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Bacche di Goji

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Parliamo di tutto quello che riguarda il goji: cosa si intende con questo nome, da dove deriva e che effetto hanno i suoi frutti.

di Redazione

09 luglio 2013

Goji

Il termine “Goji” viene abbondantemente usato negli ultimi anni. In effetti, esiste una valida ragione: il nome appena indicato si riferisce ai frutti di una pianta di origine asiatica. Questa pianta, più precisamente Lycium barbarum e la varietà Lycium Chinense, viene anche chiamata albero di Goji, dal nome dell’antica cultura e civiltà tibetana. Il termine ha anche origine dall’antico dialetto himalayano, dove veniva pronunciato e scritto “gǒuqǐ”. Il goji è, infatti, un albero che cresce nelle valli dell’Himalaya: lo si ritrova in Tibet, nella Cina del Nord e in Mongolia. Ad esso vengono attribuite e riconosciute proprietà antiossidanti. Ad essere “miracolose” sono, però, le sue bacche, opportunamente dette anche “frutti di Goji”. I suddetti frutti sono piccoli, di colore rosso e con un sapore vagamente simile al mirtillo. La composizione delle bacche di Goji comprende vitamine, polisaccaridi, sali minerali, acidi grassi, amminoacidi, carotenoidi e fitosteroli. Queste sostanze hanno il potere di combattere i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare. L’albero di Goji, dunque, si può considerare un meraviglioso regalo della natura, così come lo sono i suoi frutti. Dagli stessi si ricavano tantissimi integratori alimentari e composti erboristici, tra cui anche il succo di Goji, normalmente definito anche con il solo termine “Goji”.

Storia del Goji

L’albero di Goji, e precisamente la varietà Licium Barbarum, vanta una storia antichissima e millenaria. Le sue virtù erano conosciute anche dalla medicina cinese. Persino i guerrieri ninja si nutrivano delle sue bacche per ricavare benessere, energia e forza fisica. Basta pensare che gli estratti delle bacche di Goji venivano anche usati come medicina per curare i malati nelle cliniche del Tibet. I benefici effetti delle bacche sono stati messi a punto solo in epoca recente: risale, infatti, al 1973 l’attribuzione del nome “goji” ai frutti del Lycium barbarum, ad opera di alcuni ricercatori botanici dell’istituto tibetano Tanaduk Research Institute. In quello stesso periodo iniziarono anche le prime esportazioni di bacche. La prima in assoluto avvenne nel 1977, quando alcuni campioni di questi frutti furono inviati al mercato di Seattle, a Washington. In America, dunque, l’uso e il consumo delle bacche di goji è iniziato a fine anni ’70, mentre in Europa e in Italia, solo in anni più recenti. Non sappiamo se dietro tutto questo si nasconda un’imponente operazione di marketing, visto il prezzo elevato di alcuni estratti; sappiamo solo che, secondo alcuni studi, questi frutti fanno bene alla salute e al benessere. Da qui, a dire che curino anche mali molto seri, però, ce ne passa…Si può solamente affermare che il consumo abituale di questi frutti, nelle giuste quantità, può svolgere un’utile funzione preventiva per allontanare la comparsa di alcune malattie tipiche dell’invecchiamento fisico e cellulare, come la mancanza di energia, l’impotenza sessuale, il diabete e il cancro. Per le loro proprietà nutrizionali, le bacche di goji danno anche un senso di sazietà. Questo effetto è utile nel caso si voglia perdere peso, perché la sazietà, solitamente, induce a mangiare di meno.

Coltivare il Goji in Italia

Chi vuole consumare le bacche di goji, solitamente, deve acquistarle. In effetti non è facile trovarle nel mercato sotto casa, mentre è semplicissimo acquistarle on line o in erboristeria, con gli evidenti costi che questi canali di acquisto di solito comportano. Per tale motivo molti si chiedono se sia possibile coltivare il Goji ( l’albero) in Italia, magari anche nel proprio giardino. In teoria è possibile, ma sembra che non si ottengano gli stessi frutti dell’albero coltivato in Asia. Le condizioni climatiche italiane, l’inquinamento e l’aria non più salubre come in passato, creano condizioni negative per lo sviluppo dei frutti di Goji. Se si vuole, l’albero si può sempre coltivare in proprio, ma solo per motivi ornamentali ed estetici e non per raccogliere bacche dai “presunti” effetti miracolosi. Il goji, infatti, si può coltivare in vaso o a pieno campo. La pianta tende a svilupparsi verso l’alto in vaso e con chiome più larghe e in orizzontale, a pieno campo. Le foglie, appuntite e verde chiaro, si colorano di piccoli frutti rossi solo dopo lungo tempo. Il goji coltivato in casa produce, invece, gradevoli fiori lilla, mentre la maturazione dei frutti è più lenta e richiede di solito qualche anno dalla messa a dimora dell’albero. Per vedere fruttificare il goji conviene acquistarlo già maturo e pronto per la comparsa dei frutti.

