L'irrigazione
L'inconfondibile albero orientale vanta provenienza esclusiva dal continente asiatico e si ascrive nel fondamentale e vasto aggregato familiare delle Rosaceae. Questa pianta risulta conosciuta ed apprezzata in ogni angolo del globo per le mirabili infiorescenze, autentico tripudio di colori candidi e rosacei, e per lo stupendo fogliame, capace di donare tinte soavemente rosseggianti per tutto il periodo autunnale. Il Ciliegio giapponese non avrà di regola esigenze di rilievo nelle periodiche bagnature, potendo venire irrorata a cadenza mensile in larga parte dell'annualità. Nelle stagioni primaverile ed estiva le frequenze andranno aumentate, qualora sia dato riscontrare condizioni torride o afose, badando però a non annaffiare se non quando la terra si mostri perfettamente prosciugata.
La coltivazione
Il Ciliegio giapponese potrà essere disposto sinanche agevolmente in appropriati recipienti, ciò nondimeno la sua primaria sistemazione sarà in spazi aperti e di sufficiente ampiezza. In ogni maniera, dovrà predisporsi un terreno soffice, scevro da durezze e compattezze, nonché abbondante di sostanze organiche e perfettamente drenato, a mezzo di materiali torbacei e sabbiosi. Periodicamente, dopo la stagione delle fioriture l'albero andrà sottoposto ad operazioni di potatura, che precipuamente consisteranno nella semplice rimozione delle foglie vecchie ed ingiallite e delle infiorescenze ormai avvizzite. Ove collocato in contenitore, potranno effettuarsi opere di rinvaso nel periodo primaverile, prescegliendo recipienti di superiore capienza atti a ricevere lo sviluppo delle radici della pianta.
La fertilizzazione
In qualunque luogo sia stato posto, l'albero andrà moderatamente concimato per il preciso e ponderato nutrimento. Per la tipologia di pianta risulteranno preferibili i fertilizzanti di natura solida, caratterizzati dall'azione di rilascio particolarmente lenta e graduale. Saranno di composizione organica, formati da miscele di letame disseccato, e andranno conferiti con frequenza moderata, anche ogni trimestre o più. Il fertilizzante adottato dovrà denotare una qualche prevalenza di componenti azotate a discapito degli altri tipici elementi, ovvero potassio e fosforo, ed includere a sufficienza i microelementi pure necessari per lo sviluppo rigoglioso. Meno in uso per il tipo di albero ma non da escludersi risultano, invece, i concimi di natura liquida, da conferire assieme all'acqua di irrorazione.
Esposizione e patologie
Questa splendida pianta cangiante apprezzerà un habitat integralmente soleggiato, ricevendo beneficio alle proprie peculiari nuance dai raggi diretti del sole. Resistente e rustica, potrà, nondimeno, essere alloggiata in ambienti parzialmente ombreggiati, con ovvie ripercussioni peraltro sull'intensità dei colori del fogliame e delle infiorescenze. Non temerà, inoltre, condizioni climatiche rigide, né moderati flussi d'aria. L'albero, infine, potrà essere soggetto a diverse patologie fungine, ovviabili nella maggior parte delle occasioni attraverso il miglioramento del drenaggio della terra, ed all'attacco di insetti e parassiti, come alcuni esemplari di larve, la cocciniglia e gli afidi. Nell'ultima congiuntura, si dovrà provvedere tempestivamente con l'utilizzo di un apposito insetticida.