Pianta di Capperi su roccia

aromatiche

I capperi

La pianta di Capperi è coltivata fin dai tempi antichi per il gusto particolare dei suoi boccioli, particolarmente impiegati nella cucina siciliana.

di Redazione

01 dicembre 2016

Pianta di Capperi: quantità e frequenza di irrigazione

La pianta di Capperi cresce spontaneamente in ambienti aridi e secchi e quindi non richiede particolare attenzione nell'irrigazione; infatti per gli esemplari coltivati in terra è sufficiente l'acqua piovana, soprattutto in mesi piovosi come la primavera e l'autunno, mentre per quelli in vaso è opportuno annaffiarla quando il substrato è secco da qualche giorno, evitando che si formi ristagno di acqua nel sottovaso. Il rischio maggiore è quello di sovradosare l'acqua somministrata, visto che la pianta di Capperi tollera meno gli eccessi idrici e un'elevata umidità del terreno: si rischia infatti la formazione di marciumi della vegetazione. Una maggiore somministrazione idrica è richiesta nei primi anni di vita dell'arbusto, quando le radici non sono ancora ben sviluppate e profonde e tendono facilmente a seccarsi.

Come coltivare e curare correttamente i Capperi

La pianta di Capperi cresce in ambienti caldi e secchi, con temperature anche superiori ai quaranta gradi, anche se tollera bene inverni molto freddi, se di breve durata. Il terreno deve essere di qualità asciutta e ben drenata e si deve garantire una buona esposizione alla luce solare diretta per diverse ore al giorno in una zona al riparo da venti forti. Oltre all'acquisto della pianta di Capperi è possibile optare per la riproduzione per semina o talea: nel primo caso si provvede a piantare i semi del cappero in un substrato adeguato tra dicembre e gennaio e le piantine germogliate, quando ben resistenti, possono essere invasate o impiantate in terra; nel secondo, invece, si recide un ramo dell'arbusto di lunghezza tra i dieci e i venti centimetri e si pianta in una cassetta con del terriccio nel periodo estivo. Quando ha sviluppato sufficienti radici può essere trasferito nella sede definitiva.

Pianta di Capperi: quali fertilizzanti usare

La pianta di Capperi cresce spontanemente su rocce calcaree e nelle fenditure di muri in territori dal clima particolarmente caldo e secco, come la Sicilia. Per questo motivo non richiede particolari fertilizzazioni, soprattutto se coltivata in terra. Nel caso in cui la pianta di Capperi cresca in vaso e si desideri stimolare l'attività vegetativa e la fioritura, è opportuno somministrare fertilizzanti a base di macroelementi, quali potassio, fosforo e azoto in proporzioni bilanciate. Questo tipo di concime può essere distribuito in forma granulare direttamente sul terriccio alla base dell'arbusto o disciolto nell'acqua destinata all'irrigazione. Il periodo più indicato per questa operazione è il pieno inverno, tra gennaio e febbraio, senza eccedere per evitare eccessive concentrazioni di nutrienti nel terreno che potrebbero risultare controproducenti.

Malattie della pianta di Capperi e possibili rimedi

La pianta di Capperi è un arbusto molto resistente, non particolarmente suscettibile a infezioni o malattie. Nella maggior parte dei casi le principali problematiche fitosanitarie derivano da scorrette metodiche colturali: eccessive irrigazioni, terreni non ben drenanti che trattengono troppa umidità, scarsa luce solare o esposizione a correnti intense e fredde sono le cause più frequenti della marcitura delle radici e dell'ingiallimento e caduta delle foglie. Inoltre, se il danno è importante, si può inficiare la fioritura e quindi la produzione dei boccioli di Capperi. In questi casi, per tentare di recuperare l'esemplare ed impedire che il danno diventi irreversibile, è necessario rimuovere l'agente causale: rinvasare la pianta in un terreno più adatto, cambiare la posizione, ridurre la frequenza di annaffiature.

