Trapa natans

Piante Acquatiche

Castagne d'acqua

In giardino, un piccolo stagno crea un’atmosfera originale e un po’ fatata e le castagne d’acqua sono piante acquatiche perfette per abbellirlo. Spesso considerate invasive, in realtà hanno funzioni depuratrici. In questa guida vi spieghiamo storia e segreti per coltivarle.

di Redazione

12 aprile 2016

Trapa natans: cos'è?

Il suo nome latino è trapa natans: "trapa" è l’abbreviazione della parola composta "calci-trapa", che era un antica macchina da guerra a 4 punte, "natans" viene invece dal verbo latino "natare" che significa nuotare. E’ però più conosciuta come castagna d’acqua ed appartiene al gruppo delle piante acquatiche della famiglia delle Trapaceae. Le castagne d’acqua sono sempre state molto diffuse in Asia, nell’Europa meridionale e centrale, nell’Africa del Nord e nell’Africa tropicale meridionale. Nell’Ottocento vennero introdotte anche in Australia e negli Stati Uniti e oggigiorno sono diffuse un po’ ovunque nel mondo. Sono piante galleggianti che si ancorano al terreno melmoso degli stagni o dei bacini d’acqua attraverso le radici. I gambi sono molto lunghi, le foglie si dipartono a losanga disponendosi in rosette. D’estate fanno dei fiori bianchi che producono frutti simili alle castagne.

Castagne d’acqua: come coltivarle

Le castagne d’acqua sono piante acquatiche perfette per un bacino o uno stagno di qualunque dimensione. Le radici delle castagne d’acqua tendono a fluttuare nell’acqua ma queste piante possiedono anche delle radici avventizie che si ancorano al fondo, quindi dovete prevedere un terreno melmoso in cui possano radicare bene. Amano le acque stagnanti di canali, paludi o stagni in cui la temperatura non scenda sotto i 0° centigradi, poiché temono il gelo. L’ideale per un corretto sviluppo è una zona d’acqua di almeno 40 cm di profondità ed esposta al sole, perché le castagne d’acqua amano la luce. Hanno una crescita rapida, tanto che sono considerate invasive e quindi occorre sorvegliarne la diffusione, estirpando quelle in eccesso. Essendo piuttosto diffuse, si possono trovare in molti stagni o zone paludose, ma gli esperti sconsigliano di prelevarle in natura poiché possono portare parassiti dannosi per le altre piante e per gli eventuali pesci del vostro stagno: meglio quindi acquistarle nei negozi specializzati per giardino e giardinaggio.

Castagne d'acqua: utilizzo popolare

I semi della trapa natans venivano usati dalla medicina popolare nella preparazione di unguenti per la cura dell’elefantiasi, dei reumatismi, delle piaghe, delle scottature solari e di alcune malattie della pelle. Con le castagne d’acqua si preparavano anche decotti per combattere la febbre epidermica e le crisi diarroiche. Alcuni studiosi ritengono che la credenza che queste piante acquatiche avessero delle proprietà taumaturgiche fosse legata alla particolare forma dei frutti, che ricordano un po’ la castagna. Le virtù medicinali di questi semi in realtà non sono mai state scientificamente provate e l’unico dato certo è che contengono una notevole quantità di ferro. Nei secoli passati, i semi delle castagne d'acqua erano anche usati per la fabbricazione di rosari (per questo la castagna d’acqua nella vulgata è chiamata anche "noce dei gesuiti"). In Cina le castagne d'acqua sono frutti commestibili: vengono mangiate bollite oppure grigliate.

Proprietà depuratrici delle castagne d’acqua

Le castagne d’acqua svolgono la funzione d’impianto di depurazione naturale. Come molte piante acquatiche sono indispensabili per mantenere l’equilibrio biologico di un bacino d’acqua: fungono infatti da filtro perché si nutrono dei rifiuti sospesi nell’acqua. Inoltre la loro ombra scherma i raggi solari ed evita che l’acqua si riscaldi troppo velocemente. Le radici forniscono un ottimo riparo ai pesci quando depongono le uova e agli avannotti appena nati. Una volta acclimatate, le castagne d’acqua non richiedono cure particolari e anzi, occorre fare attenzione al loro moltiplicarsi: infatti, come molte piante acquatiche, se non controllate possono diventare molto invasive. Proprio per la loro alta capacità di moltiplicazione, negli Stati Uniti, alla fine degli anni Novanta del secolo scorso, venne messa in atto una campagna di bonifica di queste piante dalle rive di alcuni fiumi; oggigiorno invece, in Europa le castagne d'acqua sono in via d’estinzione e in Germania, Belgio, Olanda e Svezia fanno parte delle specie protette.

