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morfologia radici

Conoscere e capire la morfologia delle radici, principali strutture di sostegno e di nutrizione delle piante

di Redazione

11 febbraio 2013

Morfologia radici

La pianta è composta da diverse strutture. Genericamente si parla di strutture o componenti vegetali, mentre specificamente si parla di foglie, fiori, fusti, steli e radici. Nelle sezione del sito abbiamo esaminato la morfologia delle foglie e dei fiori, che, come sappiamo, sono i compomenti principali di una pianta. In questa sede vogliamo esaminare un altro componente fondamentale delle piante: le radici. Dalla forma e dal comportamento delle radici si possono avere informazioni sulla tipologia di pianta e sulle sue condizioni di salute. In ogni caso, anche la morfologia delle radici riveste un ruolo fondamentale nella classificazione delle varie specie vegetali esistenti in natura.

Caratteristiche

Le radici sono la struttura vegetale che tiene le piante ancorate al suolo e che permette l’assorbimento delle sostanze nutritive da parte delle stesse. La funzione delle radici è talmente importante che alcuni riferimenti a queste strutture sono entrati nell’uso comune. Spesso, infatti, si usa dire “mettere radici” nel senso di rimanere stabilmente ancorati a un luogo e a una situazione. Il termine si riferisce proprio alle piante, le quali, dopo la semina o il trapianto, mettono radici per fissarsi al terreno, per nutrirsi e per continuare a crescere.

Tipologie

La botanica distingue tante tipologie di radici: principali, laterali, secondarie, avventizie, ecc. Le radici principali sono quelle che si sviluppano dalla semina e che permettono alla pianta di fissarsi stabilmente al terreno. Quelle laterali sono le radici che si sviluppano ai lati della radice principale e quelle secondarie sono quelle che si sviluppano da quelle laterali. Quando lo sviluppo radicale è completo si forma una folta “vegetazione” di radici che nutrirà la pianta assorbendo dal terreno, acqua, sali minerali e sostanze nutritive. Quando la radice principale si sviluppa più delle secondarie viene chiamata fittone. In alcune specie, il fittone è molto grosso e viene usato per immagazzinare sostanze di riserva. Ne è un tipico esempio, la carota. Le radici avventizie sono quelle che si sviluppano all’esterno e che formano dei nodi alla base della pianta. Alberi di grossa taglia possono sviluppare radici avventizie che in realtà sono radici modificate per esigenze adattative della pianta. Le radici avventizie si possono prelevare per riprodurre le piante per talea.

Malattie

Le radici delle piante possono ammalarsi al pari dei fiori e delle foglie. Queste strutture risentono negativamente di alcune condizioni chimico fisiche del terreno o di alcuni errori colturali. In genere, i terreni calcarei e aridi sono difficili da sopportare per le radici di molte piante, perché i terreni compatti limitano l’assorbimento delle sostanze nutritive da parte delle radici stesse. Anche gli errori colturali, come le concimazioni e le irrigazioni scarse o eccessive, possono dare luogo a malattie fungine delle radici ( marciumi) o alla secchezza delle stesse, con conseguente morte della pianta.

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Domande frequenti

  • Quali sono le funzioni principali delle radici nelle piante?
    Le radici svolgono due funzioni vitali fondamentali per la sopravvivenza della pianta. La prima è meccanica: servono ad ancorare saldamente la pianta al suolo, impedendole di cadere o essere sradicata dal vento. La seconda è fisiologica: agiscono come organo di assorbimento primario, captando dall'ambiente circante acqua e sali minerali necessari per la crescita e il metabolismo. Senza un apparato radicale sano, la pianta non può nutrirsi né mantenersi stabile.
  • Come si classificano le diverse tipologie di radici?
    La botanica distingue le radici in base alla loro origine e posizione. Esistono le radici principali, sviluppatesi direttamente dalla semina; quelle laterali, che crescono ai lati della principale; e le secondarie, derivanti dalle laterali. Un caso particolare è il fittone, dove la radice principale domina sulle altre ed è spesso usata per accumulare riserve (es. carota). Vi sono poi le radici avventizie, che si formano fuori dal suolo, spesso sui fusti, e sono utili per la riproduzione tramite talea.
  • Cosa causa le malattie delle radici e come prevenirle?
    Le patologie radicali derivano principalmente da errate condizioni colturali e caratteristiche del substrato. Terreni troppo compatti, calcarei o aridi ostacolano l'assorbimento idrico e nutrizionale. Gli errori più comuni riguardano l'irrigazione e la concimazione: sia l'eccesso che la scarsità d'acqua possono causare marciumi fungini o secchezza radicale. Per prevenire questi problemi è essenziale garantire un terreno ben drenato, evitare ristagni idrici e somministrare fertilizzanti in modo equilibrato e conforme alle necessità della specifica specie.
  • Perché la morfologia delle radici è utile per identificare una pianta?
    La struttura dell'apparato radicale fornisce indizi preziosi sull'identità e sullo stato di salute della pianta. Il tipo di radicazione (ad esempio la presenza di un robusto fittone rispetto a un sistema fibroso diffuso) aiuta a classificare le specie vegetali. Inoltre, osservando la forma e il comportamento delle radici, è possibile dedurre se la pianta sta affrontando stress ambientali, carenze nutrizionali o attacchi patogeni, permettendo interventi tempestivi per ripristinarne la vitalità.