Siepe di alberi

Siepi

Scegliere gli alberi per siepi

Gli alberi per siepi non sono molto utilizzati nel nostro paese, perché in genere è necessario avere a disposizione un ampio giardino, in modo che il futuro sviluppo degli alberi non vada ad invadere tutto lo spazio a disposizione. Le siepi di alberi sono invece tipiche delle ville o dei parchi.

di Redazione

06 marzo 2015

Alberi per siepi

Generalmente le siepi dei piccoli giardini vengono preparate utilizzando arbusti di varia misura, che da adulti non superano i 4-6 metri di altezza. Per preparare una siepe schermante in un grande giardino o in un parco è possibile utilizzare anche degli alberi, a foglia caduca o sempreverdi. In genere gli alberi per siepi non sono di grandezza eccessiva, oppure vengono coltivati in modo da contenerne lo sviluppo: difficilmente si preparerà una siepe di roveri o di castagni lasciati sviluppare fino a 15-20 m di altezza. Con maggiore facilità si possono vedere siepi di lecci, potati regolarmente per mantenere uno sviluppo contenuto, o di ceppaie di castagni, periodicamente tagliate per stimolare lo sviluppo di tronchi giovani. Alcune piante tipicamente utilizzate per siepe in varietà di piccole dimensioni, nelle specie più comuni, se lasciate sviluppare liberamente, divengono dei veri e propri alberi: un esempio cipressi e ginepri, che lungo le strade del centro Italia raggiungono tranquillamente i 10-15 metri di altezza.

Siepi di alberi tradizionali

In Italia gli alberi vengono utilizzati per produrre siepi in grandi giardini o parchi; generalmente si utilizzano carpini, sophore, lecci, gelsi, cipressi. Si tratta di veri e propri alberi, che vengono piantati vicini e in seguito potati in modo da mantenere la struttura in una forma prestabilita. Chiaramente se si smette di potare le piante, nell'arco di alcuni anni gli alberi torneranno alla loro forma originale, ostacolandosi gli uni gli altri, ed intrecciando le loro ampie chiome. Gli alberi per siepi più diffusi sono i cipressi, a volte anche in particolari specie o varietà, come i cipressi nani, le thuje dalla chioma grigio argento, o i cupressocyparis. I nomi appartengono a varie specie, ma l'aspetto generale delle piante è molto simile, con chioma sempreverde e fogliame sviluppato in piccole scaglie aromatiche. Queste siepi, se non potate fin da piccole, possono diventare veri e propri colossi, fino a superare i 6-8 m di altezza, spogliandosi nella parte bassa.

Siepi meno diffuse

Meno facilmente si vedono in Italia siepi di castagno, di olmo, di ippocastano o di conifere varie. Queste siepi un tempo venivano molto utilizzate, per delimitare i campi coltivati, o per proteggere gli ampi viali di accesso alle grandi ville. Sono entrate in disuso anche le siepi di ceppaie: piante di castagno o di carpino venivano coltivate in modo da produrre più fusti da un solo ceppo di radice; periodicamente si tagliavano i fusti, per permettere alle radici di produrne di nuovi, in modo da avere sempre a disposizione una buona quantità di legname. Per poter permettere a piante di alto fusto di svilupparsi al meglio, risulta importante posizionarle alla corretta distanza; si vedono comunque nei parchi siepi prodotte con molti alberelli posizionati vicini, le cui chiome vengono potate più volte all'anno, in modo da ridurre lo spazio occupato.

