Capolini fioriti

Piante da Giardino

Elicriso

L'elicriso dall'inconfondibile profumo aromatico, intenso, delizioso è noto anche col nome di "semprevivo" per la notevole persistenza dei suoi fiori.

di Redazione

20 dicembre 2016

Irrigazione dell'elicriso

L'elicriso è una pianta compatta, legnosa, dai piccoli fiori composti in infiorescenze vivacemente colorate, dalle foglie sottili, oblunghe e ricoperte da una fine peluria biancastra: sin dall'aspetto se ne coglie la grande robustezza e la struttura capace di sopportare molto bene la siccità. Se coltivata in vaso va bagnata quando la terra risulta secca, aspettando che il terreno si asciughi del tutto fra una irrigazione e l'altra. E' essenziale evitare ristagni d'acqua, che potrebbero far marcire le radici, collocando argilla espansa sul fondo del vaso in modo che questa assorba eventuali eccessi di liquido. Se posta in piena terra si consiglia di bagnare solo le piante giovani o quelle sottoposte ad un lungo periodo di siccità. In ogni caso questa pianta ha la caratteristica di comunicare il suo bisogno d'acqua: se osserviamo un lieve appassimento del fusto dobbiamo procedere all'irrigazione.

Cura e coltivazione dell'elicriso

L'elicriso necessita davvero di poche cure. Basti pensare alla sua ampia diffusione spontanea nelle regioni del mediterraneo meridionale caratterizzate da terreni aridi, arenosi, finanche rocciosi e molto assolati. Ugualmente, in casa o in giardino, va posta in terreni leggeri e sabbiosi, evitando substrati argillosi e compatti. Poiché ama un clima caldo e temperato va protetta durante i periodi più freddi grazie a pacciamature con foglie secche, corteccia di pino o tessuto-non tessuto, per mantenere più alta la temperatura della terra ed evitare la formazione della crosta superficiale tipica delle temperature rigide. Non va potata, limitandosi ad eliminare eventuali parti secche o sciupate. La moltiplicazione avviene comunemente attraverso semina diretta o talee ed è in entrambi i casi molto semplice. I semi vanno interrati all'inizio della primavera adoperando un substrato sabbioso, ben drenante; quando le nuove piantine avranno raggiunto l'altezza di 10 cm circa potranno essere trasferite nel vaso definitivo e rinvasate ogni 2/3 anni. Le talee, invece, devono radicare a fine estate, sempre su un terreno sabbioso e drenante, e trapiantate in vaso o terra all'inizio della primavera successiva.

Concimazione dell'elicriso

L'elicriso vive e si sviluppa, come abbiamo visto, in terreni molto poveri, pertanto non richiede frequenti concimazioni. E' sufficiente aggiungere fosforo e potassio al terreno al momento della semina e concimare con stallatico maturo quando si procede al rinvaso, ovvero ogni 2-3 anni. Se si vuole sostenere una maggiore produzione di fiori si può anche optare per l'aggiunta di semplice concime per piante fiorite da utilizzare una sola volta l'anno, all'inizio della stagione vegetativa. Questa pianta così semplice da coltivare e curare ha numerosissime qualità ed applicazioni nella vita quotidiana e può essere davvero interessante ed utile ricordarne alcune: all'essiccazione dei suoi fiori si ottengono pot-pourri colorati e molto profumati e un olio essenziale con riconosciute proprietà antinfiammatorie, antifungine, espettoranti e stimolanti della circolazione. Per questo viene ampiamente usato in erboristeria per curare dermatiti, bronchiti, cicatrici e smagliature. Le foglie poi possono essere adoperate in cucina ed hanno un sapore simile a quello del curry ed i fiori per ottenere infusi e tisane.

Esposizione, malattie e parassiti

L'elicriso non teme la siccità e gli ambienti aridi prediligendo l'esposizione diretta ai raggi solari, tanto che nelle zone sufficientemente calde fiorisce tutto l'anno e viene considerata una pianta perenne. L'esposizione ottimale è quindi alla luce diretta, tanto per le piante in vaso che per quelle in piena terra. Teme invece l'eccesso d'acqua, al punto che se posta in terreni troppo compatti o umidi va incontro al marciume radicale che ne causa la morte. L'umidità la rende anche sensibile all'aggressione di funghi come il verticillium, che ne provoca l'essiccamento, e l'oidio o "mal bianco", che si manifesta ricoprendo germogli, fiori e foglie con un velo biancastro e pulverulento. L'uso di un comune fungicida a base di ossi-cloruro di rame è sufficiente contro il verticillium e lo zolfo in polvere è molto efficace contro l'oidio. Si può dire, quindi, che l'umidità è il peggior nemico dell'elicriso che invece è assai resistente ai parassiti e si ammala di rado. Nel periodo della fioritura possono comparire afidi e cocciniglie che indeboliscono la pianta esponendola a virus e funghi. E' sufficiente, in questi casi, usare subito insetticidi specifici reperibili in commercio.