Uso in cucina

Le castagne d’acqua presentano un aspetto molto simile alle tradizionali castagne di montagna che tutti noi conosciamo. A differenza di queste ultime, le castagne d’acqua hanno un' origine differente e possiamo vederle galleggiare in prossimità di terreni acquatici lenti con fondali molto bassi (massimo 5 cm). Le castagne d’acqua vengono consumate fresche, arrostite o lesse, cosi come le castagna comuni. La buccia che protegge la noce è croccante e il suo sapore ricorda approssimativamente quello della noce di cocco. In cucina, vengono utilizzate per preparare gli involtini cinesi e per farcire i ravioli. In passato, i semi della pianta, dal colore biancastro, farinoso e dal gusto di nocciola venivano impiegati per ottenere farina, in seguito alla loro essiccazione e conservazione.

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Domande frequenti

  • La castagna d'acqua è pericolosa per lo stagno?
    No, è benefica ma va gestita. Svolge un'importante funzione depuratrice filtrando i rifiuti sospesi e fornendo ossigeno. La sua ombra riduce il surriscaldamento dell'acqua e le radici offrono riparo ai pesci durante la deposizione delle uova. Tuttavia, ha una crescita estremamente rapida e può diventare invasiva, coprendo la superficie e impedendo la circolazione dell'aria. È fondamentale monitorarla ed estirpare l'eccesso per evitare che soffochi altri organismi acquatici.
  • Come devo preparare lo stagno per piantarla?
    Serve un bacino con acqua stagnante o a lento movimento, preferibilmente profondo almeno 40 cm. Il fondo deve essere melmoso o fangoso, poiché le radici avventizie necessitano di questo substrato per ancorarsi saldamente. La posizione deve essere soleggiata, dato che la pianta ama la luce diretta. Evita di prelevare esemplari dalla natura per introdurla nel tuo giardino: potresti introdurre parassiti dannosi per la fauna ittica o per altre piante del tuo ecosistema domestico.
  • Si possono mangiare le castagne d'acqua?
    Sì, i semi sono commestibili, specialmente nella tradizione culinaria cinese. Vengono consumati lessi, arrostiti o freschi. Il sapore ricorda vagamente quello della noce di cocco o della nocciola, e la polpa bianca e farinosa è racchiusa in una buccia croccante. In passato si usava anche per produrre farina essiccando i semi. Attenzione però: le proprietà medicinali attribuitele dalla medicina popolare non sono scientificamente provate, nonostante il contenuto di ferro.
  • È una specie protetta in Italia?
    In Europa, inclusa l'Italia, la situazione varia, ma in paesi come Germania, Belgio, Olanda e Svezia è considerata specie protetta e in via d'estinzione. Al contrario, in altre parti del mondo (come USA e Australia) è considerata infestante. Questa dualità dipende dalla sua capacità di adattamento: dove si naturalizza troppo aggressivamente diventa problema, dove diminuisce va tutelata. Verifica sempre le normative locali specifiche prima di raccogliere o coltivare esemplari selvatici.
  • Cura e manutenzione della Trapa natans?
    Una volta acclimatata, la pianta non richiede cure particolari né concimazioni aggiuntive, nutrendosi direttamente dai nutrienti disciolti nell'acqua e dal fango. L'unica operazione necessaria è il controllo costante della sua espansione. Poiché si moltiplica rapidamente tramite semi, devi estirpare regolarmente le piante in eccesso per mantenerla entro limiti accettabili nello stagno. Non teme il freddo intenso purché l'acqua non ghiacci completamente fino al fondo, ma teme temperature sotto lo zero prolungate.

Scheda Tecnica

Trapa natans

Nome scientificoTrapa natans
FamigliaTrapaceae
Tipo di piantaAcquatica galleggiante
OrigineAsia, Europa meridionale, Africa
EsposizionePieno sole
Temperatura minima0°C (teme il gelo)
TerrenoMelmoso/fangoso
IrrigazioneSubacquea (profondità ideale >40 cm)
FiorituraEstate (fiori bianchi)
AltezzaGalleggiante, radici ancorate al fondo
ConcimazioneNon richiesta se acqua ricca di nutrienti
PotaturaControllo diffusione (specie invasiva)
MoltiplicazioneSemi (diffusione rapida)
Malattie e parassitiParassiti veicolati da prelievo in natura
Difficoltà di coltivazioneFacile (ma richiede controllo invasività)

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