Cachi maturi

piante da frutto

Pianta di cachi

La pianta di cachi, originaria della Cina, è conosciuta da più di 2000 anni per i suoi succulenti frutti. Ecco la guida su come coltivarne una.

di Redazione

02 gennaio 2017

Quanto irrigare

Il cachi è un albero di media grandezza, che può raggiungere i 10 metri circa d'altezza. È una pianta che viene usata anche per scopi ornamentali, dati i suoi contrasti di colore tra l'estate e l'autunno. Il suo habitat prevede temperature miti, con inverni non troppo rigidi ed estati soleggiate, anche se resiste a temperature al di sotto dello 0. Non è adatta a vivere in ambienti troppo umidi, e teme i ristagni idrici, per questo motivo il terreno di coltura dev'essere ben drenante. Gli interventi di irrigazione devono essere concentrati soprattutto nel periodo estivo, dove l'innalzamento di temperatura può provocare siccità (alla quale la pianta resiste, compromettendo però la qualità dei frutti): un intervento di irrigazione ogni due settimane, con pochi volumi d'acqua, è più che sufficiente. Si sconsiglia di bagnare le foglie, in quanto ciò potrebbe favorire l'attacco da parte di alcuni funghi.

Cure richieste

L'albero di cachi è tipicamente selvatico, pertanto non richiede molte cure. È adatto a qualsiasi tipo di terreno, sia esso argilloso o calcareo, ed a quasi tutti i valori di pH; tollera poco la presenza nel terreno di sodio e boro, e dev'essere disposto in una zona poco ventilata ma molto esposta alla luce del sole. È opportuno eliminare eventuali rami malati, che possono trasmettere l'infezione ad altre parti della pianta, ricordando però che la potatura va sempre effettuata dopo la raccolta dei frutti. La raccolta dei frutti va invece effettuata quando questi si presentano di colore arancio vivo, senza più striature verdi: questo accade generalmente all'inizio dell'estate, ma in alcune varietà ed in base alle cure fornite alla pianta, la raccolta può essere ritardata di qualche settimana.

Quando e quanto concimare

Gli interventi di concimazione possono essere limitati quando la pianta è adulta. Una volta all'anno, preferibilmente prima della fioritura, è opportuno distribuire ai piedi dell'albero 1 kilogrammo di concime ternario (contenente quindi azoto, fosforo e potassio in proporzioni simili) a lenta cessione. Lo stallatico maturo, bovino o equino, è adatto per questi interventi. Per le piante più deboli, invece, si può somministrare una volta ogni due anni un concime con elevata concentrazione di azoto. Per le piante giovani, la prima concimazione dev'essere effettuata nel momento della messa a dimora (consigliata in autunno), con un concime più ricco in fosforo e potassio; il processo deve essere ripetuto identicamente durante i primi anni di vita, caratterizzati da improduttività della pianta, per favorirne la crescita.

Malattie e parassiti

L'albero di cachi, soprattutto quando ha prodotto i suoi frutti, può essere attaccato dalla mosca mediterranea della frutta: questo insetto può essere trattato con trappole in grado di catturare fisicamente l'esemplare adulto oppure, se la diffusione è più ampia, con antiparassitari chimici. Un altro parassita che non si nutre del frutto, ma che può danneggiare il legno dell'albero, è la sesia: le larve di questo insetto, a partire da aprile, creano dei fori nel tronco dell'albero e ci si incrisalidano; alla loro fuoriuscita, gli esemplari di sesso femminile deporranno le uova sulla corteccia, così da continuare l'attacco e danneggiare gravemente la pianta. Se gli attacchi sono sporadici, può essere utile spennellare la corteccia con della calce, altrimenti è necessario procedere con un prodotto chimico a base di composti fosforganici.

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Domande frequenti

  • Come e quando devo irrigare il cachi?
    Le irrigazioni del cachi vanno concentrate principalmente nel periodo estivo, quando le alte temperature potrebbero causare siccità. Anche se la pianta resiste alla mancanza d'acqua, questa compromette la qualità dei frutti. L'intervento ideale consiste nell'erogare piccoli volumi d'acqua ogni due settimane. È fondamentale evitare di bagnare le foglie, poiché l'umidità sulle foglie favorisce l'insorgenza di malattie fungine. In inverno, se piove sufficientemente, le annaffiature possono essere sospese, dato che il cachi teme fortemente i ristagni idrici.
  • Quando si effettua la potatura del cachi?
    La potatura del cachi deve essere eseguita rigorosamente dopo la raccolta dei frutti. Questo albero, essendo tipicamente selvatico, richiede poche cure, ma è importante rimuovere tempestivamente i rami malati o secchi per impedire che le infezioni si diffondano ad altre parti della chioma. Poiché la raccolta avviene solitamente all'inizio dell'estate (quando i frutti sono arancioni vivi), la potatura seguirà immediatamente questo evento. Evitare di potare in periodi diversi garantisce alla pianta di non subire stress inutili e di mantenere una buona produzione annuale.
  • Quale concime usare per il cachi e quando?
    Per gli alberi adulti, è sufficiente una concimazione annuale, preferibilmente distribuita ai piedi della pianta prima della fioritura. Si consiglia l'uso di 1 kg di concime ternario (azoto, fosforo, potassio in egual misura) a lenta cessione o di stallatico maturo bovino o equino. Per le piante giovani, la prima concimazione va fatta al momento della messa a dimora in autunno, utilizzando un concime ricco in fosforo e potassio per favorire la radicazione; questa operazione va ripetuta nei primi anni di vita. Solo per piante particolarmente deboli si può valutare un concime azotato ogni due anni.
  • Quali parassiti colpiscono il cachi e come difenderlo?
    I principali nemici del cachi sono la mosca mediterranea della frutta e la sesia. La mosca attacca i frutti maturi: per controllarla si possono usare trappole cromotropiche per catturare gli adulti o, in caso di infestazioni gravi, antiparassitari chimici specifici. La sesia, invece, danneggia il legno: le sue larve creano fori nel tronco da aprile in poi. Se gli attacchi sono sporadici, basta spennellare la corteccia con calce idraulica; se l'infestazione è massiccia, sarà necessario intervenire con prodotti chimici a base di composti fosforganici per salvare l'albero.
  • In che periodo si raccolgono i frutti di cachi?
    La raccolta dei cachi avviene generalmente all'inizio dell'estate, ma il tempo preciso varia in base alla varietà e alle cure fornite alla pianta. I frutti sono pronti quando assumono un colore arancione vivo e uniforme, privo di striature verdi. È importante aspettare questo stadio di maturazione per garantire il sapore dolce e la consistenza corretta. A seconda del clima locale e delle condizioni meteo, la raccolta può essere anticipata o ritardata di qualche settimana rispetto alla finestra temporale standard. Osservare attentamente il colore della buccia è il metodo più affidabile per determinare il momento giusto.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaAlbero deciduo medio-grande
OrigineCina
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaResistente sotto lo 0°C
TerrenoBen drenante, tollerante vari pH, evita ristagni
IrrigazioneModerata, ogni 2 settimane in estate, evitare foglie
FiorituraPrimavera (prima della concimazione)
AltezzaFino a 10 metri
ConcimazioneUna volta l'anno pre-fioritura, stallatico maturo
PotaturaDopo la raccolta dei frutti
MoltiplicazioneMessa a dimora in autunno
Malattie e parassitiMosca mediterranea della frutta, Sesia apiformis
Difficoltà di coltivazioneFacile

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