante creando condizioni favorevoli allo sviluppo di infezioni da funghi terricoli. Infatti, l’irrigazione a pioggia con dosi somministrate in modo regolare ed uniforme è più raccomandabile in presenza di colture estensive (es. campi di barbabietole) su superfici di terreni permeabili, in zone luminose e non ventose. Anche in orti non perfettamente pianeggianti, soprattutto con estese coltivazioni a largo fogliame (pomodori, melanzane, peperoni, zucchini, ecc.), è funzionale annaffiare con un sistema di gravità per infiltrazione laterale a deflusso riempiendo d’acqua soltanto piccoli avvallamenti a solco separati e predisposti (con la zappa o con la vanga) vicino alle piante, in modo tale che l’assorbimento avvenga lentamente nel condotto.

Gocciolatori e gocciolanti per l'orto

L’utilizzo di gocciolatori emanatori di pioggia a goccioline nebulizzate è una tra le pratiche ambientali permanenti più corrette a titolo di prevenzione fungina con piante come quelle di peperoni, pomodori, melanzane, ecc., mentre insalata e sementi appena interrate devono essere innaffiati delicatamente dall'alto con micronebulizzatori applicati su tubi collettori o su astine rigide che emanano una pioggia finissima a nuvola d'acqua polverizzata. A risparmio idrico rispetto ai sistemi tradizionali, il sistema di impianto di irrigazione a goccia attraverso tubi microforati di piccolo diametro disposti fuori terra sfrutta la pressione dei flussi di acqua con un’aspersione lenta, prolungata, controllata, localizzata in modo capillare, diretta alla radice o in contiguità alla pianta, automatizzabile con timer programmabili, può essere installato in qualunque tipologia di terreno (anche in pendenza). Con la più avanzata tecnica irrigua su misura rappresentata dalla subirrigazione sotterranea mediante ali gocciolanti interrate di pochi centimetri, a seconda della profondità dell’apparato radicale delle colture, la gestione ottimizzata della distribuzione a microirrigazione a goccia d'acqua, a bassa erogazione e con precisione, mantenendo uno strato di terreno costantemente umidificato contiguo ai filari senza incorrere in fenomeni di saturazione, è applicabile anche su aree estese di coltivazioni con timer automatizzati a orario programmato. Associata all’irrigazione, la tecnica della pacciamatura è consigliata per mantenere il terreno umido vicino a piante dalle specifiche esigenze di acqua e il substrato abbastanza rinfrescato, oltre che risultare vantaggiosa per controllare le erbe infestanti, proteggere dal gelo, ecc.

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Domande frequenti

  • Qual è il momento migliore della giornata per irrigare l'orto?
    L'orario ideale per l'irrigazione è generalmente al tramonto o all'inizio della mattina, quando il terreno non è ancora riscaldato dal sole. Questo evita forti contrasti termici e permette all'acqua di permanere più a lungo nel suolo, riducendo l'evaporazione. D'estate, specialmente se si usa acqua fredda di acquedotto, è preferibile irrigare verso sera o di notte per aiutare le piante a mantenere la frescura notturna e affrontare meglio il calore diurno. Nelle stagioni più miti come primavera e autunno, l'irrigazione mattutina è adatta, purché non troppo presto se si usano acque molto fredde.
  • Come cambia la frequenza di irrigazione in base al tipo di terreno?
    La frequenza dipende fortemente dalla struttura del suolo. Nei terreni sabbiosi, l'acqua percola rapidamente verso gli strati profondi, quindi le piante hanno bisogno di irrigazioni più frequenti ma leggere per evitare che le radici superficiali restino asciutte. Al contrario, i terreni argillosi trattengono l'umidità più a lungo in superficie, permettendo intervalli di irrigazione più distanziati, fino a 6-7 giorni a seconda delle condizioni. È fondamentale adattare il programma di annaffiatura alla capacità di ritenzione idrica specifica del proprio terreno per garantire un apporto costante senza sprechi.
  • Quali sono i vantaggi dell'irrigazione a goccia rispetto ad altri metodi?
    L'irrigazione a goccia è considerata una pratica ambientale molto corretta perché eroga acqua lentamente e localmente alla base della pianta, minimizzando il rischio di infezioni fungine legate all'umidità sulle foglie. Questo metodo offre un notevole risparmio idrico grazie a un'erogazione controllata e capillare, diretta alla radice. Inoltre, può essere automatizzato con timer programmati e installato su qualsiasi tipo di terreno, anche in pendenza. A differenza dell'irrigazione a pioggia, che può causare ristagni e favorire patogeni, il sistema a goccia mantiene il terreno costantemente umido solo dove serve, ottimizzando l'assorbimento radicale.
  • Quando è necessario eseguire un'irrigazione di soccorso?
    L'irrigazione di soccorso si rende necessaria in caso di imprevisti climatici estremi che minacciano la resa delle colture, oppure quando le piante attraversano fasi critiche di sviluppo come germinazione, fioritura o maturazione. È utile anche per sostenere ortaggi deboli, ad esempio dopo un trapianto o in caso di stress idrico. L'obiettivo è reidratare il terreno gradualmente attraverso somministrazioni sotto-dosate e ripetute, fino a ripristinare lo stato di umidità ideale. Questa operazione compensativa mira a stabilizzare il rendimento delle colture in situazioni di carenza improvvisa di precipitazioni o calore eccessivo.