ortaggi

Peperoni

In questo articolo si parla dei peperoni. Si danno consigli sulle tecniche di coltivazione, concimazione, terreno preferito. Si informa sui parassiti più diffusi e le modalità di raccolta

di Redazione

07 febbraio 2011

I peperoni

Il peperone, pianta assai celebre e famigliare per il suo consumo alimentare, appartiene alla famiglia delle Solanacee. Il suo nome scientifico è capsicum anuum, a sottolineare il carattere annuo della pianta. Le varie tipologie, assai diffuse, vanno dal quadrato d'Asti, di maggiori dimensioni e carnagione arancione, ai celeberrimi rosso e giallo di Nocera, al peperone verde Marconi, al corno di toro, di colore giallo e rosso, più piccolo e dalla forma che ricorda, appunto, quella di un piccolo corno, fino al peperoncino di Cayenna, dal colore rosso acceso e sapore di notevole piccantezza. La pianta è dunque coltivata in virtù dei suoi frutti, che si presentano come bacche di diversa grandezza Il suo uso alimentare può avvenire sia a crudo, sia a seguito di cottura. Ma i peperoni sono anche conservati in vari modi: sottolio, sottaceto e in salamoia. La pianta, raggiunta l'età adulta, può arrivare ad un altezza di 70 centimetri circa e il suo fusto si presenta eretto e dotato di ramificazioni: più fragile nei primi mesi di vita, più robusto in maturità. Le foglie sono invece di forma ellittica oppure ovale, di varia grandezza a seconda della specie. La fioritura, di colore bianco, avviene tra maggio a settembre, in base ai diversi climi.

Piccantezza e capsaicina

Qualità importante del peperone è la sua piccantezza che può essere più o meno presente nella pianta. Il principio attivo che stabilisce la piccantezza è la capsaicina che si trova all'interno del frutto in proporzioni differenti a seconda delle varietà. Alcune ne hanno in quantità pressoché irrilevanti e sono i peperoni dolci. Mentre tra i piccanti ricordiamo in particolare il peperoncino di Cayenna e lo Spagolino. Un terreno secco, inoltre, aumenterà la piccantezza. Un'innaffiatura abbondante, al contrario, ridurrà il contenuto di capsaicina.

Coltivazione

Il peperone ha caratteristica di essere pianta da clima caldo: cresce ottimamente in presenza di temperatura tra i 15 gradi di notte e i 28 gradi durante il giorno. La semina va effettuata a spaglio, tra gennaio e marzo, ponendo i semi all'interno di vasi di torba o piccoli cubetti di terriccio. Se la semina si fa nel campo è consigliabile utilizzare postarelle, a mezzo metro circa di distanza, con tre semi. Trascorsi 50 giorni circa dalla semina, vedendo un buon sviluppo della quinta foglia della pianta, sarà quindi possibile effettuare il trapianto. La definitiva messa a dimora sarà da fare tra marzo ( per le regioni del sud) , fino a giugno ( per le regioni del nord e del centro ), a una distanza tra le file di una settantina di centimetri e di mezzo metro nella stessa fila.

Terreno

Il terreno preferito dal peperone è profondo e assai fertile, ben drenato e molto ricco di calcio.

Concimazione

La concimazione è una parte particolarmente importante per la coltivazione del peperone: la pianta abbisogna di 4 quintali circa di letame maturo o di composto per 100 metri quadri di coltivazione. Nella crescita il peperone fa largo consumo di magnesio: è quindi consigliabile arricchire il terreno con piccole quantità di concimi provvisti di questo microelemento

Annaffiatura

Anche l'annaffiatura del peperone necessita una particolare attenzione. Una irrigazione troppo scarsa, o addirittura una prolungata mancanza di acqua, porterà ad un quasi certo brusco arresto della vegetazione, con danni irreparabili per i fiori e i frutti. E' necessario dunque intervenire con diverse operazioni di irrigazione che dovranno avvenire ogni 4 giorni circa all'interno del semenzaio e, in seguito, ogni 6 giorni circa successivamente al trapianto.

Parassiti

I problemi più diffusi che riguardano il peperone sono quelli che danneggiano anche molte altre specie della famiglia delle Solanacee. Un pericolo temibile arriva dalla piralide, che provoca piccoli buchi dentro i frutti, causando seri danni e favorendo l'insorgere di nocive infezioni batteriche per la pianta. Per scongiurare tale pericolo è consigliabile intervenire con particolari trappole ai feromoni, mentre ad attacco avvenuto, si interviene con il piretro o il bacillus thuringiensis.

