fiori palustri

Piante Acquatiche

Piante palustri

Le piante palustri si contraddistinguono per riuscire a vivere sia in acqua che in terra, molte piante che comunemente abbiamo nelle nostre case hanno queste caratteristiche.

di Redazione

31 marzo 2016

Le piante palustri

Le piante palustri si possono porre tra quelle di terra e quelle acquatiche; esse raccolgono gli elementi nutritivi attraverso le radici e necessitano di molta acqua. Allo stato naturale le piante palustri non vivono mai sommerse e sviluppano fogli e fiori all’aria aperta. Questi tipi di piante possono essere coltivate sia in terrario che in acquario oppure nei laghetti che troviamo in molti giardini delle nostre case. Le piante palustri hanno una buona crescita e, se coltivate in specchi d’acqua piuttosto piccoli, sarebbe meglio piantarli in vaso potendo così controllare il loro sviluppo. Queste piante presentano bellissimi fiori e sono molto decorative anche per appartamento.

Ambiente ed esposizione

L’ambiente più adatto per queste piante è quello che unisce terra ed acqua. Il clima preferito è di tipo tropicale. In specchi d’acqua naturali si pianteranno sul fondo vicino alla riva, mentre in quelli artificiali sui bordi. Necessitano di buona luce per svilupparsi al meglio. Durante la stagione invernale le temperature minime di notte non dovrebbero scendere al di sotto dei dodici-quindici grandi.

Terreno

Il terreno adatto è il limo, cioè sabbia piuttosto grossa e argilla più fine portati da fiumi e corsi d’acqua; questo terreno dovrà essere sempre umido.

Messa a dimora e rinvaso

Nella messa a dimora le piantine non vanno mai completamente sommerse. Quando le acquistate, prima di piantarle, dovrete liberare bene le radici. Meglio piantare parecchie piantine di poche varietà che unire tante specie diverse. Il rinvaso andrà fatto alla fine della stagione invernale oppure all’inizio di quella primaverile, sostituendo un vaso di maggior grandezza.

Annaffiature

Non sopportano i terreni asciutti e secchi, quindi andranno annaffiate abbondantemente, facendo però attenzione a lasciare asciugare il terreno prima di procedere con un’altra annaffiatura.

Concimazione

Nel caso il terreno fosse già ricco di sostanze nutritive, non occorrerà concimare, le radici preleveranno da esso il nutrimento e la pianta crescerà sana e forte. Altrimenti usare un concime granulare a lenta cessione da somministrare in primavera.

Riproduzione

La moltiplicazione più usata per le piante palustri è quella per divisione dei rizomi.

Potatura

Si effettuerà una potatura per eliminare parti secche o danneggiate.

Fiori

I fiori delle piante palustri hanno bellissimi colori e quindi molto decorativi che variano a seconda della specie. Si sviluppano in estate fino ad ottobre.

Malattie e parassiti

Possono essere soggette a marciume radicale che si potrà prevenire tenendo il terreno della giusta umidità. In alcuni casi possono essere infestate dagli afidi e dalle cocciniglie.

Vendita

In commercio sono facilmente reperibili. Prima di acquistarle sarebbe meglio informarsi bene sulla loro coltivazione, sulle loro esigenze di terreno, acqua, luce ecc.

Specie più diffuse

Ci sono molte specie di piante palustri, eccone alcuni esempi delle più commercializzate. Chamaedorea Elegans: è una piccola palma che può raggiungere i tre metri di altezza, presenta steli molto sottili. Molto spesso viene coltivata come pianta d’appartamento. Trae la propria origine dall’America latina, Messico e Guatemale. Preferisce umidità e buona luce, ma può resistere anche in altri ambienti. Chlorophytum Bichetii: è una pianta palustre che ha uno sviluppo a cespuglio, foglie lunghe appuntite di colore verde con contorno bianco. Presenta fiori di colore bianco. Dieffenbachia: è una pianta perenne sempreverde originaria delle zone tropicali dell’Asia e dell’America centrale, presenta foglie di grandi dimensioni di colore verde con macchie bianche, verdi oppure avorio. I fiori sono poco appariscenti e si sviluppano riuniti in pannocchie. E’ molto tossica. Dracaena: questo tipo di pianta presenta molte specie. E’ originaria delle zone tropicali dell’America e dell’Africa. E’ di tipo sempreverde e presenta foglie di grandi dimensioni a forma di lancia di colore verde con varie sfumature. Ha fusti di tipo eretto. Hemigraphis Colorata: ha origine in Asia. Ha foglie a forma di lancia, di consistenza ruvida, di colore rosso nella parte sottostante e verde in quella sopra. Può raggiungere i venti centimetri di altezza. E’ tipica delle paludi ma si può coltivare anche in acquario. Spathiphyllum: questo genere riunisce molte specie di piante sempreverdi, rizomatose, con foglie di forma ovale anche allungata. I fiori sono di colore bianco e piccoli riuniti in infiorescenze avvolte da una grande spata di colore bianco. Ophiopogon: è una pianta erbacea perenne rizomatosa che trae origine dall’India e dall’Asia orientale. Sono coltivate soprattutto a scopo decorativo, presentano fiori riuniti in grappoli. Syngonium: sono piante rampicanti che per svilupparsi necessitano di sostegni. Presentano foglie a forma di freccia. Le infiorescenze sono avvolte da una spata.

