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Piante da Giardino

Cisto

In questa pagina parleremo del Cisto: una pianta sempreverde, appartenente alla famiglia delle Cistaceae. Questa pianta è molto apprezzata per la sua fioritura, continuativa e generosa. Scopri con noi le sue caratteristiche, le oltre venti varietà e altre curiosità.

di Redazione

26 settembre 2014

Caratteristiche generali

Il Cisto è un genere di pianta sempreverde, appartenente alla famiglia delle Cistaceae e proveniente dal bacino Mediterraneo, che comprende circa una ventina di specie di diversa varietà. La pianta deve il suo nome alla parola greca "kystis" che letteralmente significa vescica: questo per via della forma delle sue capsule seminali. Pianta dal fusto eretto con numerose ramificazioni disordinate e dalle foglie di color verde brillante, lanceolate e ricoperte da uno strato di peluria, che conferiscono alla pianta un aspetto tondeggiante e simmetrico. Viene apprezzata soprattutto per la sua duratura e generosa fioritura: nel periodo da aprile a giugno questa pianta produce un fiore che per aspetto somiglia ad una rosa selvatica (con cinque petali appiattiti, diversi tra loro) e che presenta colorazioni che vanno dal rosa acceso al bianco candido, anche se talvolta è possibile trovarne anche maculati. La caratteristica principale dei fiori del Cisto è la durata, infatti, appassiscono nel giro di 24 ore, ma il loro rinnovo è costante per tutto il periodo di fioritura. Il fiore lascia il posto ad un frutto che si presenta ovale con al suo interno una grande quantità di semi.

Varietà: il Cisto marino

Come già accennato il Cisto comprende numerose varietà di specie diverse. Tra di esse bisogna innanzitutto ricordare il più famoso: il Cistus monspeliensis. Viene chiamato anche Cisto Marino o Cisto di Montpellier perché è possible trovarlo spesso in prossimità delle zone costiere, soprattutto della Sardegna. E’ una pianta che si adatta bene anche a climi molto aridi, secchi e caldi; proprio nei periodi con maggiore siccità estiva le sue foglie si colorano di marrone e sembrano morte ma, con le prime piogge, si ricolorano di verde e riacquistano energia. Si presenta con fusto peloso, inizialmente eretto che degrada fino a diventare cespuglio. È, infatti, il tipico rappresentante della cosiddetta macchia a cisto (cioè una formazione monofloristica, o comunque a larga prevalenza della pianta stessa, che si estende su vaste superfici). Viene spesso utilizzata come pianta colonizzatrice di aree collinari degradate, in quanto previene l'erosione e la desertificazione. Un'ultima curiosità: dal Cisto marino si estrae un una resina, chiamata ladano, molto utilizzata in profumeria come fissativo. Citiamo brevemente alcune, altre, varietà di Cisto: Cistus albidus, dai fiori lilla, Cistus ladaniferus, dalle proprietà insetticide, Cistus laurifolius, il più resistente al freddo e infine Cistus salvifolius, con foglie simili alla salvia.

Coltivazione del Cisto

Il Cisto teme molto il freddo, per questo è bene posizionarlo in un luogo riparato dal vento e piuttosto soleggiato. Le basse temperature rischiano di condizionare lo sviluppo della pianta e le gelate invernali possono causarne la morte. Per questo motivo un ottimo consiglio è quello di proteggere l’apparato radicale coprendolo con un manto costituito da paglia o fogliame secco. E' consigliato piantarlo in aprile e solitamente viene coltivato a terra; presenta uno sviluppo abbastanza moderato, è possibile creare macchie di colore uniforme nel giro di pochi anni. E' anche possibile la sua coltivazione in vaso ma, in questo caso, la pianta avrà bisogno di maggiori attenzioni: innanzitutto non sopporta il trapianto e bisognerà evitare la formazione di ristagni d'acqua molto temuti dalla pianta. L'annaffiatura, in ogni caso, deve essere poco frequente,soprattutto nel periodo invernale: il Cisto si accontenta di ricevere l'acqua piovana. Sempre per consentire il drenaggio dell'acqua è consigliabile aggiungere al terreno concime organico ben maturo a rilascio graduale. Segnaliamo infine che bisogna procedere alla potatura, in marzo, sia dei giovani arbusti (per aumentarne la ramificazione) che delle piante adulte (per eliminare i rami secchi).

