Mammillaria

Piante Grasse

Nomi piante grasse

I nomi delle piante grasse sono spesso non solo originali o curiosi, ma anche dal significato molto interessante da scoprire. Col termine piante grasse si usano comunemente indicare tutte quelle piante che accumulano nelle foglie o nei fusti riserve d'acqua per i periodi critici di siccità.

di Redazione

24 luglio 2018

Nomi piante grasse

Spesso le chiamiamo col loro nome in latino, a volte con l'italianizzazione del nome originario e a volte col nomignolo che gli viene dato dalla tradizione popolare: le piante grasse hanno tanti nomi e soprannomi che conoscerli tutti diventa complicato. Vediamo i nomi delle piante grasse più curiosi o più intriganti, quelli che fanno sorridere e quelli che fanno riflettere. L'euphorbia obesa, ad esempio, si distingue dalla pulcherrima perchè è rotondetta, un po' obesa per l'appunto, ma se questo non bastasse, in inglese è definita "sacchetto di fagioli". La crassula non ha un'origine difficile da immaginare: il suo nome deriva dal latino crassus, grasso, con evidente riferimento alla turgidità dei fusti e delle foglie. Altrettanto facile è capire da dove deriva il nome della mammillaria; la sua forma ricorda quella che in greco si chiama mamilla, e cioè una mammella, con riferimento anche ai tubercoli che si trovano, in dimensioni diverse, in ogni specie.

Nomi di piante grasse e significati

La parola aloe non ha un'origine certa, ma presumibilmente deriva dal greco "àls-alòs" che significa sale, e deriva dal sapore amaro della pianta, molto simile all'acqua salata del mare. Le suocere hanno ispirato molti nomignoli di piante grasse, forse per la "spinosità, di alcune di esse. E' il caso del "cuscino della suocera", ovvero l'echinocactus, una bella cactacea originaria dell'America del Nord che può arrivare a 90 centimetri di diametro, un vero cuscino di spine. E' invece detta "lingua di suocera" una varietà di epiphillum che vive come epifita e che, molto lontanamente può ricordare una lingua, non si capisce bene perché "di suocera". Il cephalocereus senilis invece ha ispirato il suo nome per la peluria che lo ricopre: una lanugine bianca che gli vale l'appellativo di "testa di vecchio". Questa varietà di cereus è molto apprezzato e viene commercializzato soprattutto con esemplari di una decina di centimetri, dove la lunghezza della lanugine biancastra è più evidente e d'effetto.

Nomi popolari di piante grasse

Il lithopos è solo l'unione delle parole greche lithos, pietra, e opsis, aspetto: il lithopos è come un sasso, una pietra, che però vive, fiorisce e si riproduce. Ls coryphanta bumamma ha un nome decisamente simpatico, ma il suo significato deriva semplicemente dal greco koryphé che vuol dire sommità e da ànthos, ovvero fiore; quindi la coryphanta è solo la pianta con il fiore sulla cima. La hoya carnosa è comunemente detta fiore di cera, ma è molto meno poetico il nome che viene dato popolarmente alla stapelia: il suo odore tipico le fa meritare l'appellativo di "pianta carogna". Molto suggestiva la leggenda che aleggia intorno all'euphorbia milii: la pianta è formata da un fusto ricoperto di spine molto acuminate e si racconta che sia proprio un ramo di euphorbia milli ad essere attorcigliato e posto in capo al Cristo quando fu crocifisso. Non ci sono molte prove a tal favore, ma la pianta ha ormai acquisito l'appellativo di "corona di Cristo".

