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Innaffiare orchidea

La operazione di innaffiatura è una delle più importanti nel giardinaggio, e soprattutto per l'orchidea che è una pianta abbastanza esigente.

di Redazione

06 luglio 2018

Orchidea

La pianta di orchidea è probabilmente una delle piante più famose alle nostre latitudini; non solo, data l’incredibile e particolare eleganza dei suoi fiori, essa è famosissima ed amata in ogni luogo della Terra che permetta la sua coltivazione, e vi possiamo assicurare che sono davvero tantissimi. L’Orchidea è originaria delle zone tropicali e sub-tropicali sia del continente americano e sia del continente asiatico; questa zona di provenienza così estesa e varia può sembrare strana, ma se in realtà andiamo ad osservare che alla famiglia delle Orchidaceae appartengono circa seicentocinquanta generi e più di venticinquemila specie, allora possiamo comprendere come esse provengano da più parti del globo. Questa loro grande varietà si trasferisce esattamente alle loro caratteristiche, che in alcuni casi si presentano come completamente opposte passando da una all’altra specie. La differenza più incredibile è proprio nel tipo di “alimentazione” che la pianta di Orchidea ha: la maggior parte delle specie sono piante epifite o semi-epifite (ovvero posseggono radici aeree, quindi sono capaci di crescere sui tronchi o rami di alte piante oppure anche su rocce solo con sottili strati di muffa e muschio), mentre una minor parte di esse è terrestre (quindi possibile da definire come una pianta “classica”, ovvero con normali radici) ed una ancora più piccola si presenta come acquatica (capace di vivere con radici in acqua, galleggianti).

Clima per la Orchidea

Dalle informazione che abbiamo già fornito in precedenza è evidente quanto l’Orchidea sia nata e si sia evoluta in climi tendenzialmente umidi; questa è una cosa molto importante e da tenere molto in considerazione quando vogliamo ricreare il clima ideale per la proliferazione delle nostre Orchidee, perché la pianta ovviamente si adatterà al massimo in un ambiente che rifletterà meglio quello in cui il suo genere si è sviluppato. In particolare quindi, essendo l’Orchidea cresciuta ed originaria di un ambiente che vede solo due stagione alternarsi (stagione delle piogge e stagione di secca), essa ha imparato a fare quasi la ricarica di sostanze nutritive quando c’è abbondanza d’acqua e di alimenti, e di risparmiare quando c’è la stagione di secca per riuscire a sopravvivere. Ricreando queste situazione in casa nostra potremmo indicare come l’estate il periodo “attivo” (stagione delle piogge), mentre l’inverno come il periodo “passivo” (stagione di secca); ciò però non è una regola assoluta, perché ogni specie ha poi i suoi tempi, e visto che la maggior parte delle Orchidee che ci sono vendute non provengono dai luoghi d’origine ma da serre spesso molto vicine a noi, bisogna vedere come l’esemplare è stato cresciuto ed adattarsi ai suoi periodi.

Caratteristiche ambientali

L’orchidea vive in un ambiente umido, caldo, pieno di luce. In sintesi è tutto qui, tutto ciò che ci serve per crescere ed ottenere piena soddisfazione dalla nostra orchidea è sintetizzato in queste poche parole appena descritte. E’ in pratica un clima tropicale, ma soprattutto è un clima che noi dovremmo contribuire a riprodurre con le innaffiature che sono davvero importantissime; ci sono delle differenze tra le varie specie, ma ora vedremo quali e come possiamo risolvere ogni problema.

Quanto annaffiare

L’importanza dell’annaffiatura per l’Orchidea si ferma in primis sulla quantità di queste innaffiature, cosa molto importante perché per l’Orchidea (come altre tantissime specie di piante) esiste un limite sottile tra il “troppo” ed il “troppo poco”, ciascuno dei quali porta problemi alla pianta e ne mina le possibilità di sopravvivenza. In generale possiamo dire che nella stagione fertile (delle piogge, in origine) bisogna annaffiare la pianta di Orchidea dalle due alle quattro volte settimanali, distinguendo poi a seconda di come vedete la pianta, se troppa arida e “moscia” o ben messa. Non solo, in questo periodo poi è importante effettuare giornalmente delle vaporizzazioni con nebulizzatore per tenere alto il livello di umidità, così come la pianta vuole ed è abituata dai suoi geni. Nel periodo di secca invece bisogna evitare del tutto le vaporizzazioni ed è bene ridurre al minimo le annaffiature, ovvero a circa una volta alla settimana.

Quando annaffiare

Visto che la maggior parte delle Orchidee alle nostre latitudini vengono tenute in interni, e visto che comunque esse non devono mai essere esposte alla luce diretta del sole, non c’è molto da stare attenti su quando innaffiare. Diciamo però che la cosa migliore sarebbe innaffiare l’orchidea a circa metà mattinata, dopo che ha già assorbito l’umidità mattutina ed utilizzerà le forze per la giornata. Le nebulizzazioni invece è bene solo farle distribuendole durante l’arco delle giornata, evitando solo la sera tardi perché le notti sono generalmente già più umide.

