Un esemplare di Aegraecum Sesquipedale

orchidee

Le Orchidee Rare

Classificare le Orchidee non è molto semplice, a causa delle molte specie, sia spontanee che ibride, che esistono. Le specie più rare sono molto delicate e difficili da coltivare in cattività.

di Redazione

27 luglio 2016

Classificazione

Tutte le orchidee, anche se appartengono a un' unica famiglia botanica (anche molto estesa), comprendono varie specie che rendono la famiglia delle Orchidaceae una delle più numerose del regno vegetale: si contendono il primato solo con le Asteraceae (comunemente dette Margherite). Basti pensare che ci sono 650 generi e oltre 25.000 specie di Orchidee, oltre agli innumerevoli ibridi. In Italia sono presenti 85 specie spontanee di Orchidee, che nascono nei pressi del mare o in montagna. Classificare le Orchidee è un' operazione molto difficile, soprattutto a causa della presenza sul mercato di “ibridi”, ovvero specie non spontanee e, quindi, non pure. Comunque, le Orchidee sono classificate secondo i seguenti parametri: caratteri di fiori e foglie aspetto complessivo della pianta habitat della pianta Biologicamente, possiamo dividere le Orchidee in Epifite, Semi Epifite, Scadenti, Terrestri e Parassitiche. Le prime sono dotate di radici aeree e utilizzano gli alberi come supporto. Le seconde che vivono sui rami o sulle rocce. Le terze vivono radicate al suolo con radici volatili. Le quarte, che crescono nel terreno con radici aggrappate al terreno. Le quinte, invece, sono quelle che, non possedendo clorofilla, si nutrono di materiale organico presente nell' ambiente che le circonda.

Specie

Tra le Orchidee meno comuni, troviamo sicuramente il genere Angraecum, molto conosciuto in africa e comprendente circa 200 specie.Tra le tante, evidenziamo le: Angraecum sesquipadale, chiamate anche “Stelle di Betlemme”, i cui fiori sono di colore bianco-verde e raggiungono i 17 cm. Originaria del Madagascar, questa pianta ha bisogno di luce e umidità. Angraecum distichum, dotata di piccole foglie (0.5 cm) che formano delle trecce pendenti di 10-20 cm. Ha bisogno di caldo e umidità. Angraecum eburneum, alta fino a 2 metri e i cui fiori arrivano a 7 cm. Il genere Miltonia, comprende invece: Miltonia spectabilis, proveniente dal brasile, i cui fiori arrivano fino a 8 cm, bianchi con velature scure. Miltonia clowesi, sempre dal brasile, con foglie che arrivano fino a mezzo metro e fiori di circa 8 cm, i cui petali hanno striatura gialle. Al genere Odontoglossum, appartiene l' Odontoglossum crispum, a forma di spieghe, con grandi fiori bianchi con macchie scure Il genere Riossoglossum, uno dei più recenti, vanta la Riossoglossum grande, anche detta “orchidea tigre, con fiori di anche 15 cm, gialli con striasture scure. Il genere Laelia possiede: la Laelia anceps, molto semplice da coltivare, i cui fiori sono rosati; la Laelia cinnabarina, di origine brasiliana, con massimo 12 fiori di 5 cm,di colore rossiccio. Al genere americano “Lycaste” appartiene la Lycaste virginalis, il fiore nazionale del Guatemala, che produce fiori rosa di 15 cm. Il genere Zygopetalum, invece, possiede la Zuopetalum intermedium, con fiori di 7 cm a spighe di oltre 60 cm.

Coltivazione

E' molto difficile crescere “in cattività” una specie rara, sia perchè oggi esse sono protette, sia perchè non si adattano facilmente al un ambiente diverso dal loro. Ma scendiamo più nei particolari: Il genere Angraecum , vuole luminosità e temperature media-calda. Ha necessità di essere continuamente inumidita, perchè non presenta momenti di riposo. Provenendo dalle alture del centro America, il genere Miltonia vuole temperature fresche (15 gradi di notte), accontentandosi di scarsa luminosità. Uguale è per il genere Odontoglossum. Il genere Laelia, provenendo da zone con elevate escursioni termiche, richiedono variazioni di temperature di decine di gradi nell' arco della giornata, per questo è molto difficile coltivarlo “in cattività”. Il genere Zygopetalum non richiede poca umidità e poca luce. E' necessario coltivarle in una serra.

