Fiore alchechengi

Piante Perenni

Alchechengi

L'alchechengi (Physalis alkekengi) è una pianta esotica molto bella che produce bacche dal delizioso sapore agrodolce ricche di proprietà nutritive.

di Redazione

06 febbraio 2017

Quando annaffiare l'alchechengi

L'Alchechengi è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle solanacee. È di origini orientali dove è coltivata sia per le sue qualità estetiche che per gli elevati valori nutrizionali delle sue bacche. In autunno si ricopre di "piccole lanterne di carta velina color arancio" che racchiudono le bacche a forma di ciliegia, da cui il nome "lanterna cinese". Le sue bacche possiedono effetti diuretici, aiutano a prevenire la formazione dei calcoli renali e sono ricche di vitamina C. È coltivabile anche in vaso e, anche se resiste bene alla siccità, per mantenere l'alchechengi in salute e far sì che si riempia dei caratteristici fiori bianchi piccoli a forma di campanella e dia abbondanti bacche, d'estate occorre irrigare il terreno anche tre volte a settimana. L'annaffiatura non deve essere troppo abbondante, per evitare dannosissimi ristagni d'acqua, ma il terreno deve essere umido.

Come coltivare la lanterna cinese

L'alchechengi non ha molte pretese, ama il clima temperato e il terreno calcareo e umido ma non tollera i ristagni d'acqua. Questa pianta esotica si riproduce con i semi che vanno messi in vaso, ricoperti leggermente di terra e tenuti nei pressi di una finestra per permettere loro di ricevere la luce necessaria allo sviluppo. Il periodo migliore per la semina è l'inverno. È consigliabile seminare 3 semi in ogni vaso. Il terreno va tenuto umido, possibilmente usando un nebulizzatore. Dopo circa 3 settimane i semi germogliano. Quando le piantine raggiungono 8 centimetri circa di altezza, vanno rimosse le più deboli e lasciate sviluppare solo le più forti. In primavera, quando avranno raggiunto i 40 centimetri circa, le piantine potranno essere trapiantate in giardino.

Come concimare e far fruttificare la pianta

L'esotica alchechengi potrebbe non dare frutti se non riceve abbastanza nutrienti. Per ottenere un buon raccolto è consigliabile nutrire la lanterna cinese, con un concime liquido ad alto contenuto di potassio, una volta ogni due settimane. Di solito il primo anno la pianta non fruttifica, ma dal secondo anno abbonda di gustosi frutti dal sapore simile a quello del lampone e la cui forma, tolti dalla lanterna, ricorda la ciliegia. È una pianta rizomatosa: se durante l'inverno dovesse seccare a causa delle continue gelate, basterà rimuovere i rami secchi e attendere che riprenda vita col ritorno della primavera. Ama la luce ma non tollera i raggi diretti del sole, quindi va posizionata in un angolo del giardino a mezz'ombra.

Particolari accorgimenti

La pianta dell'alchechengi è molto resistente e richiede poche ma essenziali attenzioni. Innanzitutto soffre l'eccesso di umidità del terreno, la luce diretta del sole e le gelate, tutte condizioni avverse che possono essere evitate prestando piccole accortezze come sistemare il terreno in modo che sia in leggera pendenza, posizionarla in un luogo a mezz'ombra e coprirla con TNT o simili nel periodi più freddi. Teme inoltre alcuni tipi di insetti che, danneggiando il fogliame, possono rovinarla. L'altica, un coleottero, erode la pagina inferiore della foglia causando un progressivo disseccamento della pagina superiore fino alla formazione di fori in corrispondenza delle parti erose. Anche le limacce gradiscono le foglie di questa pianta, foglie tossiche per l'uomo.