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Domande frequenti

  • Come devo annaffiare l'elicriso per evitare che muoia?
    L'elicriso è estremamente sensibile all'eccesso di umidità e soffre gravemente i ristagni idrici, che causano il temuto marciume radicale. In vaso, annaffia esclusivamente quando il terreno è completamente asciutto al tatto. È fondamentale garantire un drenaggio eccellente, posizionando uno strato di argilla espansa sul fondo del vaso. In piena terra, le irrigazioni sono necessarie solo per le piante giovani o durante lunghi periodi di siccità estrema. Un indicatore naturale dello stato idrico della pianta è il fusto: se noti un lieve appassimento, significa che l'elicriso ha bisogno di acqua immediatamente.
  • Qual è il terreno ideale per coltivare l'elicriso?
    Questa pianta prospera in terreni poveri, leggeri e ben drenati, preferibilmente sabbiosi o ghiaiosi, simili a quelli aridi e rocciosi del suo habitat naturale mediterraneo. Evita assolutamente i substrati argillosi e compatti, che trattengono troppa acqua e soffocano le radici. Se devi preparare il terriccio per il vaso, assicurati che sia sciolto. La povertà del suolo è un vantaggio per l'elicriso, poiché lo rende meno soggetto a malattie fungine legate all'umidità e favorisce una crescita robusta senza richiedere fertilizzanti elaborati.
  • Cura e potatura: l'elicriso richiede interventi importanti?
    No, l'elicriso è una pianta che richiede pochissima manutenzione. Non necessita di potature strutturali o formative. L'unica operazione consigliata è la rimozione manuale delle parti secche, appassite o danneggiate per mantenere la pianta sana e ordinata. La moltiplicazione è semplice: puoi effettuare semine dirette in primavera su substrato sabbioso o prelevare talee a fine estate. Le talee dovranno radicare su terreno drenante per essere trapiantate la primavera successiva. Il rinvaso è necessario solo ogni 2-3 anni per rinnovare il substrato.
  • Quali malattie colpiscono l'elicriso e come si curano?
    Il principale nemico dell'elicriso è l'umidità, che favorisce attacchi fungini. Il Verticillium causa l'essiccamento della pianta ed è trattato con fungicidi a base di ossicloruro di rame. L'Oidio, o 'mal bianco', si manifesta con un velo biancastro polveroso su foglie e fiori; lo zolfo in polvere è molto efficace per combatterlo. Inoltre, in fase di fioritura possono comparire afidi e cocciniglie che indeboliscono la pianta: in tal caso, interveni tempestivamente con insetticidi specifici reperibili in commercio per prevenire infezioni secondarie.
  • A cosa serve l'elicriso in cucina e in erboristeria?
    L'elicriso ha numerose applicazioni pratiche. In erboristeria, l'olio essenziale ottenuto dalla sua essiccazione possiede proprietà antinfiammatorie, antifungine, espettoranti e stimolanti la circolazione. Viene utilizzato per trattare dermatiti, bronchiti, cicatrici e smagliature. In cucina, le foglie dal sapore simile al curry possono essere impiegate come aroma. I fiori essiccati sono eccellenti per realizzare profumati pot-pourri colorati, mentre i fiori freschi o secchi possono essere usati per preparare infusi e tisane benefiche.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaArbustiva, legnosa, perenne
OrigineMediterraneo meridionale
EsposizionePieno sole
TerrenoLeggero, sabbioso, ben drenato, povero
IrrigazioneScarsa; attendere asciugatura completa del suolo; evitare ristagni
FiorituraPrimavera-Estate (può fiorire tutto l'anno al Sud)
ConcimazioneMinima: fosforo/potassio a semina, stallatico maturo al rinvaso (ogni 2-3 anni)
PotaturaNecessaria solo per rimuovere parti secche o danneggiate
MoltiplicazioneSemina diretta (primavera) o talee (fine estate)
Malattie e parassitiMarciume radicale (da eccesso acqua), Verticillium, Oidio, Afidi, Cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneFacile

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