Ciliegio selvatico

alberi da frutto

Ciliegio selvatico

Conosciamo meglio il Ciliegio selvatico, elegante e policromo albero dai candidi fiori e dalle edibili e prelibate bacche rosseggianti.

di Redazione

05 gennaio 2017

Irrigazione

L'albero fruttifero proviene pressoché esclusivamente dal vecchio continente, ove si eccettuino talune aree asiatiche, ed è annoverata nel vasto e importante raggruppamento familiare delle Rosaceae. Mediamente presente nelle boscaglie e nelle macchie del nostro Paese, specie ad altezze non esagerate, viene coltivato sin dai tempi antichi per la magnifica infiorescenza candida, eccellente decorazione di spazi verdeggianti e parchi, ed ovviamente per i suoi prelibati frutti, impiegati con profusione nell'industria alimentare e non soltanto. Se oggetto di cure, dovrà essere annaffiato generosamente nelle stagioni primaverile ed estiva, con sensibile riduzione delle bagnature a partire dal mese di settembre sino alla primavera successiva. È consigliabile non irrorare il Ciliegio selvatico se non qualora la terra si mostri prosciugata o secca.

Prendersene cura

Come sistemazione prediletta, il Ciliegio selvatico apprezza un terreno soffice e morbido, non particolarmente dotato di sostanze organiche, a cui dovranno unirsi componenti sabbiose e torbacee che consentano l'indispensabile drenaggio del terreno. Non è a suo agio, invece, in suoli molto compatti e consistenti che non lascino penetrare l'acqua, determinando stagnazioni e pozze lesive o addirittura esiziali per la pianta. L'albero può essere sottoposto a periodiche operazioni di potatura per modellarne le forme ed il portamento, con l'accortezza nondimeno di effettuare interventi sempre leggeri e mai invasivi. Si potranno compiere, ad esempio, lievi scorci delle ramificazioni sporgenti o, in genere, varie rimozioni dei rami invecchiati e laceri e del fogliame e delle infiorescenze appassiti.

Fertilizzazione del Ciliegio selvatico

Pur non denotando eccessive esigenze in materia, la pianta decorativa va comunque fertilizzata per l'assunzione dei giusti nutrienti. All'uopo potranno utilizzarsi fertilizzanti di natura solida, a rilascio graduale e progressivo nel tempo, da somministrarsi soltanto nel periodo primaverile e autunnale. Il fertilizzante prescelto dovrà contenere significativa presenza di componenti potassiche, fosforate e soprattutto azotate, indispensabili quest'ultime per lo sviluppo e la soddisfacente fruttificazione. Rilevante per la tipologia di albero, inoltre, sarà la presenza dei dovuti microelementi, seppure in percentuali minime, con particolare riferimento agli elementi del calcio e del magnesio. Di vasto impiego per la pianta in esame risultano i fertilizzanti a base organica, preferiti per l'intrinseca capacità di irrobustire il sistema radicale.

Esposizione e patologie

Il cangiante albero fruttifero adora un habitat molto illuminato e assolato e tollera senza difficoltà l'esposizione diretta alle radiazioni solari. Predilige d'elezione condizioni climatiche miti e temperate, anche se non esageratamente calde ed afose, tuttavia non patisce le temperature rigide fino almeno a -20°C. La pregiata pianta, infine, può non di rado essere insidiata da numerosi insetti e parassiti, come gli afidi e la cocciniglia. Occorrerà nel caso rimuoverli con tempestività, adottando un idoneo specifico insetticida. Sono registrabili, inoltre, insidie di muffe e putredini provocati da patologie fungine, la più nota delle quali è la moniliosi. Oltre all'utilizzo di anticrittogamico, la malattia sarà efficacemente combattuta anche attraverso la riduzione dell'umidità ambientale e del suolo.

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Domande frequenti

  • Qual è il miglior terreno per coltivare il ciliegio selvatico?
    Il ciliegio selvatico richiede un terreno soffice, morbido e ben drenante. È fondamentale evitare suoli compatti e pesanti che causano ristagni idrici, letali per la pianta. La miscela ideale include componenti sabbiose e torbose per garantire un drenaggio ottimale. Non necessita di terreni ricchi di sostanza organica, ma la struttura deve permettere all'acqua di scorrere liberamente senza creare pozze stagnanti.
  • Quando e come concimare il ciliegio selvatico?
    La concimazione va effettuata due volte l'anno: in primavera e in autunno. Si consiglia l'uso di fertilizzanti solidi a lento rilascio. La formula deve contenere azoto, fosforo e potassio, con particolare attenzione all'azoto per favorire la fruttificazione. È preferibile utilizzare prodotti organici per irrobustire l'apparato radicale. Devono essere presenti anche microelementi come calcio e magnesio, essenziali per la salute generale dell'albero.
  • Quanto resiste al freddo il ciliegio selvatico?
    Questa pianta tollera bene il freddo, resistendo a temperature rigide fino a -20°C. Predilige comunque climi miti e temperati, evitando il caldo eccessivamente afoso. Pur essendo resistente al gelo, ama le esposizioni soleggiate e luminose. La sua adattabilità termica lo rende adatto a molti giardini, purché non si verifichino sbalzi termici estremi accompagnati da umidità elevata che favoriscono malattie fungine.
  • Come si gestisce l'irrigazione durante l'anno?
    Durante la primavera e l'estate, il ciliegio selvatico richiede annaffiature generose per sostenere la crescita e la fruttificazione. A partire da settembre, le irrigazioni devono essere drasticamente ridotte fino alla primavera successiva. Bagna il terreno solo quando risulta completamente asciutto. Evitare l'irrigazione frequente o eccessiva in autunno/inverno per prevenire marciumi radicali e stress idrico inverso.
  • Quali sono le principali malattie e parassiti da controllare?
    I nemici principali sono afidi e cocciniglia, contro i quali intervenire tempestivamente con insetticidi specifici. Una patologia grave è la moniliosi, causata da funghi che provocano muffe e marcescenze. Per combatterla, oltre ai trattamenti anticrittogamici, è cruciale ridurre l'umidità ambientale e del suolo. La prevenzione passa attraverso una buona aerazione della chioma e il rispetto dei cicli di irrigazione.
  • Come si effettua la potatura corretta?
    La potatura deve essere leggera e mai invasiva. L'obiettivo è modellare la forma e rimuovere i rami problematici. Intervieni eliminando i rami sporgenti, quelli invecchiati, laceri o secchi, nonché il fogliame e le infiorescenze appassite. Evita tagli drastici che potrebbero indebolire la pianta. Intervenire con moderazione aiuta a mantenere l'equilibrio vegetativo e a favorire una sana produzione di frutti l'anno successivo.

Scheda Tecnica

FamigliaRosaceae
Tipo di piantaAlbero fruttifero
OrigineEuropa e Asia occidentale
EsposizioneSoleggiata, clima mite/temperato
TerrenoSoffice, drenante, sabbioso-torboso
IrrigazioneGenerosa in primavera/estate, ridotta da settembre a primavera
FiorituraPrimavera (infiorescenze bianche/candide)
ConcimazionePrimavera e autunno, N-P-K + Ca/Mg, organico preferito
PotaturaLeggera, rimozione rami vecchi/secchi
Malattie e parassitiAfidi, cocciniglia, Moniliosi (funghi)
Difficoltà di coltivazioneMedia

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