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Domande frequenti

  • Quanto spesso devo innaffiare i capperi?
    La pianta di cappero richiede irrigazioni molto scarse poiché proviene da ambienti aridi. Se coltivata in piena terra, l'acqua piovana è solitamente sufficiente, specialmente in primavera e autunno. In vaso, annaffia solo quando il substrato risulta completamente secco da alcuni giorni. È fondamentale evitare qualsiasi ristagno idrico nel sottovaso, poiché l'eccessiva umidità del suolo causa rapidamente marciumi radicali e la morte della vegetazione. Nei primi anni di vita, quando le radici non sono ancora profonde, potrebbe essere necessaria una leggera somministrazione aggiuntiva per prevenire l'essiccazione.
  • Qual è il terreno ideale per coltivare i capperi?
    Il cappero prospera in terreni asciutti, sciolti e perfettamente drenanti, preferibilmente di natura calcarea. La pianta cresce spontaneamente su rocce e nelle fessure dei muri, adattandosi a condizioni di scarsità di nutrienti. Un terreno pesante o argilloso che trattiene l'umidità è dannoso e favorisce il marciume delle radici. Assicurati inoltre che il substrato sia ben areato per permettere alle radici di respirare e sviluppare correttamente, mantenendo sempre un ambiente secco alla base della pianta.
  • Come si moltiplica il cappero?
    La moltiplicazione avviene principalmente attraverso due metodi: semina o talea. Per la semina, i semi vanno interrati in un substrato adatto tra dicembre e gennaio; le piantine, una volta ben resistenti, potranno essere trapiantate in vaso o in terra. L'altra opzione è la talea legnosa: recida un ramo lungo circa 10-20 cm durante l'estate e interralo in una cassetta con terriccio. Dopo che avrà sviluppato sufficienti radici, potrai trasferirlo nella sua sede definitiva. Entrambi i metodi richiedono pazienza ma garantiscono risultati soddisfacenti.
  • Devo concimare la pianta di cappero?
    In piena terra, la concimazione non è generalmente necessaria dato che la pianta si adatta a terreni poveri. Se invece coltivi il cappero in vaso e desideri stimolare la vegetazione e la fioritura, puoi somministrare fertilizzanti bilanciati ricchi di potassio, fosforo e azoto. L'epoca migliore per questa operazione è il pieno inverno, tra gennaio e febbraio. Somministra il concime in forma granulare alla base o diluendolo nell'acqua di irrigazione, facendo attenzione a non eccedere per evitare concentrazioni saline nocive nel terreno.
  • Perché le mie foglie ingialliscono e cadono?
    L'ingiallimento e la caduta delle foglie sono sintomi tipici di stress causato da errori colturali, non da parassiti specifici. Le cause principali sono: eccessive irrigazioni, terreni mal drenanti che trattengono troppa umidità, scarsa esposizione alla luce solare o correnti fredde intense. Questi fattori portano al marciume radicale e compromettono la fioritura futura. Per recuperare la pianta, rimuovi immediatamente la causa: rinvasala in un terreno più drenante, spostala in una posizione più soleggiata e riduci drasticamente le annaffiature fino al completo recupero.

Scheda Tecnica

FamigliaCapparaceae
Tipo di piantaArbusto perenne
OrigineMediterraneo (Sicilia)
EsposizionePieno sole, riparato da venti forti
Temperatura minimaBreve durata, tollera freddo intenso
TerrenoAsciutto, ben drenato, calcareo
IrrigazioneScarsa, solo quando il substrato è secco; evitare ristagni
FiorituraPrimavera-Estate
ConcimazioneBassa; in vaso con macroelementi bilanciati (K, P, N) a gennaio-febbraio
MoltiplicazioneSemina (dic-gen) o talea (estate)
Malattie e parassitiMarciume radicale da eccesso d'acqua; ingiallimento fogliare da stress idrico o carenza luminosa
Difficoltà di coltivazioneFacile, molto resistente se non irrigato eccessivamente

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