Effetti

Gli effetti delle bacche di goji sono ormai noti a tutti e si riferiscono a quelli antiossidanti e di ringiovanimento cellulare. Questi effetti sono ormai decantati da più parti e confermati dai consumatori, ma anche da studi e ricerche. Non bisogna però attribuire a dei frutti proprietà miracolose, ma solo utili a conquistare un benessere fisico che oggi, con la vita frenetica e lo stress è sempre più difficile da mantenere. Non si conoscono nemmeno le controindicazioni delle bacche di goji : non esistono, infatti, ancora studi in merito, a parte quelli sull’abbinamento degli estratti di goji con alcuni medicinali. In genere, i preparati erboristici tendono a potenziare gli effetti dei farmaci. Lo stesso vale per le bacche di Goji: è stato dimostrato che le stesse, ma anche il succo, se associati all’assunzione di anticoagulanti, tendono a potenziare l’effetto di questi ultimi. Per tale motivo, prima di assumere gli estratti di goji in concomitanza con dei farmaci, è importante chiedere il preventivo parere del medico.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà nutrizionali e benefiche delle bacche di Goji?
    Le bacche di Goji sono ricche di vitamine, polisaccaridi, sali minerali, acidi grassi, amminoacidi, carotenoidi e fitosteroli. Queste sostanze esercitano un potente effetto antiossidante, combattendo i radicali liberi e l'invecchiamento cellulare. Il consumo abituale, nelle giuste quantità, può svolgere una funzione preventiva contro disturbi legati all'invecchiamento come stanchezza e carenze energetiche. Inoltre, grazie alle loro proprietà nutrizionali, favoriscono il senso di sazietà, risultando utili nei regimi alimentari finalizzati alla perdita di peso.
  • È possibile coltivare il Goji in Italia per ottenere frutti commestibili?
    Teoricamente sì, il Goji può crescere in Italia sia in vaso che a pieno campo, ma i risultati variano notevolmente rispetto alla zona d'origine. Le condizioni climatiche italiane, l'inquinamento e la qualità dell'aria rendono difficile ottenere frutti dalle stesse caratteristiche di quelli asiatici. Per questo motivo, la coltivazione domestica è spesso consigliata principalmente per scopi ornamentali ed estetici, poiché la produzione di bacche commestibili di alta qualità è incerta e richiede diversi anni dalla messa a dimora.
  • Esistono controindicazioni nell'assumere integratori o succo di Goji?
    Sebbene non esistano ancora studi specifici sulle controindicazioni generali delle bacche fresche, è noto che gli estratti e il succo di Goji possono interagire con determinati farmaci. In particolare, è stato dimostrato che l'assunzione di Goji insieme ad anticoagulanti ne potenzia l'effetto, aumentando il rischio di sanguinamento. Pertanto, è fondamentale consultare il proprio medico prima di assumere integramenti a base di Goji, specialmente se si segue una terapia farmacologica specifica, per evitare interazioni pericolose.
  • Come cambia l'aspetto della pianta di Goji in vaso rispetto al terreno?
    La pianta di Goji mostra adattamenti morfologici significativi in base al metodo di coltivazione. Quando coltivata in vaso, la pianta tende a sviluppare una crescita prevalentemente verticale, concentrandosi sull'altezza. Al contrario, se piantata direttamente a pieno campo, sviluppa chiome più ampie e si espande in direzione orizzontale. In entrambi i casi, le foglie sono verdi chiare e appuntite, mentre i fiori appaiono di colore lilla. La maturazione dei frutti è comunque un processo lento che richiede pazienza da parte del coltivatore.
  • Da dove deriva il nome 'Goji' e qual è la sua storia antica?
    Il termine 'Goji' trae origine dall'antico dialetto himalayano 'gouq', legato alla cultura tibetana. Storicamente, questa pianta (Lycium barbarum) era nota fin dall'antichità nella medicina cinese e tibetana, dove gli estratti venivano usati per curare i malati. Anche i guerrieri ninja consumavano le bacche per aumentare energia e forza fisica. La denominazione scientifica moderna 'goji' per i frutti fu attribuita ufficialmente solo nel 1973 da ricercatori dell'Istituto Tibetano Tanaduk, segnando l'inizio della loro diffusione globale e delle prime esportazioni commerciali.

Scheda Tecnica

Lycium barbarum, Lycium chinense

Nome scientificoLycium barbarum, Lycium chinense
Tipo di piantaArbusto/albero
OrigineAsia (Himalaya, Tibet, Cina del Nord, Mongolia)
EsposizionePieno sole
TerrenoAdattabile, preferibilmente ben drenato
IrrigazioneModerata, regolare
FiorituraPrimaverile/estiva (fiori lilla)
AltezzaVariabile, tende all'altezza in vaso, espansione orizzontale a terra
MoltiplicazioneMessa a dimora di piante mature o propagazione vegetativa
Difficoltà di coltivazioneFacile da coltivare, ma fruttificazione complessa fuori area nativa

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