mal bianco

malattie delle piante

Mal bianco

Tutto quello che c'è da sapere sul mal bianco una patologia molto comune scopriamo: cosa lo provoca, come si manifesta e come combatterlo

di Redazione

17 luglio 2018

Mal bianco

Avete notato sulle vostre piante ornamentali delle chiazze bianche come la neve? Se la risposta è sì, potrebbe trattarsi di mal bianco, una malattia delle piante provocata da diverse famiglie di funghi appartenenti al genere Oidium. Proprio per l’agente eziologico che lo provoca, il mal bianco è detto anche “oidio”. I funghi del genere oidium appartengono a diverse famiglie di miceti, che seppure con caratteristiche riproduttive differenti, sono responsabili delle stessa malattia in numerosissime specie di piante. Gli oidium comprendono, infatti, specie perfette e imperfette. Le prime si riproducono per via sessuata, le seconde, in modalità asessuata. La famiglia di appartenenza degli oidium imperfetti è quella delle Erysiphaceae, mentre per le forme perfette è quella degli Ascomycota. In realtà esistono altre specie intermedie di miceti responsabili del mal bianco, i quali vengono classificati con il nome scientifico di altre famiglie. L’enorme varietà di miceti in grado di causare il mal bianco, rende questa patologia altamente dannosa per le piante e con un’incidenza più elevata della media. All’’interno delle varie famiglie di miceti patogoni, si ritrovano, inoltre, specie polifaghe ( infettano diverse piante), olifaghe( colpiscono solo poche piante) e monofaghe( prediligono soltanto una specie o una determinata varietà di piante).

Sintomi

Il mal bianco si manifesta con delle chiazze o macchie bianche pulverulente su alcune parti della pianta colpita, come foglie, fiori, boccioli, gemme e frutti in via di maturazione. La polvere bianca appare simile a un composto farinoso che ricopre in tutto o in parte la zona della pianta colpita. Successivamente e quando l’infezione si fa più estesa, si assiste alla necrosi dei tessuti vegetali, al disseccamento delle parti infettate e alla loro prematura caduta. Il mal bianco provoca anche l’indebolimento generale della pianta e difficoltà nell’accrescimento della stessa. Le foglie possono inizialmente ingiallirsi e poi avvizzire, mentre nei frutti in fase di maturazione si può assistere a un innaturale rammollimento e alla loro spaccatura, con ingresso di altri organismi o batteri patogeni che contribuiscono ad accelerare la morte della pianta infettata dal mal bianco.

Piante colpite

Le specie vegetali colpite dal mal bianco sono tantissime e vanno dalle piante ornamentali, ai cereali, agli ortaggi e alle piante da frutta. La malattia, in molti casi, prende il nome proprio dalla pianta infettata. Avremo così il mal bianco della rosa, dell’evonimo, dell’ortensia, della begonia, del platano, del nocciolo, della vite, del melo, del biancospino, del carciofo, dei cereali, delle cucurbitacee e delle leguminose. Alcuni miceti responsabili del mal bianco possono colpire trasversalmente differenti specie di piante. E’ il caso, ad esempio, del mal bianco del carciofo, che si manifesta anche nel pomodoro, nella melanzana, nell’olivo e nel sesamo, o del mal bianco del nocciolo, che colpisce anche l’acero, il frassino, la betulla, il pero e il lillà.

Cause

Il mal bianco si diffonde con alte temperature ed umidità relativa. Il periodo predisponente all’infezione è la tarda primavera e l’estate. I funghi del genere oidium si diffondono proprio con le alte temperature ( 20- 30 °), mentre non sopravvivono con le piogge intense a causa dell’effetto di dilavamento sulle parti infettate della pianta. Un’umidità lieve e persistente sulla parte superiore delle foglie può, invece, favorire la diffusione della malattia. Il mal bianco è infatti, provocato dalle spore che si liberano dall’apparato riproduttivo dei funghi, formato dalle ile. Le ile, al microscopio, si presentano come delle sottili ramificazioni o dei filamenti che attecchiscono grazie all’umidità e alle temperature elevate. Le spore prodotte dalle ile si liberano anche nell’aria e con il vento vengono trasportate nell’ambiente circostante. In inverno, le spore di oidium entrano in una fase di “riposo” riparandosi dalle condizioni climatiche avverse e dalle basse temperature attraverso nascondigli nelle parti di piante secche o in marcescenza.

