Disegno botanico di Allium Sativum

coltivare orto

Coltivare aglio

L'aglio è una pianta bulbosa esistente in molte varietà diverse e diffusissima sulle tavole italiane, per insaporire i piatti della tradizione. L'aglio ha inoltre molte virtù benefiche che agiscono sulla salute: dunque ci sono molti buoni motivi per voler coltivare l'aglio nel proprio orto.

di Redazione

14 novembre 2014

Le caratteristiche della pianta di aglio

L'aglio è una pianta conosciuta da tutti, e nota soprattutto per il suo inconfondibile odore, tanto che da tradizione viene usata per tenere lontani i vampiri. Il suo nome botanico è allium sativum e appartiene alla famiglia delle Liliaceae; si caratterizza principalmente per i fatto che il suo bulbo si sviluppa sottoterra ed è naturalmente diviso in spicchi. Questi spicchi, che in genere hanno un numero che può variare da 6 a 14, sono ricoperti da una pellicola che ha uno scopo puramente protettivo. Le radici che si diramano al di sotto sono molto ramificate e robuste, il fusto invece è dritto e munito di foglie verdi. Tali foglie possono arrivare fino a 50 o 60 centimetri di altezza, e spesso nella prima parte si presentano strettamente avvolte tra di loro. Ci sono tante varie qualità di aglio: le più note e pregiate in Italia sono il Piacentino bianco e il rosso di Sulmona.

Le proprietà dell'aglio

L'aglio non è solo un ottimo insaporitore dei piatti, ma un suo consumo costante serve anche ad apportare numerosi benefici all'organismo umano. Infatti il suo principio attivo è frequentemente impiegato in erboristeria, dove si possono trovare dei preparati in cui si cerca di eliminare o minimizzare l'odore, che a molti è sgradito. Le sue proprietà medicamentose sono conosciute fin dall'antichità: negli affreschi egizi lo si trova raffigurato come alimento per gli schiavi. L'aglio infatti contiene proteine, sali minerali, vitamine, che servono per abbassare la pressione sanguigna e facilitare lo scorrimento del sangue. Inoltre è un potente battericida, quindi è utile anche in caso di infezioni delle vie respiratorie. Funziona anche come ipoglicemizzante, per migliorare le condizioni dei diabetici.

Come coltivare l'aglio

Sono molti, quindi, i buoni motivi per pensare di piantare dell'aglio nel proprio orto, o anche in un angolo di balcone, in vaso. Coltivare l'aglio infatti non è troppo difficile, ma avere una scorta sempre pronta di aglio fresco, che si può mettere anche ad essiccare, è un enorme vantaggio. Tanto per cominciare, non c'è bisogno di acquistare semi o piantine, perchè si possono usare semplicemente gli spicchi che si hanno in cucina. L'aglio non teme nè il caldo del freddo, quindi, se lo si vuole coltivare in vaso, qualunque angolo del balcone andrà bene. Anche in giardino, basta scegliere un piccolo pezzetto di terra dove interrare gli spicchi, con la punta rivolta verso l'alto, a 3 centimetri di profondità e a sette centimetri l'uno dall'altro. I periodi migliori per fare questa operazione sono tra novembre e dicembre, o tra febbraio e marzo.

Come curare l'aglio

Gli altri accorgimenti per coltivare l'aglio, una volta piantato, riguardano il tipo di terreno, che deve essere ricco, ma non concimato. Per germogliare, sarebbe bene mettere la piantina in un luogo caldo e soleggiato, annaffiando con regolarità ma senza troppa abbondanza, perchè l'aglio teme molto i ristagni idrici che potrebbero essergli nocivi. I primi germogli saranno visibili solo in primavera, e, a meno che non si voglia coltivare l'aglio solo a scopo ornamentale, affinchè non produca fiori ma sviluppi il bulbo, le foglie devono essere subito tagliate. Si deve continuare a innaffiare ogni volta che si vede il terreno secco, fino ad estate inoltrata. A questo punto le foglie superficiali cominceranno ad ingiallire, segno che l'aglio è pronto per essere colto. Per conservare gli agli raccolti, si possono intrecciare nelle caratteristiche trecce.