Come curare una siepe di alberi

Una siepe costituita da alberi deve avere una precisa struttura già al momento dell'impianto: in futuro le piante tenderanno a crescere molto, e quindi o si prevedono grandi interventi di potatura più volte all'anno, oppure si posizionano gli alberi a molti metri gli uni dagli altri. In questo secondo caso, in genere si rischia che per lungo tempo la siepe non abbia una sua coesione, e presenti ampi spazi tra i vari componenti. Nel primo caso invece, si rischia che con il passare degli anni alcuni esemplari soffrano eccessivamente per la vicinanza con alberi più vigorosi, che tendono a crescere più degli altri. Molte siepi di alberi sono costituite da piante coltivate ad alberello: il fusto spoglio lascia intravedere l'esterno, oppure viene addossato ad un muro, sopra il quale la chioma si allarga senza problemi. In commercio esistono anche varietà di piante dalla forma fastigiata, ovvero a cono o a piramide: la base ampia di un carpino o di un olmo fastigiati, permette di chiudere completamente la visuale.

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Domande frequenti

  • Quali sono gli alberi più adatti per realizzare siepi in grandi giardini?
    Gli alberi più comunemente utilizzati per le siepi in Italia includono carpini, sophore, lecci, gelsi e cipressi. Questi vegetali vengono piantati ravvicinati e sottoposti a regolari interventi di potatura per mantenerne la forma desiderata e contenere lo sviluppo. Il cipresso è particolarmente diffuso, spesso scelto per la sua chioma sempreverde e l'aspetto elegante, disponibile anche in varietà nane o con fogliame grigio-argenteo. L'importante è considerare che, senza potatura, queste piante tornerebbero alla loro forma naturale, creando ingombri eccessivi.
  • È possibile usare arbusti normalmente piccoli per fare siepi alte?
    Sì, alcune piante tipicamente considerate arbuste, se lasciate crescere liberamente, diventano veri alberi. Un classico esempio sono i cipressi e i ginepri: nel centro Italia possono raggiungere tranquillamente i 10-15 metri di altezza. Anche se inizialmente impiegati come siepi basse, senza il controllo umano attraverso la potatura, questi vegetali sviluppano una struttura arborea imponente. Questo fenomeno dimostra che la distinzione tra arbusto e albero dipende spesso dalle pratiche colturali adottate, come la potatura, piuttosto che esclusivamente dalle caratteristiche genetiche della pianta.
  • Come si gestisce la distanza di impianto per una siepe di alberi?
    La distanza di impianto è cruciale per il successo della siepe. Se gli alberi vengono posti troppo vicini, richiederanno potature frequenti e intense per evitare che le chiome si intreccino e competano per la luce, rischiando di indebolire gli esemplari meno vigorosi. Al contrario, se piantati a distanze maggiori, la siepe impiegherà molto tempo a formare una barriera continua, lasciando vuoti visivi per anni. Una soluzione intermedia consiste nel coltivare piante ad alberello, dove il fusto spoglio sostiene una chioma superiore, oppure optare per varietà fastigiate (a forma di cono) che chiudono la visuale con una base stretta.
  • Cosa sono le siepi di ceppaia e quali piante si usano?
    Le siepi di ceppaia sono una tecnica tradizionale poco diffusa oggi, un tempo usata per delimitare campi o proteggere viali di ville. Consistono nel coltivare piante, solitamente castagni o carpini, in modo che dal singolo ceppo radicale emergano più fusti. Periodicamente, questi fusti vengono tagliati vicino al suolo per stimolare la produzione di nuovi getti giovani e vigorosi. Questo metodo garantiva sia una funzione di recinzione viva, sia un'ottima fonte di legname, sfruttando la capacità rigenerativa delle radici di queste specifiche specie arboree.
  • Che cosa succede se si smette di potare una siepe di alberi?
    Interrompere la potatura comporta il ritorno delle piante alla loro morfologia naturale. Gli alberi, abituati a uno sviluppo contenuto, inizieranno a espandere le chiome in modo selvatico, arrivando a sovrapporsi e intrecciarsi reciprocamente. Questo processo crea densità eccessiva nella parte alta mentre la base può spogliarsi, specialmente nel caso di conifere come i cipressi che, se trascurati, perdono il fogliame inferiore. La siepe perderà la sua funzione estetica e strutturale, diventando un insieme disordinato di rami che ostacolano la crescita reciproca e richiedono interventi drastici per essere recuperata.

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