Come annaffiare

La tecnica preferita di annaffiatura dell’orchidea è quella che vede l’immersione del vaso dove si trova la pianta in acqua per circa trenta minuti, poi farlo sgocciolare ed asciugare all’aria per più di un’ora e poi riportare la pianta al suo luogo abituale. Ciò permette all’acqua di penetrare in ogni punto delle fitte radici dell’orchidea e poi di evitare i ristagni con lo sgocciolamento. E’ importante evitare i ristagni in foglie e fiori.

Piante di Orchidea

L'annaffiatura è davvero molto importante per veder crescere e fiorire la nostra orchidea, ma lo sono anche l'esposizione e la temperatura. La posizione ideale per questa pianta è in una stanza esposta a sud e soleggiata, fate però attenzione a non esporla direttamente ai raggi del sole. Un buon metodo per verificare se la posizione scelta è quella giusta, è osservare le foglie: se ingialliscono c'è troppa luce, se si accartocciano ce n'è troppo poca. In entrambi i casi è opportuno spostare l'orchidea. Sempre le foglie possono rivelarci se la pianta soffre il freddo: in questo caso appariranno delle macchie sia sulle foglie che sui fiori. Spostatela in un luogo più caldo ma non troppo, l'esposizione a fonti di calore dirette potrebbe seccare le radici che sono piuttosto delicate.

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Domande frequenti

  • Come devo annaffiare correttamente un'orchidea per evitare marciumi?
    Il metodo migliore è l'immersione: posiziona il vaso in un contenitore con acqua per circa 30 minuti, permettendo alle radici aeree di assorbire l'umidità necessaria. Successivamente, rimuovi il vaso e lascialo sgocciolare all'aria per almeno un'ora prima di rimetterlo in posizione definitiva. Questo assicura che l'acqua penetri in tutto il substrato senza creare ristagni pericolosi per le radici. Evita assolutamente di lasciare acqua nei piattini sotto il vaso o nelle ascelle delle foglie, poiché l'eccesso di umidità stagnante favorisce rapidamente funghi e marcescenze radicali fatali per la pianta.
  • Quante volte a settimana devo dare acqua alle orchidee?
    La frequenza dipende dalla stagione, simulando il ciclo naturale delle piogge e della siccità. Durante la stagione attiva (generalmente primavera ed estate), annaffia da due a quattro volte a settimana, verificando sempre che il substrato non sia completamente secco. Nella stagione di riposo (inverno), riduci drasticamente le irrigazioni a circa una volta a settimana, poiché la pianta consuma meno risorse. È fondamentale adattare questi intervalli osservando lo stato della pianta: se le radici diventano grigie e le foglie leggermente flaccide, è tempo di annaffiare; se sono verdi lucide e turgide, aspetta.
  • È necessario nebulizzare le foglie delle orchidee?
    Sì, le nebulizzazioni sono utili per aumentare l'umidità ambientale, specialmente in ambienti domestici secchi. Durante la stagione vegetativa attiva, puoi spruzzare acqua sulle foglie quotidianamente usando un nebulizzatore, distribuendo le operazioni durante la giornata. Tuttavia, evita assolutamente di nebulizzare la sera tardi, poiché le notti fresche e umide favorirebbero lo sviluppo di muffe e malattie fungine. In inverno, durante il periodo di riposo, sospendi completamente le nebulizzazioni per non stressare ulteriormente la pianta con temperature più basse e minore evaporazione.
  • Qual è il momento migliore della giornata per innaffiare?
    Il momento ideale per annaffiare le orchidee è a metà mattina. In questo orario, la pianta ha già assorbito l'umidità notturna e inizia la sua attività fotosintetica giornaliera, utilizzando l'acqua fornita in modo efficiente. Annaffiare al mattino permette alle foglie e al substrato di asciugarsi durante il giorno, riducendo il rischio di infezioni. Se devi nebulizzare, fallo durante il giorno, ma mai alla sera, per garantire che non ci sia ristagno di acqua sulle superfici fogliari durante la notte, quando l'evaporazione è minima.
  • Cosa indicano le foglie gialle o accartocciate riguardo all'illuminazione?
    Le foglie sono un ottimo indicatore della corretta esposizione luminosa. Se le foglie ingialliscono, significa che la pianta riceve troppa luce diretta, che può bruciarla; sposta l'orchidea in una zona con luce più filtrata. Al contrario, se le foglie si accartocciano, appaiono pallide o perdono turgore, significa che c'è troppa poca luce e la pianta non riesce a fotosintetizzare adeguatamente. In entrambi i casi, devi spostare la pianta fino a trovare una posizione con luce diffusa ma intensa, tipicamente vicino a una finestra esposta a sud ma schermata dal sole diretto.

Scheda Tecnica

FamigliaOrchidaceae
Tipo di piantaEpifita, semi-epifita o terrestre
OrigineZone tropicali e subtropicali (America e Asia)
EsposizioneLuce diffusa, mai diretto; idealmente sud
TerrenoSubstrato aerato (muschio, corteccia, rocce)
IrrigazioneAbbondante in estate (2-4/settimana), ridotta in inverno (1/settimana); immersione vaschetta 30 min
FiorituraVariabile in base alla specie e alle cure
ConcimazioneDurante la stagione attiva (estate)
PotaturaAsportare fiori appassiti e radici secche
Malattie e parassitiMarciumi da ristagno idrico, macchie fogliari da freddo
Difficoltà di coltivazioneMedia/Alta (esigente)