Domande frequenti

  • Quando è il periodo migliore per piantare l'aglio?
    Esistono due finestre temporali ideali per la semina dell'aglio, a seconda del clima locale e dello scopo della coltivazione. Nel clima mediterraneo, il periodo principale va da novembre a dicembre, permettendo alla pianta di sviluppare un apparato radicale robusto prima del gelo invernale. In alternativa, si può procedere a fine inverno, tra febbraio e marzo, specialmente nelle zone a inverni molto rigidi dove il bulbo potrebbe soffrire il freddo intenso. Entrambi i periodi garantiscono una buona attecchimento, purché il terreno sia lavorato e privo di ristagni.
  • Come si prepara il terreno e quanto distanziare gli spicchi?
    Il terreno ideale deve essere ricco di sostanza organica ma non concimato frescamente, poiché un eccesso di azoto favorisce la crescita fogliare a discapito del bulbo. È fondamentale garantire un ottimo drenaggio. Per la messa a dimora, interra gli spicchi con la punta verso l'alto a una profondità di circa 3 centimetri. Il distanze consigliato tra uno spicchio e l'altro è di 7 centimetri: questo spazio permette alle piante di svilupparsi senza competere per nutrienti e luce, favorendo la formazione di bulbi di buone dimensioni.
  • Quali sono le cure principali durante la crescita?
    La cura dell'aglio richiede irrigazioni regolari ma mai abbondanti, poiché la pianta teme fortemente i ristagni idrici che causano marciumi. Annaffia solo quando il terreno superficiale appare asciutto. Un accorgimento cruciale è monitorare la comparsa degli steli fiorali: se l'obiettivo è raccogliere bulbi commestibili, taglia immediatamente queste foglie fiorali. Questo intervento devia l'energia della pianta dalla produzione di fiori allo sviluppo e all'ingrossamento del bulbo sotterraneo, migliorando significativamente la resa finale del raccolto.
  • Come capire quando l'aglio è pronto per il raccolto?
    Il segnale inequivocabile di maturazione dell'aglio è visibile nelle foglie superficiali. Verso l'estate inoltrata, inizia un processo naturale di senescenza: le foglie esterne diventano gialle e secche, mentre quelle interne rimangono verdi. Quando circa metà delle foglie inferiori sono ingiallite, è il momento ottimale per scavare i bulbi. Estrarre l'aglio troppo presto porta a bulbi piccoli e poco conservabili, mentre aspettare troppo a lungo rischia di far aprire le tuniche protettive, esponendo il bulbo a malattie e riducendone la durata di conservazione.
  • Come si conservano correttamente gliagli dopo il raccolto?
    Per una conservazione ottimale, gli agli devono essere raccolti in giorni asciutti. Dopo lo scavo, lasciali asciugare all'ombra per alcuni giorni per permettere alle tuniche esterne di indurirsi. Una tecnica tradizionale ed efficace è quella di intrecciarne i fusti ancora verdi in lunghe trecce, che vengono poi appese in un luogo aerato, buio e secco. Questa esposizione garantisce una circolazione d'aria perfetta. In alternativa, puoi riporre i bulbi puliti (senza fusti lunghi) in reti o cassette forate, mantenendo sempre un ambiente ventilato per prevenire muffe e germinazioni premature.

Scheda Tecnica

Allium sativum

Nome scientificoAllium sativum
FamigliaLiliaceae
Tipo di piantaBulbosa
OrigineAsia centrale
EsposizioneSoleggiata
TerrenoRicco, ben drenato, non concimato frescamente
IrrigazioneRegolare ma moderata, evitare ristagni
FiorituraPrimavera-Estate (spesso eliminata per favorire il bulbo)
Altezza50-60 cm
ConcimazioneLeggera, evitare eccessi di azoto
PotaturaTagliare le foglie fiorali se presenti per dirigere energia al bulbo
MoltiplicazioneVegativa tramite spicchi (bulbilli)
Malattie e parassitiMarciumi radicali da ristagno, afidi, ragnetto rosso
Difficoltà di coltivazioneFacile