Pianta di lentisco.

Piante da Giardino

Lentisco

Il lentisco è una pianta sempreverde sviluppatasi nelle regioni bagnate dal Mar Mediterraneo. La sua caratteristica principale è data dal particolare profumo emanato dalle foglie e dai rami. A questo proposito è utile ricordare gli usi di questa pianta nel campo dell’industria di profumi e in erboristeria.

di Redazione

03 settembre 2014

Lentisco: caratteristiche generali.

Il lentisco è un sempreverde originario delle zone che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. Può raggiungere circa 4/ 5 metri di altezza e circa 2/ 3 di diametro. L’albero è formato da un basso fusto rivestito da una corteccia tendente al rosso; il fogliame è costituito da piccole foglie verdi, lucide e ovali. Durante la stagione primaverile tra le ascelle fogliari si formano dei piccoli fiorellini verdi (se sono femmine) e rossi (se sono maschi). Le infiorescenze, durante la stagione estiva, sono sostituite da dei frutti tondi e rossi i quali, durante la stagione invernale, raggiungono la maturazione e diventano di colore nero. La resina estratta dai rami, in passato era impiegata per la realizzazione di una sorta di mastice mentre oggi, la pianta è utilizzata nell’industria dei profumi e in erboristeria. Rami e foglie sono molto profumati.

Lentisco: coltivazione.

Il lentisco, essendo originario di climi mediterranei e temperati, ama le zone soleggiate, anche se può essere messo a dimora in luoghi semiombreggiati. È in grado di sopportare temperature che si aggirano attorno ai – 10°C ma, se si trova in regioni soggette a inverni rigidi, è conveniente proteggerlo o spostarlo in prossimità di muri o di altri arbusti. Le annaffiature devono avvenire ogni 15/ 20 giorni circa durante la stagione estiva; in inverno è conveniente ridurre le annaffiature mentre, durante la stagione primaverile e autunnale, è conveniente porre alla base della pianta di lentisco, del concime organico maturo, in modo tale da conferirle il giusto apporto di sostanze nutritive indispensabili alla crescita della pianta stessa, delle sue foglie e dei suoi fiori.

Lentisco: moltiplicazione.

Prima di comprendere quali sono le tecniche applicate per la moltiplicazione della pianta di lentisco, è conveniente analizzare il tipo di terreno in cui metterla a dimora. Il lentisco solitamente predilige terreni sciolti, ricchi di sostanze nutritive e ben drenati. Tuttavia, in natura, può trovarsi in terre povere e rocciose. Mettendolo a dimora in un giardino, si può notare una certa differenza circa la velocità di crescita, i fiori più rigogliosi e le foglie più in salute; ciò è dovuto al semplice fatto che, la pianta, trovandosi in un terreno ricco di elementi, riesce a trarre maggior nutrimento da questa terra rispetto ai vegetali che si trovano spontaneamente in natura. La moltiplicazione del lentisco può avvenire per semina o talea semilegnosa. Quest’ultima pratica si effettua nella stagione primaverile, anche se, non è molto utilizzata perché la talea ha maggior difficoltà a radicare.

Lentisco: malattie e parassiti.

Tra le principali malattie e parassiti che possono danneggiare la pianta di lentisco, ci sono: gli acari, la cocciniglia e l’oidio. La cocciniglia, se presente in piccole zone, può essere eliminata dalla pianta in modo manuale: utilizzare un batuffolo di cotone imbevuto in acqua e alcool. Gli acari invece, attaccano le foglie, traendo nutrimento dalla linfa delle stesse e, distruggendo il fogliame. Per eliminarle basta utilizzare un prodotto antiparassitario da applicare durante gli attacchi e prima, in modo da prevenire l’insorgere di questi parassiti molto dannosi. L’oidio è un fungo che porta alla formazione di macchie bianche e ricoperte da una sorta di polverina. Le foglie attaccate da questo parassita, con il passare del tempo arrivano addirittura al disseccamento. La debellazione consiste nell’uso di prodotti antifungini, sia durante e sia prima del manifestarsi dell’infezione.

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Domande frequenti

  • Quali sono le condizioni ideali di esposizione e temperatura per il lentisco?
    Il lentisco predilige le esposizioni soleggiate, tipiche del clima mediterraneo, ma tollera bene anche le posizioni semiombreggiate. Resiste a temperature minime fino a -10°C, rendendolo adatto a molte aree italiane. Nelle regioni con inverni particolarmente rigidi, è consigliabile proteggere la pianta o posizionarla vicino a muri esposti a sud per mitigare il freddo intenso e favorire uno sviluppo ottimale.
  • Come si effettua la corretta irrigazione del lentisco durante l'anno?
    Le annaffiature devono essere regolari ma non eccessive. In estate, somministrare acqua ogni 15-20 giorni per mantenere il substrato leggermente umido. Durante l'inverno, riducete drasticamente le irrigazioni poiché la pianta entra in una fase di riposo vegetativo e necessita di meno acqua. Evitate i ristagni idrici, poiché il lentisco teme i terreni troppo umidi e mal drenati.
  • Quali sono i metodi di moltiplicazione del lentisco e quale è il più efficace?
    La moltiplicazione può avvenire tramite semina o mediante talea semilegnosa. La semina richiede tempi lunghi e pazienza. La talea semilegnosa, praticata in primavera, è tecnicamente possibile ma poco diffusa perché presenta notevoli difficoltà attecchimento e radicazione. Per ottenere risultati più sicuri e rapidi, molti giardinieri preferiscono acquistare piante già avvivate o ricorrere all'innesto su portainnesti compatibili.
  • Cosa fare se compaiono acari, cocciniglia o oidio sulla pianta?
    Per la cocciniglia, rimuovetela manualmente con un batuffolo di cotone imbevuto in alcol. Per gli acari, che succhiano la linfa causando danni al fogliame, intervenite con specifici acaricidi preventivamente o durante l'attacco. L'oidio, un fungo che causa polvere bianca sulle foglie, va trattato con prodotti antifungini sistemici o di contatto. Intervenire tempestivamente è fondamentale per evitare il disseccamento delle foglie.

Scheda Tecnica

Pistacia lentiscus

Nome scientificoPistacia lentiscus
FamigliaAnacardiaceae
Tipo di piantaArbusto o piccolo albero sempreverde
OrigineBacino del Mediterraneo
EsposizionePieno sole o semiombra
TerrenoSciolti, ricchi, ben drenati (adattabile a terreni poveri)
IrrigazioneLeggera, ogni 15-20 giorni d'estate; ridotta in inverno
FiorituraPrimavera (piccoli fiori verdi e rossi)
AltezzaFino a 4-5 metri
ConcimazioneConcime organico maturo in primavera-autunno
PotaturaNon richiesta, eventale leggera per forma
MoltiplicazioneSemina o talea semilegnosa (primavera)
Malattie e parassitiAcari, cocciniglia, oidio
Difficoltà di coltivazioneFacile

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