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Domande frequenti

  • Cosa sono esattamente le piante palustri e dove si collocano?
    Le piante palustri rappresentano un gruppo intermedio tra le piante terrestri e quelle acquatiche. La loro caratteristica distintiva è la capacità di crescere sia in ambiente terrestre che acquatico, assorbendo nutrienti tramite le radici e richiedendo elevate quantità di acqua. A differenza delle piante totalmente sommerse, nello stato naturale le piante palustri non vivono mai completamente sott'acqua, sviluppando invece foglie e fiori all'aria aperta. Questa versatilità permette di coltivarle in diversi contesti, dai terrari agli acquari, fino ai bordi dei laghetti ornamentali nei giardini domestici.
  • Come si gestiscono correttamente le annaffiature per evitare danni alle radici?
    Le piante palustri non tollerano assolutamente i terreni asciutti o secchi, pertanto richiedono annaffiature abbondanti per mantenere costantemente l'umidità necessaria. Tuttavia, è fondamentale prestare attenzione al drenaggio: bisogna permettere al terreno di asciugare leggermente tra un'annaffiatura e l'altra per evitare ristagni idrici pericolosi. Un'umidità eccessiva e persistente può favorire il marciume radicale, una patologia comune. L'obiettivo è trovare un equilibrio che mantenga il substrato umido ma non saturo d'acqua stagnante, specialmente se le piante sono coltivate in contenitori chiusi o vasi.
  • Qual è il periodo migliore per effettuare il rinvaso e come si esegue?
    Il momento ideale per rinvasare le piante palustri è alla fine della stagione invernale o all'inizio della primavera, quando la pianta riprende il suo ciclo vegetativo attivo. Durante questa operazione, è consigliabile sostituire il vaso precedente con uno di dimensioni maggiori per consentire lo sviluppo delle radici. Prima di piantare le nuove piantine, è essenziale liberare accuratamente le radici dal vecchio substrato. Inoltre, durante la messa a dimora, assicurarsi che le piante non vengano mai completamente sommerse, specialmente se inserite in vasche o laghetti artificiali.
  • È necessario concimare le piante palustri regolarmente?
    La necessità di concimazione dipende dalla ricchezza nutrizionale del terreno utilizzato. Se il substrato, come il limo, è già ricco di sostanze nutritive, le radici saranno in grado di prelevare tutto ciò di cui la pianta ha bisogno per crescere sana e forte, rendendo inutile l'aggiunta di fertilizzanti. Al contrario, se il terreno risulta povero, sarà opportuno intervenire somministrando un concime granulare a lenta cessione. Questo trattamento va effettuato preferibilmente in primavera, fornendo alla pianta gli elementi necessari per sostenere la crescita attiva e la successiva fioritura estiva.
  • Quali sono le principali malattie e parassiti che colpiscono queste piante?
    Tra le patologie più comuni vi è il marciume radicale, causato prevalentemente da un'eccessiva umidità del terreno o da cattivo drenaggio. Prevenire questo problema richiede il controllo costante dell'umidità del substrato. Per quanto riguarda i parassiti animali, le piante palustri possono essere occasionalmente infestate da afidi e cocciniglie. Questi insetti succhiano la linfa, indebolendo la pianta. Una corretta gestione ambientale, evitando stress idrico e garantendo una buona circolazione dell'aria, aiuta a ridurre il rischio di infestazioni. In caso di presenza significativa di parassiti, si possono valutare trattamenti specifici biologici.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaAcquatica/Terrestre ibrida
OrigineVaria (tropici, America Latina, Asia)
EsposizioneBuona luce, clima tropicale
Temperatura minima12-15°C notturni
TerrenoLimo (sabbia grossa e argilla fine), sempre umido
IrrigazioneAbbondante, evitando ristagni prolungati ma mantenendo umidità
FiorituraEstate - Ottobre
AltezzaDa 20 cm a 3 m (varia per specie)
ConcimazioneGranulare a lenta cessione in primavera (solo se terreno povero)
PotaturaEliminare parti secche o danneggiate
MoltiplicazioneDivisione dei rizomi
Malattie e parassitiMarciume radicale, afidi, cocciniglie
Difficoltà di coltivazioneMedia

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