Storia dei nomi delle piante grasse

Dopo tutte le curiosità, serie e semiserie sui nomi delle piante grasse, dobbiamo dire che in realtà i nomi scientifici delle succulente sono quasi sempre dovuti all'abbinamento di due parole latine. Questa scelta venne fatta da Carl Von Linné, meglio conosciuto come Linneo, che si occupò di classificare le piante e scelse il latino perché lingua molto conosciuta e usata all'epca e già largamente utilizzata nel settore scientifico. Le piante grasse sono tantissime: si raggruppano in oltre 10.000 tipi e 25 famiglie. La classificazione delle piante fu lo scopo di tutta la vita di Linneo, ed oggi noi ci rifacciamo al suo lavoro per identificare con precisione famiglie e generi dei vegetali. Nella tradizione popolare, quando la natura e le piante erano quotidianità nella vita di molti, più che adesso, i nomi poetici dati alle piante, sia grasse che non, erano davvero tanti: gli orecchini della Madonna, le unghie di strega (carpobrotus), la piccola bocca (oscularia), la portatrice di ciuffo (lophophora). Non li conosciamo tutti, ma è bello ricordare quelli tipici delle proprie zone, ricavandoli dai racconti delle nonne.

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Domande frequenti

  • Perché le piante grasse hanno nomi così strani o curiosi?
    I nomi delle piante grasse derivano spesso dalle loro caratteristiche fisiche distintive, come la forma rotonda dell'Euphorbia obesa ('sacchetto di fagioli') o la somiglianza con sassi del Lithops. Altri nomi nascono da associazioni poetiche o leggende, come la 'Corona di Cristo' per l'Euphorbia milii, oppure da descrizioni letterali in lingue antiche, come il greco per Aloe ('sale') o Crassula ('grasso'). La tradizione popolare aggiunge poi soprannomi colorati legati all'aspetto spinoso o alla lanugine, rendendo la nomenclatura ricca di storie e significati vari.
  • Qual è l'origine del nome scientifico delle piante grasse?
    I nomi scientifici delle succulente seguono quasi sempre la nomenclatura binomia latina stabilita da Carl von Linné (Linneo). Egli scelse il latino come lingua scientifica universale per garantire una classificazione precisa e condivisa a livello internazionale. Ogni nome combina due termini latini che descrivono il genere e la specie, permettendo agli studiosi di identificare con certezza le oltre 10.000 varietà esistenti suddivise in 25 famiglie, indipendentemente dai nomi volgari locali.
  • Cosa significano i nomi comuni come 'Lingua di Suocera' o 'Testa di Vecchio'?
    Questi nomi popolari descrivono visivamente la pianta. La 'Lingua di Suocera' si riferisce alla varietà di Epiphyllum dalle foglie lunghe e sottili, mentre il 'Cuscino della Suocera' indica l'Echinocactus, famoso per le sue spine dure e la forma arrotondata. La 'Testa di Vecchio', invece, appartiene al Cephalocereus senilis, così chiamato per la densa lanugine bianca che ricopre il fusto, ricordando i capelli canuti. Questi appellativi nascono dall'osservazione diretta della natura nella vita quotidiana.
  • Quante specie di piante grasse esistono e come vengono classificate?
    Esistono oltre 10.000 tipi di piante grasse, raggruppate in circa 25 famiglie botaniche diverse. La classificazione moderna si basa sul sistema sviluppato da Linneo, che organizza le piante secondo criteri tassonomici precisi. Nonostante questa struttura scientifica rigida, la tradizione popolare mantiene vivi numerosi nomi dialettali o regionali, come 'unghie di strega' per il Carpobrotus, preservando un legame culturale con queste piante succulente diffuse in tutto il mondo.
  • Quali sono alcuni esempi di nomi greci o latini usati per le piante grasse?
    Molti nomi derivano dal greco antico: Lithops unisce 'lithos' (pietra) e 'opsis' (aspetto); Coryphanta unisce 'koryphe' (sommità) e 'anthos' (fiore); Mammillaria richiama il greco 'mamilla' per i suoi tubercoli. In latino, Crassula deriva da 'crassus' (grasso/turgido). Anche il nome Aloe potrebbe provenire dal greco 'als' (sale), per il suo sapore amaro. Queste radici linguistiche aiutano a comprendere il motivo per cui certe piante sono state battezzate in quel modo specifico dagli antichi naturalisti.

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