La semina e l'irrigazione
Per la coltivazione del rabarbaro potremo partire dal seme o dalla suddivisione dei cespi. Sicuramente operare a partire dai cespi prelevati da una pianta madre è più semplice e garantisce un risultato sicuro. Per reperire il cespo di rabarbaro possiamo prelevarlo da una precedente coltivazione, da una pianta con almeno 4-5 anni di età. Nel caso in cui non se ne disponga, sarà necessario rivolgersi a un vivaista professionista. Il rabarbaro è una pianta molto resistente che sopporta bene le intemperie e gli agenti atmosferici intensi. Per una coltivazione decorativa o comunque per un orto in cui disponiamo di poche piante di rabarbaro, non sarà necessario installare alcun impianti fisso di irrigazione. Potremo semplicemente operare manualmente, limitandoci alle situazioni di bisogno effettivo della pianta quando la terra è secca.
Cure e tecniche di coltivazione
La coltivazione del rabarbaro è molto duratura e non sarà necessario piantarlo tutti gli anni. Anzi, per un arco temporale compreso tra 5 e 10 anni le piante di rabarbaro continueranno a produrre nuove foglie. Pertanto è necessario collocarla nel luogo migliore del nostro orto, ai margini per migliorarne l'estetica o in una zona che dedichiamo appositamente al rabarbaro. La pianta crescerà senza particolari cure durante lo sviluppo vegetativo che è molto precoce. Già alla fine dell'inverno le foglie diventeranno molto grandi, caratterizzate da una forma a cuore. Il fiore potrà raggiungere addirittura i 2m di altezza. Non è necessario assicurare la pianta ad alcun supporto. Periodicamente avremo cura di rimuovere le erbacce infestanti con un'operazione di leggera sarchiatura del terreno superficiale.
Terreno e concimazione
Sebbene il rabarbaro non sia molto esigente in termini di nutrienti, è opportuno arricchire il terreno in fase preventiva. Come anticipato, la nostra coltivazione di rabarbaro durerà diversi anni ed è meglio assicurare al terreno il giusto apporto nutritivo. Pertanto si raccomanda di preparare la terra con una vangatura ed una zappatura profonda almeno 45cm. Le radici dovranno potersi sviluppare e la presenza di zolle dovrà essere evitata cercando di rendere la terra più friabile e drenante possibile. Aggiungeremo del compost e del concime organico naturale operando poi con il rastrello mescolandolo e spargendolo insieme alla terra di riporto o aggiungendo terriccio universale. Periodicamente, durante l'autunno, potremo fare delle concimazioni supplementari, sempre con del compost o del concime organico pronto.
Esposizione e avversità
Il rabarbaro è una pianta molto resistente che ben si adatta a climi freschi. Può crescere a temperature che si avvicinano allo zero ed è meglio non esporlo a periodi torridi di prolungata siccità e caldo estremo. Pertanto, a seconda della regione, avremo cura di scegliere la giusta collocazione. La coltivazione di rabarbaro è più adatta al nord Italia dove potremo scegliere anche una posizione soleggiata. Al centro e al sud, invece, lo collocheremo a mezz'ombra. Il rabarbaro cresce anche nelle zone di collina oltre i 500m. Le uniche avversità che teme sono i ristagni idrici che possono provocare pericolosi marciumi. Non sarà necessario intervenire con prodotti antiparassitari limitandosi a correggere le irrigazioni e limitandole all'effettiva necessità idrica della pianta. Il rabarbaro potrà essere raccolto a scalare.