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Domande frequenti

  • Quando e come si seminano i semi di alchechengi?
    Il periodo ideale per la semina è l'inverno. Prepara dei vasetti e inserisci 3 semi per ciascun contenitore, coprendoli leggermente con del terriccio. Mantieni il substrato costantemente umido utilizzando preferibilmente un nebulizzatore per non spostare i semi. Posiziona i vasi vicino a una finestra per garantire la luce necessaria allo sviluppo. Dopo circa tre settimane dovresti osservare la germinazione. Una volta che le piantine hanno raggiunto un'altezza di circa 8 centimetri, effettua un diradamento eliminando quelle più deboli, lasciando crescere solo le piante più vigorose.
  • Quali cure richiede l'irrigazione dell'alchechengi?
    L'alchechengi teme fortemente i ristagni idrici, quindi il terreno deve essere umido ma mai zuppo. Durante l'estate, per garantire una buona fioritura e fruttificazione, è necessario irrigare il terreno anche fino a tre volte a settimana. Tuttavia, evita somministrazioni troppo abbondanti che potrebbero causare marciumi radicali. Un sistema efficace è innaffiare frequentemente ma in quantità moderate, assicurandoti sempre che l'acqua in eccesso defluisca correttamente. La pianta mostra una certa resistenza alla siccità, ma un apporto regolare favorisce lo sviluppo delle caratteristiche 'lanterne' e delle bacche.
  • Come si concima l'alchechengi per avere molti frutti?
    Per stimolare la produzione di bacche, specialmente dal secondo anno di vita, è fondamentale fornire nutrienti adeguati. Si consiglia l'utilizzo di un concime liquido specifico ad alto contenuto di potassio. La frequenza ideale è una somministrazione ogni quindici giorni durante la stagione vegetativa. Il potassio è essenziale per la floritura e la maturazione dei frutti. Senza un'adeguata nutrizione, la pianta potrebbe produrre pochi o nessun frutto. Assicurati di distribuire il concime uniformemente sul terreno umido per favorire un assorbimento ottimale da parte delle radici.
  • Dove posizionare l'alchechengi in giardino?
    L'alchechengi predilige posizioni a mezz'ombra. Ama la luminosità ma non tollera i raggi diretti del sole, soprattutto nelle ore più calde, che potrebbero bruciare il fogliame. Scegli un angolo del giardino che riceva luce filtrata. Inoltre, poiché soffre l'eccesso di umidità stagnante, è utile posizionare la pianta in zone dove il terreno presenta una leggera pendenza, favorendo così il corretto drenaggio dell'acqua piovana o delle irrigazioni. Questo accorgimento previene problemi legati ai ristagni e mantiene la pianta sana.
  • Quali parassiti attaccano l'alchechengi e come riconoscerli?
    I principali nemici dell'alchechengi sono l'altica e le limacce. L'altica è un piccolo coleottero che erode la pagina inferiore delle foglie; il danno visibile sulla parte superiore consiste nella formazione di fori e in un progressivo disseccamento del tessuto fogliare. Le limacce, invece, sono molluschi notturni che gradiscono particolarmente le foglie di questa pianta, consumandole rapidamente. Controlla regolarmente il fogliame, specialmente al crepuscolo o all'alba, per individuare tempestivamente questi insetti e agire con metodi di controllo biologico o meccanico per proteggere la salute della pianta.

Scheda Tecnica

Physalis alkekengi

Nome scientificoPhysalis alkekengi
FamigliaSolanacee
Tipo di piantaErbacea perenne rizomatosa
OrigineOrientale
EsposizioneMezz'ombra, evita raggi diretti
Temperatura minimaResistente alle gelate leggere (riparte da rizoma)
TerrenoCalcereo, umido ma ben drenato (no ristagni)
IrrigazioneModerata, estate fino a 3 volte/settimana, mai eccessiva
FiorituraPrimavera-Estate (fiori bianchi a campanella)
AltezzaVariabile, le piantine trapiantate arrivano a ~40 cm
ConcimazioneConcime liquido ricco di potassio ogni 2 settimane
PotaturaTaglio rami secchi in inverno se appassiscono
MoltiplicazioneSemina in inverno (3 semi/vaso), germinazione ~3 settimane
Malattie e parassitiAltica (fori nelle foglie), Limacce
Difficoltà di coltivazioneFacile, pianta resistente e poco esigente

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