Coltivazione pomodori: l'irrigazione
Nella coltivazione pomodori l'apporto idrico va ben bilanciato, senza far mai mancare l'acqua per lo sviluppo e la maturazione di frutti rossi e succosi. Nel caso di una coltivazione con più di 10 piante di pomodoro, sarebbe bene considerare l'installazione di un impianto apposito di irrigazione. L'acqua verrà data preferibilmente la sera dopo il tramonto o la mattina presto, per evitare che cada sulle foglie che si ingialliscano poi a contatto con i raggi diretti del sole. Specialmente nella prima fase dello sviluppo della giovanissima piantina non bisogna esagerare, altrimenti avremo una pianta che produce tante foglie ma pochi frutti. Il terreno dovrà essere sempre umido e può tornare utile una pacciamatura, meglio se con uno strato leggero di sfalci d'erba e cortecce. In questo modo possiamo trattenere al meglio l'umidità, con irrigazioni meno frequenti e con l'acqua che evapora più lentamente.
Come prendersi cura dei pomodori
Quasi tutte le varietà di pomodori, ad eccezione dei ciliegini che crescono a cespuglio, hanno bisogno di un supporto. Si può anche soltanto ricorrere alla classica canna di bambù, legando il fusto senza stringere troppo e, soprattutto, evitando di utilizzare il filo di ferro arrugginito che potrebbe danneggiare la pianta. Meglio usare la stoffa legata o il filo di nylon apposito, che ha una buona elasticità, facilmente reperibile nei negozi di giardinaggio e fai da te. La legatura va effettuata usando la pianta ha raggiunto e superato il mezzo metro. Prima è meglio lasciarla crescere liberamente. Una fase importantissima è quella della sfemminellatura. Per tutta la vita del pomodoro cresceranno dei getti ascellari che sono vere e proprie piantine. Dovremo toglierle, altrimenti la nostra produzione sarà caratterizzata da pochi e piccoli frutti. Il pomodoro è una pianta che cresce molto in altezza, specialmente la varietà a crescita indeterminata, che è meglio cimare quando è al massimo dello sviluppo.
Terreno e concimazione
I pomodori appartengono alla famiglia delle solanacee, pertanto non vanno mai messi nel solito appezzamento in cui vengono coltivati ortaggi della stessa famiglia per almeno 4 anni. Coltivandoli in vaso si possono consociare al basilico. In questo modo, oltre alla comodità di avere a disposizione anche il profumo di questa aromatica, terremo lontani alcuni fastidiosi insetti. In pieno campo, la terra per la coltivazione dovrà essere preventivamente preparata con una vangatura profonda almeno 40cm, arricchendo il terreno con stallatico maturo e compost naturale. Alcune settimane dopo potremo mettere a dimora le giovani piantine e interverremo nuovamente con un'altra concimazione organica quando spunteranno i primi fiori per favorire la fruttificazione. Quando preleviamo il panetto di terra del semenzaio o del vasetto per mettere a dimora il pomodoro è opportuno rincalzare, cioè aggiungere terra alla base della pianta per stimolare lo sviluppo di nuove radici.
Esposizione, clima, malattie
Il pomodoro va collocato in una zona dell'orto a tutto sole. Anche per quanto riguarda la coltivazione all'interno dei vasi, bisogna scegliere una posizione soleggiata, dove i raggi arrivano per buona parte della giornata. Si adatta al clima di tutte le regioni d'Italia ma per crescere bene ha bisogno del caldo. Può essere attaccato da patologie fungine, dalla ruggine, dal marciume dei frutti e dai parassiti. Si può curare l'attacco degli insetti ricorrendo a decotti naturali di erbe. È raccomandabile, per la coltivazione casalinga, evitare il più possibile i prodotti chimici. Le foglie possono facilmente ingiallire, a partire dalla base. Spesso è un processo del tutto naturale, specialmente quando avviene in fase di fioritura, prima della fruttificazione, quando la pianta ha bisogno di maggiore nutrimento.