Raccolta

E' possibile raccogliere i peperoni di colore verde o tendente al giallo anche prima della loro maturazione se hanno dimensioni appropriate per il loro consumo. La raccolta, in genere, potrà iniziare dopo circa due mesi dopo il trapianto per quanto riguarda le varietà più precoci. Per ciò che concerne le varietà più tardive, o trapiantate presto, sarà invece necessario attendere quattro mesi circa. Generalmente si riesce ad ottenere un buon raccolto di quasi 300 quintali ogni 100 metri quadri di coltivazione. E' possibile avere buoni raccolti di peperone anche attraverso la coltura forzata in serra, che anticipa all'incirca la produzione di due mesi.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Come si regola la piccantezza dei peperoni?
    La piccantezza del peperone dipende principalmente dalla varietà e dalla gestione idrica. Il principio attivo responsabile è la capsaicina. Varietà come il peperoncino di Cayenna sono naturalmente piccanti, mentre quelle dolci ne contengono quantità irrisorie. È fondamentale notare che lo stress idrico aumenta la concentrazione di capsaicina: un terreno secco rende il frutto più pungente. Al contrario, un'annaffiatura abbondante e regolare diluisce la sostanza, rendendo il peperone più dolce. Pertanto, per controllare il livello di piccanza, bisogna agire sulla frequenza di irrigazione durante la fase di sviluppo del frutto.
  • Quando e come effettuare la semina e il trapianto?
    La semina del peperone va eseguita a spaglio tra gennaio e marzo. I semi devono essere posti in vasetti di torba o cubetti di terriccio, mantenendoli in ambiente protetto. Dopo circa 50 giorni, quando la piantina ha sviluppato cinque foglie ed è vigorosa, si procede al trapianto. La messa a dimora definitiva avviene tra marzo e giugno, a seconda della zona geografica (sud prima, nord poi). La distanza ideale tra le piante è di 50 cm lungo la fila e 70 cm tra le file per garantire sufficiente spazio di crescita e aerazione.
  • Quali sono le esigenze di terreno e concimazione?
    Il peperone richiede un terreno profondo, fertile e soprattutto ben drenato, poiché teme i ristagni idrici. È preferibile un suolo ricco di calcio. Per quanto riguarda la concimazione, la pianta ha bisogno di apporti organici significativi: si consiglia l'utilizzo di circa 4 quintali di letame maturo o compost per ogni 100 metri quadri di superficie. Durante la fase vegetativa, è cruciale integrare magnesio, elemento che la pianta consuma in grandi quantità. Una corretta nutrizione garantisce uno sviluppo sano e una produzione abbondante di frutti.
  • Quanto spesso innaffiare il peperone?
    L'irrigazione deve essere costante ma mai eccessiva. Nel semenzaio, prima del trapianto, le annaffiature devono avvenire ogni 4 giorni circa per mantenere il substrato umido. Dopo il trapianto in piena terra, la frequenza si riduce leggermente a circa 6 giorni. Attenzione: una carenza idrica prolungata causa un brusco arresto della vegetazione e la caduta di fiori e frutti, con danni spesso irreparabili. Mantenere l'umidità del suolo uniforme è essenziale per prevenire blocchi vegetativi e favorire la formazione di frutti sani e turgidi.
  • Come difendersi dalla piralide e quali parassiti temere?
    Il nemico principale del peperone è la piralide, un bruco che penetra nei frutti creando piccoli buchi, facilitando infezioni batteriche secondarie. Per la prevenzione, l'uso di trappole ai feromoni è altamente efficace per intercettare gli adulti. In caso di infestazione già in atto, si possono impiegare prodotti biologici come il piretro naturale o il Bacillus thuringiensis, specifici contro i lepidotteri. Poiché la piralide colpisce molte solanacee, è buona norma ruotare le colture e monitorare costantemente l'orto per intervenire tempestivamente prima che i danni si estendano.
  • Quando si raccolgono i peperoni e qual è la resa?
    La raccolta inizia generalmente due mesi dopo il trapianto per le varietà precoci, mentre per quelle tardive o trapiantate presto si attendono circa quattro mesi. I peperoni verdi o giallastri possono essere raccolti prima della completa maturazione rossa se raggiungono le dimensioni ideali. In condizioni ottimali, si può ottenere una resa di circa 300 quintali ogni 100 metri quadri. L'uso della coltura forzata in serra permette di anticipare la produzione di circa due mesi rispetto alla coltivazione in pieno campo, garantendo un raccolto precoce.

Scheda Tecnica

Capsicum annuum

Nome scientificoCapsicum annuum
FamigliaSolanacee
Tipo di piantaPianta erbacea annuale
OrigineAmerica centrale/tropicale
EsposizioneSoleggiata, clima caldo
Temperatura minima15°C (notturna)
TerrenoProfondo, fertile, ben drenato, ricco di calcio
IrrigazioneRegolare, ogni 4-6 giorni, evitare secchezza
FiorituraMaggio-settembre (fiori bianchi)
AltezzaCirca 70 cm
ConcimazioneLetame/composto (4 q/100mq), integrazione magnesio
PotaturaNessuna specifica richiesta
MoltiplicazioneSemina (gennaio-marzo) e trapianto dopo 50 giorni
Malattie e parassitiPiralide (trappole feromoni, piretro, Bt)
Difficoltà di coltivazioneMedia

Potrebbe interessarti anche