Piante Grasse

Annaffiatura piante grasse

L'annaffiatura delle piante grasse segue delle regole ben precise e dall'acqua dipende la buona crescita.

di Redazione

22 settembre 2010

L'annaffiatura

Le piante grasse crescono principalmente in ambienti aridi, dove la possibilità di ricevere acqua è piuttosto ridotta. Questa caratteristica ambientale ha determinato, nella pianta, una grande capacità di adattamento che le consente di sopravvivere. Le piante grasse, o succulente, si sono sviluppate con la peculiarità di riuscire a trattenere la poca acqua disponibile in ambienti inospitali. Con le poche gocce di acqua che ricevono, riescono a sfruttare al massimo le proprietà nutritive. Infatti, la classica evaporazione dell'acqua è quasi completamente assente. Osservando le piante grasse, si nota che la loro crescita è molto lenta; anche la lentezza è una strategia della pianta che le consente di non aver bisogno di molto nutrimento. Le piante grasse coltivate in appartamento seguono approssimativamente le stesse regole di quelle allo stato naturale. Questo avviene se si rispettano alcuni parametri; il terreno deve essere ben drenato e la pianta dovrebbe essere collocata in un vaso abbastanza grande e profondo. Le cactacee sono tra le pianta grasse che resistono meglio alla mancanza di acqua, anche se quelle in appartamento potrebbero avere comunque dei problemi.

Come procedere con l'annaffiatura

Prima di annaffiare le piante grasse, è importante valutare lo stato del terriccio e la dimensione del vaso. In base alla sua secchezza si procederà. Se il vaso è piccolo e con poca profondità, la pianta avrà sicuramente bisogno di essere annaffiata più frequentemente; potrà capitare di doverla annaffiare anche quasi tutti i giorni. L'acqua deve essere fornita uniformemente su tutta la terra del vaso, aspettando qualche minuto fino a quando si nota una fuoriuscita nel sottovaso. Il sottovaso andrà, successivamente, svuotato. Così facendo si ha la certezza che anche le radici, della pianta grassa, crescano forti ed in profondità. Una buona annaffiatura consente un ricambio di sali minerali che possono depositarsi in quantità eccessive. Capita spesso che le radici tendano a crescere verso l'alto; questo è dovuto ad un'annaffiatura superficiale.

Quando effettuare l'annaffiatura

Le piante grasse necessitano di poca acqua e principalmente nel periodo vegetativo. Le piante di varietà delicate, andranno annaffiate con parsimonia, soprattutto che subiscono facilmente l'attacco di parassiti e funghi. L'acqua, infatti, potrebbe accelerare questi attacchi. Per effettuare l'annaffiatura, il terreno della pianta dovrà risultare asciutto da almeno un paio di giorni. Nella stagione estiva, occorre annaffiare la pianta non più di 5 o 6 volte in un mese; bisogna prestare molta attenzione alle condizioni di umidità del terreno. Quando questo risulta asciutto, è qui che si procede con l'annaffiatura. Se il terriccio è poroso, aspettare un paio di giorni prima di dare ancora acqua; in questo modo si è sicuri che anche all'interno del vaso non ci sia un accumulo imprevisto di acqua. Nella stagione invernale la pianta entra nel periodo di riposo vegetativo e di conseguenza non hanno bisogno di molta acqua. Se fossero nel loro territorio naturale, non andrebbero proprio annaffiate. Un eccesso di acqua, in una stagione fredda, porterebbe a gelare rapidamente la pianta. In appartamento, però, la temperatura e l'umidità variano a seconda del tipo di riscaldamento. Le temperature sono spesso sopra i 15 gradi e la pianta non riconosce che è entrata nel periodo di riposo. Pertanto occorre tenere d'occhio le condizioni della pianta e del terreno in cui riposa. Il consiglio è di vaporizzare l'acqua e fornirla mensilmente, per non far seccare radici e pianta. Se si seccano, la pianta avrà delle difficoltà ad entrar nel periodo vegetativo.

Quantità di acqua

La quantità di acqua e la frequenza, variano a seconda dell'età e della tipologia della pianta grassa. I semi hanno bisogno di un terriccio molto umido e avranno bisogno di essere annaffiati frequentemente. Le piantine giovani vanno annaffiate solo nel terreno Le piante che hanno una superficie cerosa non vanno annaffiate tramite nebulizzazione perchè le priverebbe dello strato protettivo.

