presepe napoletano

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Il presepe napoletano

In questo articolo parleremo della storia e dei personaggi del presepe napoletano

di Redazione

06 ottobre 2010

Il presepe napoletano

Quando si parla di presepe si pensa subito a quello napoletano, le tradizioni della sua composizione si sono mantenute sempre le stesse nel corso degli anni. A Napoli, si cominciano ad avere notizie sul presepe già nel 1025 e nel 1324 la regina d’Aragona fece dono alle suore Clarisse di un presepe da posizionare nella loro chiesa. Risalente a circa centocinquant’anni dopo, ricordiamo il presepe completamente in marmo costruito da Antonio Rossellino. Successivamente, verso il 1500, si cominciarono a scolpire presepi in legno composti da diverse statuine e, a Napoli, in questo periodo fu costruito il primo presepe con una grotta costituita da pietre vere. A Napoli il presepe divenne sempre più importante grazie a S. Gaetano da Thiene che ne costruì uno bellissimo per un ospedale. Nel 1600 dei manichini snodabili fatti di legno presero il posto delle statuine finora utilizzate, furono coperti con abiti in stoffa, c’è però un problema, questi manichini si presentavano alti come una persona ed erano un po’ ingombranti, furono allora ridotti ad un’altezza di circa settanta centimetri. Fino ad ora i presepi erano stati costruiti per restare fissi, mentre nel 1627 ne fu realizzato uno che veniva smontato e rimontato durante il periodo natalizio; qualche anno dopo anche i manichini assunsero posizioni e movimenti più realistici. Quasi alla fine del 1600 i presepi napoletani ebbero una svolta, queste bellissime composizioni cominciarono a riempirsi di personaggi che rappresentavano i lavori e la vita a quei tempi come mendicanti, calzolai, osti, lavandaie ecc. Se prima i presepi erano sempre stati all’interno di chiese, nel 1700 cominciarono a carpire l’interesse dei ceti aristocratici che ne commissionarono l’allestimento nelle loro stanze più belle richiedendo scenari sempre più particolari. Lo scultore di origini napoletane di nome Giuseppe Sanmartino, abilissimo nel costruire statuine in terracotta, fu il promotore della scuola dei presepi artistici.

I personaggi immancabili

Fino ad ora vi abbiamo parlato delle origini e della storia del presepe napoletano, in questo articolo invece parleremo dei vari personaggi che non possono mancare al suo interno. Il pescatore: questo personaggio è paragonato ad una figura divina, infatti il suo significato è pescatore di anime. Benino: è un giovane pastore che dorme beato sulla paglia. Anche a lui gli angeli daranno il lieto annuncio della nascita di Gesù. I due compari: questi due personaggi rappresentano il carnevale e la morte. La testa dello scheletro di zio Pascale si trova proprio in un cimitero di Napoli ed i napoletani sono convinti che essa abbia poteri soprannaturali. Altri caratteristici e sempre presenti personaggi sono il vinaio e Cicci Bacco e, infine, i Re Magi che tutti conosciamo e tutti mettiamo nel nostro presepe il sei gennaio, giorno dell’Epifania.

Personaggi secondari

Ci sono poi altri personaggi, per così dice, secondari che molto spesso possiamo trovare nei presepi napoletani, eccoli. Il monaco: questa figura rappresenta l’incontro tra il sacro e il profano che avviene nel presepe napoletano. La meretrice: simbolo di peccato che si contrappone a quello di purezza e candore della Madonna. Il genere viene posizionata nei pressi dell’osteria. Stefania: la storia di questa vergine è molto bella. Ella voleva andare alla grotta di Betlemme per adorare il bambino Gesù ma gli fu impedito in quanto non sposata, senza perdersi d’animo, prese una pietra, la avvolse in un tessuto e finse di portare in braccio un bimbo, quando giunse davanti a Maria la pietra in fasce si trasformò in un neonato: Santo Stefano. La zingara: è credenza popolare che questi personaggi possano predire il futuro. Nel presepe napoletano è rappresentata con un cesto di utensili atti a costruire dei chiodi, quelli che poi crocifiggeranno Gesù Cristo.