Norme:

Le orchidee rare sono sempre più a rischio, a causa dei cambiamenti ambientali in corso sempre meno favorevoli alla vita del mondo vegetale. Per questo, esse vengono protette, anche se, fino ad ora, ancora non sono state creare leggi univoche, ovvero valide in tutti i posti del mondo. Ci sono solo norme territoriali, regionali o nazionali che cercano di tutelare queste piante rare e sempre più in pericoli, ma sono di un numero così elevato, e spesso anche di contenuti tanto differenti, da suscitare molta confusione, a danno, ovviamente, dei risultati. Tuttavia, possiamo affermare che oggi non è permesso raccogliere e detenere specie di Orchidee rare, sopratutto se si parla di esemplari in via di estinzione. Comunque, anche senza la presenza di questa norma, sarebbe alquanto impossibile riuscire a far crescere e vegetare un' Orchidea rara in un ambiente diverso da ò che è il suo habitat naturale, dal momento che questo è molto particolare e impossibile da ricreare in modo perfetto in una serra o, addirittura, in giardino o a casa. Le poche orchidee che riescono a sopravvivere in cattività anche avendo un tipo di habitat naturale molto particolare, spesso arrestano la propria crescita, diversamente dal comportamento che assumono tutte le piante coltivate in casa, che accellerano la loro crescita rispetto a quella delle piante che vegetano in spazi naturali. Per i più appassionati, tuttavia, è possibile acquistare delle orchidee rare, anche protette, solo se prodotte in modo artificiale ed esclusivamente da rivenditori autorizzati e a norma, autorizzati alla coltivazione e che dovranno rilasciare, al momento della vendita, una documentazione. In favore delle Orchidee rare e in via di estinzione sono stati date numerose manifestazioni e mostre, le quali hanno l' intento, seppur purtroppo ancora lontano, di ripristinare l' equilibro di queste specie. Gli amanti delle orchidee, i collezionisti, i biologi e gli ambientalisti richiedono, in tali eventi, una maggiore accortenza per il terreno e per l' aria, il cui inquinamento rappresenta in fattore determinante per la scomparsa di queste specie.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali categorie biologiche delle orchidee?
    Biologicamente, le orchidee si dividono in cinque gruppi principali. Le epifite crescono sugli alberi utilizzando radici aeree come supporto. Le semi-epifite vivono sui rami o sulle rocce. Le scadenti (o terrestri) radicano direttamente nel suolo con radici volatili. Le terrestrì vere e proprie crescono nel terreno con radici ben aggrappate al substrato. Infine, le parassitiche non possiedono clorofilla e si nutrono del materiale organico presente nell'ambiente circostante.
  • Come si coltivano le orchidee del genere Angraecum?
    Il genere Angraecum, originario del Madagascar e del Centro America, richiede condizioni specifiche per prosperare. Ama la luminosità e temperature medio-caldi. Una caratteristica fondamentale è la necessità di umidità costante; queste piante non presentano periodi di riposo vegetativo, quindi il substrato deve rimanere continuamente inumidito. Sono esempi noti l'Angraecum sesquipedale, nota come 'Stella di Betlemme', e l'Angraecum distichum, che preferisce caldo e umidità.
  • È legale raccogliere orchidee rare in natura?
    No, la raccolta e la detenzione di orchidee rare in natura sono generalmente vietate. Queste piante sono sempre più a rischio a causa dei cambiamenti ambientali e molti paesi hanno emanato normative territoriali o nazionali per tutelarle. L'unica eccezione riguarda l'acquisto di esemplari prodotti artificialmente da rivenditori autorizzati e a norma, che devono fornire documentazione ufficiale. Raccolgere esemplari selvatici, specialmente quelli in via di estinzione, è illegale e dannoso per la biodiversità.
  • Perché è difficile coltivare le orchidee Laelia in casa?
    La coltivazione in cattività delle Laelia è considerata molto difficile perché queste piante provengono da zone con elevate escursioni termiche. Richiedono variazioni di temperatura di diversi gradi nell'arco della singola giornata per vegetare correttamente. Replicare questo ciclo naturale all'interno di un ambiente domestico stabile è complesso. Inoltre, tendono ad arrestare la crescita se l'habitat non è sufficientemente preciso, a differenza di altre piante da appartamento che accelerano lo sviluppo in condizioni controllate.
  • Quali sono le esigenze di luce e temperatura per Miltonia e Odontoglossum?
    Entrambi i generi condividono preferenze simili ma richiedono attenzione. Miltonia, originaria del Brasile, predilige temperature fresche, idealmente intorno ai 15 gradi di notte, e si accontenta di una scarsa luminosità. Anche il genere Odontoglossum, spesso associato alle altezze andine, richiede condizioni analoghe: temperature fresche e poca luce diretta. Entrambe le specie beneficiano di ambienti stabili e umidi, tipici delle serre o di microclimi specifici, lontani dai raggi solari diretti.

Scheda Tecnica

FamigliaOrchidaceae
Tipo di piantaEpifite, Semi-epifite, Terrestri, Parassitiche
OrigineMondiale (Madagascar, Brasile, Centro America, Guatemala)
EsposizioneVaria in base al genere (luce, scarsa luminosità, serra)
TerrenoSubstrato specifico (radici aeree, suolo, rocce)
IrrigazioneContinua/Umida (Angraecum), variabile (Miltonia/Odontoglossum)
FiorituraVariabile (stagionale o continua a seconda della specie)
AltezzaDa pochi cm a oltre 2 metri
PotaturaNon richiesta (piante selvatiche/proteette)
MoltiplicazioneArtificiale/Vendita autorizzata (raccolta vietata)
Malattie e parassitiSensibili all'inquinamento e ai cambiamenti ambientali
Difficoltà di coltivazioneAlta/Difficili da coltivare in cattività

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