Moltiplicazione e avversità

Se invece di acquistare una pianta volete procedere direttamente alla semina, essa andrà fatta a fine inverno in cassoni o a metà primavera direttamente in piena terra. I semi del Cisto sono piccoli e scuri. La semina presenta comunque alcune difficoltà: queste piante si ibridano facilmente, per questo motivo se il vostro obbiettivo è ottenere una pianta specifica non è detto che il risultato sia quello sperato. Questo discorso si riferisce unicamente alle specie tipo, perché gli ibridi non si possono seminare. Per gli ibridi è necessario ricorrere a talee semilegnose che si prelevano tra luglio e agosto e si fanno radicare in un composto di torba e sabbia, mantenuto umido e alla temperatura di 16 gradi. A radicazione avvenuta andranno poi trapiantate in vasi contenenti terriccio, torba e sabbia. Tenute in cassone per tutto l'inverno, andranno trasferite in vasi di 10 cm all’inizio della primavera. I vasi dovranno essere interrati all’aperto e, successivamente, riportati in cassone freddo per l’inverno. Solo nella primavera successiva potranno essere messe a dimora definitiva. Il Cisto non necessita di cure particolari ma teme gli afidi, alcune malattie fungine e il marciume delle radici causato dai ristagni di acqua.

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Domande frequenti

  • Quanto dura il singolo fiore di Cisto?
    Il singolo fiore del Cisto ha una vita brevissima, appassendo generalmente entro 24 ore. Tuttavia, la pianta compensa questa fragilità individuale con una fioritura continua e generosa che si protrae per tutto il periodo primaverile, da aprile a giugno. Nuovi boccioli si aprono costantemente, garantendo così una presenza floreale quasi ininterrotta durante la stagione calda.
  • Qual è il momento migliore per potare il Cisto?
    La potatura del Cisto va eseguita preferibilmente nel mese di marzo. Questo intervento è fondamentale per due scopi principali: sui giovani arbisti stimola una maggiore ramificazione, mentre sulle piante adulte serve a rimuovere i rami secchi o danneggiati. Una potatura corretta aiuta a mantenere la forma compatta e simmetrica della pianta e favorisce una nuova vegetazione sana per la prossima stagione.
  • Il Cisto può crescere in terreni aridi e rocciosi?
    Assolutamente sì, il Cisto è ideale per giardini xerofitici o rocce. Originario del bacino mediterraneo, è adattissimo a climi aridi, secchi e caldi. Molte specie, come il Cistus monspeliensis, mostrano persino una resistenza eccezionale alla siccità estiva. Teme però i ristagni idrici: un terreno ben drenato, anche povero o sassoso, è essenziale per la sua sopravvivenza.
  • Come si moltiplicano gli ibridi di Cisto?
    Gli ibridi di Cisto non possono essere riprodotti tramite seme, poiché tendono a ibridarsi ulteriormente perdendo le caratteristiche originali. Per ottenere piante identiche alla madre, è necessario ricorrere alle talee semilegnose. Queste vanno prelevate tra luglio e agosto e fatte radicare in un substrato umido composto da torba e sabbia, mantenendo una temperatura intorno ai 16°C.
  • Come proteggere il Cisto dal freddo invernale?
    Il Cisto teme fortemente il freddo e le gelate, che possono essere letali. Per proteggerlo, posizionalo in un luogo soleggiato e riparato dai venti freddi. Un consiglio pratico è coprire l'apparato radicale con uno strato di paglia o fogliame secco per isolare il terreno. Nelle regioni molto fredde, considera specie più rustiche come il Cistus laurifolius o coltiva la pianta in vaso per spostarla al riparo.

Scheda Tecnica

Cistus spp.

Nome scientificoCistus spp.
FamigliaCistaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineBacino mediterraneo
EsposizionePieno sole, riparata dal vento
Temperatura minimaSensibile al freddo/gelate (varia in base alla specie)
TerrenoBen drenato, preferibilmente povero/roccioso
IrrigazioneScarsa, tollera la siccità, teme i ristagni idrici
FiorituraAprile-Giugno
AltezzaDa 50 cm a 1,5 m (dipende dalla varietà)
ConcimazioneConcime organico maturo a lento rilascio
PotaturaMarzo, per ringiovanire ed eliminare rami secchi
MoltiplicazioneSemina (fine inverno/mid primavera) o talee semilegnose (luglio-agosto per ibridi)
Malattie e parassitiAfidi, funghi, marciume radicale da ristagno
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede buon drenaggio e protezione dal gelo)

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