Elementi di vita quotidiana

Oltre ai personaggi fin qui descritti, all’interno del presepe napoletano troviamo vari elementi che ricostruiscono la vita di un tempo. Il mercato: questo elemento rappresenta i lavori che si svolgevano un tempo, c’era chi vendeva, chi lavorava il ferro, chi cuciva le scarpe ecc. L’osteria: questo luogo è visto come la tana delle cattiverie che vengono fatte nel mondo, infatti proprio osterie e locande non accolsero Maria incinta e Giuseppe suo sposo. Il fiume: l’acqua rappresenta sia la vita che la morte, il liquido amniotico e il fiume attraverso il quale i dannati vengono condotti all’inferno. Il forno: è una delle botteghe che non può mancare all’interno di un presepe, il pane è simbolo di vita e insieme al vino ricorda il momento della Comunione. Il ponte: nel presepe napoletano questo elemento simboleggia il passaggio dalla vita alla morte. Il pozzo: non è un elemento positivo, un tempo si credeva che chi avesse preso acqua da esso nella notte di Natale sarebbe stato posseduto dal diavolo.

Il presepe napoletano ai giorni nostri

Fin qui abbiamo descritto i personaggi e gli elementi “seri” del presepe napoletano, se però ci capitasse di passeggiare per le vie di Napoli, soprattutto nella via di San Gregorio Armeno, dove si trova la famosissima bottega dei presepi, non potremmo non notare le tantissime statuine fatte a somiglianza dei personaggi più in voga del momento: politici, calciatori, attori ecc.

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Domande frequenti

  • Quali sono i personaggi principali obbligatori in un presepe napoletano?
    I personaggi immancabili includono la Sacra Famiglia, i Re Magi e figure simboliche chiave. Tra questi spicca il Pescatore, che rappresenta metaforicamente il 'pescatore di anime', e Benino, il giovane pastore addormentato sulla paglia che riceverà il lieto annuncio dagli angeli. Sono inoltre essenziali i Due Compara, che incarnano il Carnevale e la Morte, e figure come il Vinaio Cicci Bacco. Questi elementi costituiscono il nucleo narrativo tradizionale, distinguendosi dai personaggi secondari che arricchiscono lo scenario ma non sono strettamente vincolanti alla struttura base della scena sacra.
  • Cosa simboleggiano gli elementi ambientali come il fiume, il ponte e il pozzo?
    Ogni oggetto nel presepe napoletano ha un profondo significato teologico o simbolico. Il fiume rappresenta dualità: vita e morte, oltre al liquido amniotico e al percorso dei dannati verso l'inferno. Il ponte simboleggia il passaggio transitorio tra la vita terrena e quella eterna. Il pozzo, invece, è considerato un elemento negativo, legato a credenze popolari secondo cui bere la sua acqua nella notte di Natale porterebbe possessione demoniaca. Al contrario, il forno e il mercato richiamano la quotidianità, la comunione e il lavoro umano contemporaneo alla nascita di Gesù.
  • Chi è Stefania e qual è la sua leggenda nel contesto del presepe?
    Stefania è una figura leggendaria inserita nel presepe per rappresentare la fede incrollabile e il miracolo. La tradizione narra che desiderava ardentemente raggiungere la grotta di Betlemme per adorare il Bambino Gesù, ma le fu negato l'accesso perché non sposata. Non perdendo coraggio, avvolse una pietra in un panno fingendo di tenere in braccio un neonato. Quando arrivò davanti a Maria, la pietra si trasformò magicamente in Santo Stefano. Questa storia aggiunge un tocco di devozione popolare e miracolosa allo scenario, mostrando come la fede possa superare gli ostacoli sociali.
  • Come si è evoluta la tecnica di realizzazione dei manichini nel tempo?
    L'evoluzione tecnica è stata graduale e significativa. Inizialmente si usavano statuine fisse, poi verso il 1600 apparvero manichini snodabili in legno, inizialmente alti quasi quanto una persona, risultando ingombranti. Furono quindi ridotti a circa 70 cm per meglio integrarsi nello scenario. Un altro salto qualitativo avvenne nel 1627 con la creazione di presepi smontabili e rimontabili, permettendo una gestione pratica. Successivamente, i manichini acquisirono posizioni più realistiche e articolate. Infine, nel XVIII secolo, artisti come Giuseppe Sanmartino promossero l'uso della terracotta per statuine artistiche, elevando il presepe a forma d'arte raffinata.
  • Quali personaggi secondari introducono temi di peccato o profezia?
    Tra i personaggi secondari, la Meretrice è presente come simbolo diretto di peccato, contrapponendosi alla purezza della Madonna, ed è solitamente collocata vicino all'osteria, luogo associato alle 'cattiverie' mondane. La Zingara, invece, introduce il tema della profezia e del destino. Viene rappresentata con un cesto contenente utensili per forgiare chiodi, strumento ironico e tragico che prefigura la futura crocifissione di Gesù. Queste figure, pur non essendo centrali nella narrazione sacra, servono a completare il quadro morale e profetico, collegando la nascita di Cristo agli eventi futuri e alla condizione umana complessa.

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