Difesa

Il mal bianco si può combattere sia con strategie preventive che con sostanze antifunghine o antioidio. La prevenzione consiste nell’innaffiare le piante alla base e non nella parte superiore delle foglie; nella corretta concimazione, che deve comprendere un nutrimento azotato in proporzione alle reali necessità della pianta, e nell’adeguata areazione della pianta per impedire l’accumulo di umidità. Altra strategia preventiva, l’uso di prodotti a base di zolfo, la polvere verdastra ad azione coprente, che deve essere applicata per intero sulle diverse parti della pianta. Senza una copertura totale, anche lo zolfo si rivela inefficace per prevenire il mal bianco. Le applicazioni di questa sostanza devono essere effettuate con le basse temperature, cioè, durante la stagione invernale, quando il rischio di infezione è praticamente nullo. Per evitare lo svernamento delle spore durante la primavera o l’estate, dalla pianta vanno allontanate e preferibilmente bruciate, parti marciscenti o secche, come rami, foglie, petali e frutti. Quando l’infezione si è già diffusa, i trattamenti efficaci sono quelli con prodotti chimici antiodici, quali, ad esempio, fenarimol, dinocap e benomil.

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Domande frequenti

  • Quali sono i sintomi principali del mal bianco sulle piante?
    Il mal bianco si manifesta inizialmente con chiazze o macchie bianche pulverulenti, simili a farina, su foglie, fiori, boccioli e frutti. Con il progredire dell'infezione, i tessuti colpiti vanno incontro a necrosi e disseccamento, causando la caduta prematura delle parti affette. La pianta mostra segni generali di indebolimento, con foglie che ingialliscono prima di appassire. Nei frutti in maturazione si osservano rammollimento anomalo e spaccature, che facilitano l'ingresso di ulteriori patogeni e accelerano il deperimento dell'esemplare.
  • In quali condizioni climatiche il mal bianco si sviluppa maggiormente?
    La patologia è favorita da alte temperature, comprese tra 20 e 30 gradi Celsius, unite a un'umidità relativa lieve ma persistente, specialmente sulla superficie fogliare. È tipica della tarda primavera e dell'estate. Al contrario, le piogge intense ostacolano la malattia poiché dilavano le spore e i funghi dalle parti infettate della pianta. Durante l'inverno, le spore entrano in una fase di riposo protetto all'interno di residui vegetali secchi o marcescenti, in attesa di condizioni favorevoli per riattivarsi.
  • Come si previene il mal bianco in giardino?
    La prevenzione si basa su pratiche colturali corrette: innaffiare sempre alla base delle piante per evitare di bagnare le foglie e creare umidità stagnante. Assicurare una buona areazione intorno alla vegetazione riduce il rischio di infezioni. Una concimazione equilibrata, evitando eccessi di azoto, rafforza le difese naturali della pianta. Inoltre, è fondamentale rimuovere e bruciare tempestivamente tutte le parti vegetali secche, marce o cadute a terra, eliminando i rifugi dove le spore svernano e si moltiplicano per la stagione successiva.
  • È efficace usare lo zolfo contro il mal bianco?
    Sì, lo zolfo è un prodotto efficace per la prevenzione del mal bianco grazie alla sua azione coprente e antifungina. Tuttavia, per funzionare correttamente deve essere applicato in modo da garantire una copertura totale su tutte le parti della pianta; qualsiasi area scoperta permetterebbe al fungo di svilupparsi. L'applicazione ideale avviene durante la stagione invernale, quando le temperature sono basse e il rischio di infezione attivo è quasi nullo, permettendo allo zolfo di proteggere la pianta prima della ripresa vegetativa primaverile.
  • Cosa fare se il mal bianco è già presente sulla pianta?
    Quando l'infezione è già visibile, la prevenzione non basta ed è necessario intervenire con trattamenti specifici. Si rendono necessari prodotti chimici antiodici (antioidio) come fenarimol, dinocap o benomil, che agiscono direttamente sui funghi patogeni. Parallelamente al trattamento chimico, è essenziale potare e eliminare le parti della pianta gravemente colpite, necrotiche o disseccate, rimuovendole dall'area coltivata per ridurre la carica infettiva e limitare la diffusione delle spore ad altre piante sane vicine.