La scelta dell'acqua

La scelta migliore è usare l'acqua piovana raccolta, ma ovviamente non è sempre applicabile. Per annaffiare le piante grasse si può usare la normale acqua di rubinetto anche se può dare dei problemi se composta da alcuni sali minerali. Spesso le acque di rubinetto sono ricche di cloro e calcio e quest'ultimo, una volta evaporata l'acqua, si deposita nel terreno. Entrambi sono elementi che non vanno bene per le piante grasse. Per non incorrere in problematiche di crescita, è consigliabile adoperare un acqua distillata o senza sali minerali. Usare, invece, normale acqua per tutte quelle piante grasse lanuginose.

Altri elementi da considerare

Le piante grasse sono in genere posizionate in vasi provvisti di sottovasi; capita frequentemente che qui sotto l'acqua si depositi, soprattutto se il terreno è molto drenante. Di tanto in tanto, controllare il sottovaso ed eventualmente svuotarlo dall'acqua che è defluita. Questa procedura aiuta a non determinare il marciume.

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Domande frequenti

  • Come capire quando è il momento giusto per innaffiare le piante grasse?
    È fondamentale verificare lo stato del terriccio prima di ogni intervento. Si consiglia di attendere che il substrato risulti completamente asciutto, preferibilmente per almeno due giorni consecutivi, prima di procedere con l’irrigazione. Non esiste un calendario fisso valido per tutte le specie; la frequenza dipende dal volume del vaso, dalla porosità del terreno e dalle condizioni ambientali. In estate, durante il periodo vegetativo attivo, le annaffiature saranno più frequenti rispetto all'inverno, quando la pianta entra in dormienza e richiede pochissima o nessuna acqua.
  • Quanto spesso devo innaffiare le succulente in estate?
    Nella stagione calda, generalmente si consiglia di innaffiare le piante grasse non più di cinque o sei volte al mese. Tuttavia, questa frequenza varia notevolmente in base al tipo di vaso e al terreno utilizzato. Se il terriccio è molto drenante e poroso, potrebbe asciugarsi rapidamente, richiedendo interventi più ravvicinati. Al contrario, in vasi piccoli e profondi l'acqua evapora prima, mentre in quelli grandi rimane umida più a lungo. L'importante è non bagnare mai il terreno se è ancora fresco o umido al tatto.
  • Posso usare l'acqua del rubinetto per le piante grasse?
    L'acqua del rubinetto può essere utilizzata, ma presenta alcuni rischi dovuti alla presenza di cloro e calcare. Questi sali minerali, una volta evaporata l'acqua, tendono a depositarsi nel terreno, alterandone il pH e ostacolando l'assorbimento degli nutrienti. Per evitare problemi di crescita e accumuli nocivi, la soluzione ideale è utilizzare acqua piovana raccolta o acqua distillata priva di sali. In alternativa, si può lasciare decantare l'acqua di rubinetto per alcune ore prima dell'uso per far evaporare parte del cloro.
  • Cosa succede se lascio acqua nel sottovaso dopo l'irrigazione?
    Non lasciare mai acqua stagnante nel sottovaso per lunghi periodi. Dopo aver innaffiato la pianta, attendere pochi minuti che l'eccesso defluisca nel piattino e poi svuotalo immediatamente. Le piante grasse temono il ristagno idrico, che causa rapidamente il marciume radicale, una delle cause principali di morte di queste specie. Mantenere il terreno ben drenato e asciutto tra un'annaffiatura e l'altra è essenziale per garantire radici sane e una corretta respirazione del apparato radicale.
  • Come devo comportarmi con le piante grasse in inverno?
    In inverno, la maggior parte delle piante grasse entra in fase di riposo vegetativo e necessita di pochissima acqua. Se coltivate all'esterno nel loro habitat naturale, non dovrebbero essere innaffiate affatto. In appartamento, dove le temperature superano spesso i 15 gradi a causa del riscaldamento, la pianta potrebbe non percepire correttamente il riposo. In questo caso, limitarsi a vaporizzare leggermente le foglie o fornire acqua una volta al mese per evitare che le radici si disidratino completamente, senza saturarle.

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